Dino Pedriali: un personale ricordo

Mentre gli italiani piangono la scomparsa di Gianpiero Galeazzi, è passata in sordina la notizia della morte di Dino Pedriali nella giornata di Giovedì 11 Novembre. È stato uno dei nomi più illustri e prolifici della fotografia italiana. Nato a Roma nel 1950, iniziò una collaborazione con Man Ray per poi diventare il fotografo di molti volti dell’arte e dello spettacolo come Federico Fellini, Giorgio De Chirico, Andy Warhol, Alberto Moravia, Marcel Carné, Rudolf Nureyev e Pier Paolo Pasolini. Di quest’ultimo realizzò molti scatti nel ’75 nella residenza dell’autore a Chia, nel viterbese, poco prima della tragica fine all’Idroscalo di Ostia.
Era malato da tempo e, secondo le testimonianze degli amici, non voleva più vendere le foto poiché era disgustato da tempo dai metodi attuali del mercato dell’arte. Le foto di Pedriali verranno curate dal figlio Tristano che creerà un apposito archivio in memoria del lavoro del padre.
Ho avuto la fortuna di incontrarlo: era il Gennaio/Febbraio del 2016 e c’era una mostra fotografica dedicata a Pasolini a Palazzo Fruscione per il quarantennale della sua scomparsa. Avevo ventitré anni e stavo ascoltando un mio caro collega di università, il giornalista del Mattino Davide Speranza, quando notai il Maestro Pedriali che aveva difficoltà con il treppiedi di una delle sue due macchine fotografiche, di cui una analogica e con tanto di rullino. Non ci pensai due volte e mi improvvisai assistente: ero teso come testimonia l’immagine ma ero emozionato perché era una di quelle occasioni che capita una volta nella vita.

Dott. Vincenzo Mele

 

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