il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

COOPERATIVE: il problema ritorna ventisei anni dopo … la Procura e Michele Sarno che fanno ?

 

Aldo Bianchini

Da questo titolo di prima pagina pubblicato su Cronache del Mezzogiorno (diretto da Gigi Casciello) del 23 giugno 1995 si capisce che il problema delle Cooperative Comunali è nato ben 26 anni fa e che fino ad oggi nessuno ci aveva messo mano seriamente

SALERNO – Giornali e televisioni in questi giorni (a partire da lunedì 11 ottobre 2021) non fanno altro che scrivere e parlare della tumultuosa vicenda giudiziaria che ha investito la passata amministrazione comunale di Salerno con inevitabili ricadute sulla nuova amministrazione che è praticamente la stessa di prima essendo stata rieletta nel segreto delle urne del 3 e 4 ottobre scorsi.

E’ appena il caso di precisare che l’ amministrazione  regnante da ben 28 anni è quella che nell’immaginario collettivo viene indicata come  “il sistema di potere politico deluchiano” che dal 1993 ha sostituito il “sistema di potere politico contiano” che aveva retto l’amministrazione comunale fino a quel momento.

La linea di demarcazione tra i due sistemi di potere è storicamente stata tracciata dalla “tangentopoli salernitana” che, è bene ricordare, fu gestita in maniera quasi esclusiva, nell’assoluta liquefazione dei partiti politici, dalla magistratura con una forte azione giudiziaria che pose drasticamente fine all’epopea socialista del “laboratorio politico laico e di sinistra”.

In apertura dicevo che i giornali e le tv da alcuni giorni non fanno altro che fare la cronaca delle notizie che fuoriescono dalla “presunte” strette maglie del segreto istruttorio; e lo fanno anche in maniera alquanto chiara ed esplicativa e con fine professionalità. Tutti i giornalisti (me compreso),  però, devono stare attenti nel non esaltare troppo alcuni personaggi perché si rischia di farli diventare degli eroi quando eroi non sono semplicemente perché hanno fatto il loro dovere (alludo ai consiglieri comunali che nel febbraio 2021 denunciarono in consiglio comunale la tracimazione della cooperative), e stare attenti nel non accusare troppo quei personaggi indagati perché si rischia di farli diventare degli incalliti e scientifici malfattori, perché non lo sono, ma molto più modestamente sono dei soggetti sciocchi e presuntuosi che scientifici malfattori.

Quello che mi riprometto di fare è un racconto lungo perché è giusto che si sappia (ma tutti sicuramente lo sanno e fanno solo finta di non saperlo) che le politiche sociali esercitate attraverso le cooperative comunali altro non sono che il “bancomat” di ogni sistema di potere politico; e questo accade in ogni parte del mondo, senza dover necessariamente pensare che tutto quello che accade nelle politiche sociali debba essere per forza accostato ad azioni criminose tendenti all’illecito arricchimento personale.

E' il 30 gennaio 1997 quando sempre Cronache del Mezzogiorno pubblica il titolo ad effetto per annunciare che anche l'Unione Consumatori si è schierata contro le Società Miste chiedendo che "La Procura indaghi". Il silenzio assordante è durato ben 24 anni.

Con l’articolo di oggi voglio mettere in evidenza due punti fondanti che nel corso del racconto non dovranno mai essere dimenticati:

1)      L’avv. Michele Sarno deve risolvere a stretto giro la sua posizione di consigliere comunale (già candidato sindaco) e di difensore del maggiore indagato (Vittorio Zoccola) nonché come legale rappresentante del C.S.S. (Consorzio Solidarietà Salerno) che raggruppa le Cooperative per conto delle quali fece ricorso al TAR contro la revoca di alcuni affidamenti di lotti di manutenzione.

2)      La Procura della Repubblica deve dimostrare che dopo 26 anni dal grido di allarme “Salerno, l’affare arriva con le Coop” è giunto il momento di fare sul serio.

Avremo, comunque, tutto il tempo di rifare la storia delle Cooperative che tra il 1995 e il 996 portarono alla prima grande battaglia per il potere tra Vincenzo De Luca e Pasquale Stanzione (allora vice sindaco) con quest’ultimo che dovette arrendersi senza neppure l’onore della armi.

(* Le foto pubblicate sono state tratte dal mio archivio personale)

 

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