il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto dall’ateneo di Parma la laurea ad honorem in Relazioni internazionali ed europee.

 

dr. Pietro Cusati (giurista-giornalista)

Parma ,4 Ottobre 2021. ‘’Democrazia e libertà hanno bisogno del sapere che le università alimentano, non possono rinunciare al confronto delle idee e delle conoscenze che dalle università trae origine e impulso ’’ E’ bene fare tesoro degli insegnamenti tratti in questi due anni difficili e la dura crisi che ne è scaturita  ha condizionato l’economia e gli equilibri sociali. Un’autentica democrazia sa riconoscere che prima di ogni merito accademico esiste “un merito di vivere”, frutto dell’incontro con la realtà dei fatti e con la spinta a una emancipazione da essi. Ciascuno affronta la propria esistenza all’interno di una comunità di origine, talvolta modesta e fragile, ma deve poter scegliere di aspirare a una comunità di intenti le cui porte sono aperte dal sapere. “Da corporazioni di soli docenti, o di docenti e studenti, le università hanno, progressivamente, acquisito un ruolo pubblico. Si sono trasformate da corpi ristretti di diritto civile a soggetti aperti di diritto pubblico, portatori di valori destinati a diventare solidi riferimenti. La loro storia mostra anche quanto siano radicate, nello spirito dell’Europa, le questioni delle autonomie e delle libertà”.E’ maturo il tempo di un diritto universitario europeo” lo ha affermato  il Capo dello Stato Sergio Mattarella  che ha ricevuto dall’ateneo di Parma la laurea ad honorem in Relazioni internazionali ed europee. Hanno partecipato  anche i ministri dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, dell’Università e Ricerca, Maria Cristina Messa, e del Lavoro, Andrea Orlando,il rettore, Paolo Andrei, il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Giovanni Francesco Basini  e Antonio D’Aloia, docente di Diritto Costituzionale,ha pronunciato la laudatio.    La Laurea ad honorem, motiva l’Università, per onorare “l’altissimo profilo” di Sergio Mattarella, “nazionale e internazionale, politico e istituzionale” e per “riconoscere il suo quotidiano impegno istituzionale, civile e morale, nella garanzia attiva e nella testimonianza concreta dei valori costituzionali e della libertà, unitamente alla costante ed intensa vicinanza alla causa della ricerca, della formazione e del futuro dei giovani del nostro Paese”.Nella Lectio Doctoralis il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ringraziato gli organi accademici dell’Università di Parma per il conferimento della laurea “honoris causa”. Il Capo dello Stato ha sviluppato  alcune riflessioni che riguardano l’università come fondamenta dell’idea di Europa e come motore del suo sviluppo. Nel Novecento, accanto ad altre, l’esperienza del Sessantotto che alcuni di noi hanno attraversato.La storia delle università è parte rilevante della evoluzione delle nostre società.Da quasi mille anni le università connotano l’Europa.Ancor prima che si affermasse l’età moderna le università lavoravano su un terreno che si sarebbe rivelato propedeutico a una “coscienza europea”.Non è un caso che l’idea di università si sia sviluppata nel continente europeo e che tuttora questo abbia il numero più alto al mondo di università e di istituzioni per l’alta formazione.I giovani Erasmus , le generazioni Erasmus come ormai vengono chiamate comunemente , hanno ripreso una antica e rilevante tradizione universitaria. Sono diventati protagonisti di esperienze di vita, oltre che di studio. Esperienze che hanno reso forte la loro consapevolezza di essere anche cittadini europei. Hanno avuto prova di un ethos condiviso e lo hanno incrementato nel dialogo, nell’amicizia, nello studio comune. L’Europa può giovarsi dell’università anche sul piano politico e civile per sperimentare forme più sofisticate di cittadinanza nella libertà di studio e di ricerca.Non separare il destino della democrazia da quello dell’alta cultura è una chiave indispensabile per affrontare le trasformazioni della società globale.Per immaginare l’Europa del domani può esserci di grande aiuto ritornare alle origini della convivenza europea.L’università è uno degli elementi di fondo di queste origini, tra i più interessanti.Forse è giunto il momento per chiedere che le istituzioni europee inseriscano nella loro agenda, accanto alle grandi questioni incompiute della sicurezza e della armonizzazione economica e fiscale, anche il tema della dimensione universitaria.Giuseppe Mazzini ci dice “che la patria è la casa dell’uomo, non dello schiavo”.La Patria Europa, con le sue università, può essere l’approdo anche per chi, qui giunto o che giunge tra noi, vuole, attraverso lo studio e il confronto con i maestri, sfuggire alle schiavitù che ci circondano.

 

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