Cooperative – Giunta – Riconteggio voti: tanto rumore per nulla ?

 

Aldo Bianchini

SALERNO – “Tanto rumore per nulla ?”; ho inserito il punto di domanda per non essere tacciato, come spesso è accaduto, di recitare sempre un controcanto stonato.

No, il punto di domanda lo tolgo subito e non solo perché mi è arrivata nelle due precedenti settimane una scostante puzza di bruciato. Qui c’è qualcuno che ci sta prendendo in giro tutti; non ho capito bene chi ma la platea in cui scegliere non è molto vasta: Procura della Repubblica, ufficio del GIP, Questura, DDA e Zoccola. (La foto è tratta da RTA).

Come vedete ho escluso dalla lista sia Giovanni Savastano, sia il funzionario del Comune ing. Luca Caselli, che i due stakanovisti del whatsapp indicati come una sorta di criminali incalliti e minacciatori seriali (Gianluca Izzo e Umberto Coscia); loro sicuramente non ci stanno prendendo in giro in quanto devono impegnare tutto il loro tempo a difendersi da accuse che al momento non trovano radicamento in niente.

E allora restano sul tappeto gli altri cinque, tra i quali almeno per ora scelgo soltanto quello che è stato indicato come il ras delle Cooperative, Fiorenzo Zoccola detto Vittorio; è lui, per me, che sta prendendo in giro tutti (ivi compreso il suo difensore che ancora non ha deciso con chi stare) dall’alto della sua raffinata intelligenza. Di Zoccola si può dire di tutto e di più ma non si può nascondere che è dotato di un grande senso dell’organizzazione che ha ereditato dal padre e che lui ha ampliato, ricostruito, modernizzato e rilanciato per se stesso e per la sua famiglia. I “ras” sono sicuramente altra cosa; per il momento dobbiamo accontentarci della denominazione “intelligente e furbo” perché è riuscito per sedici ore a tenere sul filo del rasoio tutto e tutti nell’attesa di chissà quali devastanti verità.

Ed è proprio dalle poco credibili rivelazioni che è possibile tracciare il seguente quadro:

La Questura: Alla fine abbiamo scoperto che dopo anni di indefesso lavoro gli uomini della Questura sono riusciti a cavare il cosiddetto ragno dal buco, cioè la grande verità di Zoccola che finalmente ha svelato il niente assoluto: 1) A Roberto De Luca dissi che il fratello aveva formato un gruppo di potere; 2) Esiste un metodo per spartirsi i voti, sulle coop venni contattato dal governatore, zero riscontri; 3) Esiste un cerchio magico. Per rispondere a dette affermazione, ammesso che siano davvero contenute nei verbali di interrogatorio investigativo realizzati in carcere, dovrei usare un linguaggio triviale, ma non me lo consento. Ma stare zitti significherebbe ammettere che nessun giornalista ha mai scritto del “cerchio magico”, e questo non è vero.  Dico soltanto che se Piero De Luca ha cercato di formare un gruppo di potere può benissimo significare che stava creando realmente un nuovo gruppo finalizzato a scrostare dal sistema la tanta ruggine accumulata; e perché, poi, un governatore non potrebbe poter chiamare (se davvero è accaduto) un suo presunto proconsole per un “serrate i ranghi elettorali” che in politica è all’ordine del giorno; ed infine il “cerchio magico” che esiste in ogni sistema e per il quale non c’era certamente bisogno di Zoccola per appurarne l’esistenza sulla quale sono stati già consumati fiumi di inchiostro. Altro che storielle da gossip da dare in pasto al popolino.

La DDA: In apertura ho dimenticato di scrivere che di inchieste sulle Coop ne esistono due, una affidata alla Questura, la seconda alla DDA che la stampa cerca di far apparire come la panacea di tutti i mali. Allo stato, però, sembra che dopo tanto lavoro sia stata accertato che una sola “assunzione sia stata barattata” dai dirigenti della coop Albanova per chiedere nuovi appalti a loro avviso ritenuti necessari per sostenere lo stipendio di questa persona. Ma davvero vogliamo farci prendere in giro in questo modo ? Non vorrei che alla fine della storia possa ritornare in tutta la sua attualità l’unica frase che il governatore De Luca ha pronunciato sulla vicenda: “Spero che non si ritorni a dover ascoltare le scuse dopo magari 10 anni di una vicenda giudiziaria”. Ma alla fine, purtroppo come sempre, dovremo anche chiederci chi paga tutta questa marea di spese vive ma anche di sospetti, insinuazioni e deliberate strategie inutili ai fini processuali.

Fiorenzo Zoccola, detto Vittorio, non è il sistema; il sistema è acefalo, freddo e imperscrutabile anche perché non è mica detto che sia illegale per forza. Qui secondo me gli inquirenti brancolano ancora nel buio. Qualche filosofo dice che “la storia si ripete”, difatti in queste ore, leggendo i titoli dei giornali, mi sembra di fare un balzo indietro nel passato. Esattamente il 24 luglio 1993 Il Mattino così scriveva: “Sarà l’effetto Cagliari ma ieri per la prima volta dall’inizio di tangentopoli la Procura ha subito un paio i rovesci. Giusto un anno fa i clamorosi arresti per la Fondovalle; iri la scarcerazione dell’ex sindaco Vincenzo Giordano, dell’ex vice sindaco Fulvio Bonavitacola, dell’avvocato Franco Chirico, del giudice Alfonso Lamberti, la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare  per l’ex presidente dell’Iri Franco Nobile e per il costruttore Antonio Di Donato”.

Nelle ultime ore il riesame ha cominciato con il revocare l’ordine di arresto per Izzo e Coscia con motivazioni che non lasciano spazio a supposizioni di sorta; domani chissà, domani 28 ottobre è il turno di Savastano; e domani è un altro giorno non solo per Nino. Stasera, intanto, Michele Sarno è atteso ansiosamente alla prova del nove in una nuova esibizione televisivo-gilettiana.

 

 

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