il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO HIV, SIFILIDE E TERAPIA ANTIRETROVIRALE

da Dr. Alberto Di Muria

 

 

 

 

 

 

 

 

Padula-L’infezione da virus dell’immunodeficienza umana, conosciuto con l’acronimo HIV, è una grave infezione virale che colpisce e distrugge alcuni tipi di globuli bianchi presenti nel sangue. Questi linfociti, in condizioni normali, aiutano il nostro organismo a difendersi.

Ciò significa che, quando l’organismo è affetto dall’infezione da virus HIV, esso diviene vulnerabile e attaccabile da molti processi infettivi. L’infezione da HIV può sfociare, nel suo ultimo stadio di progressione, in quella che viene chiamata sindrome da immunodeficienza acquisita, AIDS, la forma più grave di tale infezione, in cui la conta linfocitaria diventa considerevolmente bassa e il paziente si espone a grossi rischi.

L’AIDS è, ad oggi, una malattia cronica ad esito letale, prevenibile grazie alla diagnosi precoce e al suo trattamento in fase di moltiplicazione del virus.

I farmaci utilizzati nel trattamento dell’infezione da virus dell’HIV sono detti farmaci antiretrovirali, essendo l’HIV un retrovirus.

La categoria di farmaci utilizzati è quella degli HAART, Highly Active Anti-Retroviral Therapy, nonché, terapia antiretrovirale altamente attiva, la quale indica il trattamento con due o tre farmaci in contemporanea, in grado di rallentare la progressione della malattia.

Gli effetti collaterali dei farmaci antiretrovirali possono essere vari e di diversa gravità, come debolezza, nausea, cefalea, dolori muscolari, vertigini, alterazioni del metabolismo, alterazioni della funzionalità renale e della funzionalità epatica.

Inoltre, dati epidemiologici provenienti da diverse parti nel mondo segnalano un rilevante aumento dei casi di sifilide tra pazienti maschi omosessuali, specie se con infezione da HIV e in trattamento con terapia antiretrovirale altamente attiva (HAART). I ricercatori della University of British Columbia di Vancouver hanno assunto che non sia valida, o almeno non esauriente, la teoria dominante che riconduce questo diffondersi del Treponema pallidum a una maggiore propensione a rapporti non protetti.

L’ipotesi degli studiosi canadesi prevede un ruolo della HAART di compromissione dell’immunità cellulare e umorale, facilitando l’infezione da Treponema. Per verificarla è stato utilizzato un modello matematico per lo studio delle epidemie che tiene conto della modalità di diffusione dell’HIV, del Treponema e dei possibili comportamenti adottati dai soggetti. Le varie simulazioni hanno permesso di concludere che nell’aumento dei casi di sifilide entrino in gioco sia i comportamenti a rischio sia l’azione di immunodepressione della HAART. Questi risultati meritano ulteriori studi di approfondimento e richiedono da subito una maggiore vigilanza nei pazienti in trattamento con HAART.

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