il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Conferenza mondiale sul clima dei giovani a Milano,anche Greta Thunberg e Vanessa Nakate,in vista della Cop 26 di Glasgow in Scozia dal 31 ottobre al 12 novembre 2021 .

da Pietro Cusati

 

 

 

 

 

 

 

Milano-Centro congressi. 29 settembre 2021 .La conferenza mondiale sul clima dei giovani è  l’evento preparatorio della ventiseiesima conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite prevista a Glasgow in Scozia, a novembre 2021. Sono 400 i giovani tra i 15 e i 29 anni selezionati nel rispetto dell’equilibrio geografico e di genere, provenienti da paesi che hanno aderito all’Accordo di Parigi.La selezione  ha premiato l’attivismo sui temi dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile. Sulla base delle risposte a un questionario di sei domande, sono stati selezionati coloro che hanno dimostrato di avere capacità di pensiero strategico, leadership e motivazione.A dare il “saluto” ai lavori un gruppo di attivisti per il clima di Fridays for future che si sono trovati fuori dal MiCo per chiedere maggiori “momenti di discussione e di creazione di un piano per sconfiggere la crisi climatica”. Tra loro c’era anche l’attivista svedese Greta Thunberg :“Non possiamo più aspettare discussioni vuote e inutili, che mettono in vetrina personaggi che mentre tingono di verde la propria comunicazione continuano a ostacolare una transizione ecologica equa: è tempo di ascoltare realmente la nostra voce”.La pandemia ha causato danni profondi, incidendo negativamente sui sistemi sanitari, sugli indici di povertà e sull’andamento dell’economia globale, venendosi a sommare alle altre grandi sfide dei nostri tempi, dai cambiamenti climatici alla lotta contro le disuguaglianze. Ha anche evidenziato una lezione essenziale: nell’epoca in cui viviamo, i problemi locali possono rapidamente trasformarsi in sfide globali. Non si può quindi prescindere da soluzioni comuni, che ci consentano davvero di ricostruire meglio, adottando tecnologie e strumenti innovativi per assicurare una crescita più verde e resiliente”.“Avete una sfida: condensare questi contributi in una dichiarazione da presentare ai ministri”, ha dichiarato Patricia Espinosa, segretaria esecutiva della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ,rivolgendosi ai 400 giovani presenti alla Youth for climate. “Ciò che vi ha portato qui mi dà speranza sul fatto che le vostre idee animeranno gli obiettivi per il clima.  Dobbiamo puntare ad una transizione senza traumi”. La crisi climatica è un sintomo della crisi sociale, della crisi legata alle disuguaglianze, a livello globale, che risale al colonialismo. Una crisi basata sull’idea che alcune persone valgono più di altre e quindi dovrebbero avere il diritto di derubare al prossimo terre e risorse”. Greta Thunberg ha  ricordato che i cambiamenti climatici sono sempre più gravi, e nonostante ciò “si continuano ad aprire centrali a carbone. La speranza non è qualcosa di passivo. Possiamo invertire questa tendenza, ma servono riduzioni drastiche delle emissioni, riduzioni mai viste prima. Non possiamo più permettere ai potenti di decidere cosa sia la speranza. La speranza è dire la verità, agire, e la speranza viene sempre dalla gente. Noi vogliamo un futuro sicuro, vogliamo giustizia climatica.

Insieme a Greta anche la collega del movimento Fridays for future Uganda, Vanessa Nakate: “Negli ultimi anni , ha raccontato , ho assistito a come la crisi climatica abbia un impatto sul continente. È un’ironia perché emette meno gas, escludendo l’Antartide. Storicamente l’africa è responsabile solo del 3 per cento delle emissioni globali, eppure subisce gli impatti più forti della crisi: uragani, inondazioni, siccità. Le persone stanno morendo, e tante altre hanno perso le terre. Così rimangono solo la sofferenza, l’agonia e la morte”. “È giunto il momento  di occuparci degli impatti e della perdita. È tempo che i leader ne facciano il centro dei negoziati. Abbiamo bisogno di fondi per migliorare i danni, oltre a quelli già promessi. Devono essere sussidi e non prestiti o si aggiungeranno a quelli già concessi ai paesi in via di sviluppo”. Verranno affrontati in particolare quattro temi: in primo luogo, la questione partecipazione dei giovani alle decisioni politiche che vengono assunte sui cambiamenti climatici. La necessità di rilanciare l’economia mondiale in modo compatibile con l’abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra, di maggiore coinvolgimento delle organizzazioni non governative nei processi decisionali e di creazione di una società cosciente dei rischi legati alla crisi climatica.Occorre rendere operativo, concretamente, l’Accordo di Parigi del 2015, al fine di centrare il suo principale obiettivo, ovvero la limitazione della crescita della temperatura media globale ad un massimo di 2 gradi centigradi, alla fine del secolo, rispetto ai livelli pre-industriali. Ma rimanendo “il più possibile vicini agli 1,5 gradi”, come indica lo stesso Accordo.

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