il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Elezioni 2021: SALVATORE FRUSCIONE

 

Aldo Bianchini

Il candidato Salvatore Fruscione in famigliaSALERNO -  “MA CHI TE LO FA FARE? È il ritornello che sentivo nell’aria al solo pronunciare la frase, durante i primi mesi estivi, “mi piacerebbe candidarmi“.

Così ha iniziato il suo intervento nella intervista che mi ha rilasciato Salvatore Fruscione candidato al Consiglio Comunale di Salerno nelle liste del Partito Socialista Italiano che sostiene Enzo Napoli sindaco.

E devo dire che ho subito e volentieri accettato l’invito di un comune amico all’incontro perché Fruscione, per un giornalista, non può che essere un nome importante che fa subito correre la mente a Nicola Fruscione Direttore storico del Mattino edizione di Salerno.

E la prima cosa che scopro è che Salvatore è il nipote del Direttore Fruscione: “Sono un salernitano doc, di famiglia salernitana, mio padre Giorgio è stato uno dei primi assicuratori in città, agente Generali, quando ancora l’assicurazione per le auto non era obbligatoria; il cugino era appunto Nicola un giornalista stimato in città e oltre e anche Presidente del Circolo Canottieri Irno del quale faccio parte del direttivo”.

 

MA ALLORA PERCHÉ MA CHI TE LO FA FARE?

“Perché ho vissuto fuori molti anni. Sono stato tra i primi laureati al nuovo Ateneo di Salerno e subito ho iniziato le prime esperienze lavorative in campo assicurativo. Ho Continuato la tradizione di famiglia come dicevo prima. La vita nel suo farsi crea combinazioni. Mi trovai a far pratica a Verona, dovevo restare per qualche mese e invece… maturai, lavorai, mi sposai e ho messo su una splendida famiglia, e mi sono fermato soltanto ….. per 35 anni…. . Sono stato accolto con rispetto e educazione ed ho trascorso nella città scaligera anni meravigliosi. Ogni Natale e anche d’estate, però, tornavo a Salerno con tutta la famiglia che ….. attenzione, erano veronesi doc”.

 

Salvatore Fruscione (candidato alo Consiglio Comunale con il PSI) insieme al segretario nazionale del partito Enzo Maraio

DUNQUE C’È STATO UN  INTERVALLO NELLA TUA VITA A SALERNO?

“ Esatto, sono cresciuto negli anni settanta nelle vie del centro. La mia scuola era il bar Nettuno, dove con un gruppo di amici, siamo stati i primi a infrangere tabù e luoghi comuni. Erano i meravigliosi anni Settanta, il Nettuno, le discoteche, Charlie in città, Acquarius in costiera, il sabato al cinema Metropol, la sera al “vicolo della neve”, la domenica al Vestuti Memorabilei partite a calcio con i rivali degli altri bar. Sono, con Giovanni (che ci ha presentato), Adolfo, Antonio, i miei sostenitori che per privacy cito solo per nome, un figlio di quel ’68 che ha cambiato l’Italia, che ci ha fatto diventare “moderni”. Il 21 settembre 1975 con Adolfo sono stato tra i dieci che hanno cambiato per sempre la storia del tifo a Salerno: la partita da quel giorno si iniziò a seguire cantando in curva nuova, la nuova casa dei tifosi e così nacquero gli ultras bar Nettuno. Poi, nell’84 sono “emigrato””.

 

E COME MAI IL RITORNO IN CITTÀ?

“ Proprio questa domanda è la chiave di lettura della mia candidatura. Nel tornare, spesso, notavo anno dopo anno i cambiamenti e le trasformazioni della città. Mi piaceva questo nuovo vento. Grandi novità interessanti che davano lustro e prestigio a Salerno. Guardavo con interesse e, aumentava ovviamente la nostalgia, e pensavo “che bello tutto questo”, da piccola città sconosciuta ai più a splendida città conosciuta dappertutto. La nostra Salerno, esempio in Italia di buona amministrazione, dove la qualità della vita migliorava giorno dopo giorno.  Vivevo benissimo a Verona, ma un freddo giorno di gennaio di qualche anno fa, durante un incontro con il presidente della multinazionale assicurativa di cui faccio parte, nacque l’idea: ” andrebbe a Salerno a concludere la sua carriera? Ci pensi qualche giorno e me lo faccia sapere”.  Ecco la svolta, e la risposta alla domanda, tornai a casa e raccontai a mia moglie l’incontro e lei mi rispose: “hai già deciso, sono contenta: torniamo a Salerno”! La città ci ha accolto a braccia aperte; il lavoro mi dà continue soddisfazioni e la cosa più bella è che mia moglie Giovanna ormai si sente salernitana e anche lei ama questa città”.

Il candidato Salvatore Fruscione con il sindaco di Salerno Enzo Napoli

DI QUI ANCHE LA SCELTA DELLO SCHIERAMENTO E DEL CANDIDATO SINDACO?

“ Ovvio. A prescindere dal consiglio di Giovanni per il Partito Socialista e per il suo Segretario Nazionale Enzo Maraio che mi ha presentato, i tanti anni lontano mi hanno dato la possibilità di guardare con occhio distaccato le tante cose belle fatte e da completare. Desidero essere partecipe all’ulteriore crescita della città, con tutto l’amore per Salerno. Il mio progetto è Salerno capitale del turismo del Mezzogiorno. E’ possibile.  Per una città situata tra le due costiere più belle del mondo, e tra Paestum e Pompei, i due più importanti siti archeologici dell’antichità Greca e Romana la vocazione naturale non può che essere il Turismo che crea ricchezza per tutti i salernitani. Mi impegnerò, perciò, con tutte le mie energie e spero che mi venga concessa la possibilità di realizzare questo sogno. Ti amo Salerno. Ecco chi me lo fa fare…, per tornare alla domanda iniziale, l’amore per una città che ho amato, che ho lasciato e che mi ha riaccolto a braccia aperte. Voglio restituire a Salerno quello che Salerno mi ha dato”.

 

In conclusione che dire !! .…., ancora una volta il mio amico Giovanni che condivido con Salvatore Fruscione, mi ha sbalordito. Mi ha fatto conoscere una persona per bene, entusiasta nonostante l’età non più verde, disinteressato alle beghe di potere, amante della città, e lontano da interessi personali.

In bocca al lupo Salvatore Fruscione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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