il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Cilento futuro: A Sala Consilina un incontro di rilievo

 

Prof. Nicola Femminella (scrittore)

 

prof. Nicola Femminella, scrittore

Il giorno 13 u.s. ho partecipato come astante ad una riunione tenuta a Sala Consilina, che non esito a definire di notevole rilievo politico per il Cilento, specie se ne seguiranno altre di uguale risalto e spessore. I mezzi di informazione che agiscono sull’intero suo territorio avrebbero fatto bene a darle una evidenza maggiore per il significato che essa, a mio modesto parere, ha espresso e per il messaggio inviato a tutti noi, che viviamo in questa terra al margine della regione Campania, affranta dallo spopolamento. Talvolta eventi d’importanza primaria passano inosservati, senza che se ne colga il valore dell’enunciato che essi portano con sé, diffondendolo tra le comunità interessate. Gli studenti degli istituti superiori farebbero bene a inserire gli argomenti trattati tra quelli che discutono nelle loro assemblee, anche per i contributi aggiuntivi e preziosi, che essi sicuramente potrebbero fornire ad un tema fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei territori, in cui studiano e si preparano per un futuro non lontano, carico di incognite.

L’incontro era stato organizzato dal presidente delle aree interne, l’on. Michele Cammarano, concordato con i senatori Felicia Gaudiano e Francesco Castiello, il sindaco di Capaccio-Paestum Franco Alfieri e i sindaci del Vallo di Diano. Il tema, oggetto dell’adunata, era quello della Viabilità e Trasporti nelle aree del Cilento.

Il confronto tra i presenti ha consentito la lettura di un volantino nel quale la senatrice Gaudiano, riporta la decisione del Senato rispetto ad un ordine del giorno da lei firmato e presentato insieme ai colleghi Trantacoste e Coltorti, di cui qui riporto il contenuto, perché di elevata rilevanza per i nostri territori:

 

“Il senato, in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni del decreto-legge 10 settembre 2021, N° 121, recante disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale …

premesso che…;

considerato che…;

impegna il Governo:

- a valutare l’opportunità di prevedere nell’ambito… specifici interventi volti a favorire una migliore accessibilità, con particolare riferimento al trasporto ferroviario, ai siti di Paestum, del Parco Archeologico di Elea-Velia, della Certosa di Padula e delle grotte di Pertosa;

- a valutare, nell’ambito della realizzazione della tratta di alta velocità Salerno-Reggio Calabria, la fattività tecnica della previsione di una metropolitana veloce di superficie che affianchi i binari della tratta ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria;

- a valutare la fattibilità tecnica di una stazione di fermata lungo la tratta già esistente che costeggia l’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e che collegherebbe al sito di Paestum e al Parco Archeologico di Elea-Velia.”

Nello stesso volantino la senatrice Gaudiano scrive, a chiarimento, che l’atto del senato significa che “il Governo e il Ministero dei Trasporti si rendono disponibili a valutare la costruzione di tali importanti infrastrutture, per consentire lo sviluppo e il rinnovamento dei collegamenti nella provincia di Salerno e grazie al Piano nazionale per gli investimenti complementare sono disponibili anche le riserve. Il formale impegno del Governo non è però sufficiente, ma è necessario e indispensabile che siano gli stessi enti locali interessati ad attivarsi per l’avvio delle procedure amministrative, che rendono concretamente possibili la realizzazione delle opere. Per tale motivo… sono invitati ad approvare al più presto, per il tramite degli organi Comunali, i necessari atti di indirizzo propedeutici. Solo in tal modo potremo cogliere questa importante occasione e realizzare il rinnovamento infrastrutturale dei territori che attendono da tempo.”

In poche parole la senatrice auspica una intesa stretta, fortemente collaborativa tra gli enti locali, parlamento, governo. Anche se con livelli istituzionali di diverso grado, ognuno di loro è chiamato a svolgere proficuamente il proprio ruolo. È questo il tempo delle reti e delle cooperazioni tra gli enti di livelli uguali e diversi. E i territori omogenei, con la stessa appartenenza territoriale, gli stessi problemi e aspirazioni delle popolazioni, con la comunanza di storia trascorsa e futuro da costruire, devono unire le proprie intraprendenze e intelligenze, per evitare errori commessi e recuperare ritardi atavici, al fine di redigere piani e progetti, utilizzando contingenze e occasioni favorevoli.

Particolarmente interessante è risultato l’intervento del sindaco di Capaccio Franco Alfieri, il quale ha illustrato come il Cilento possa riunire i territori di cui si compone in una dimensione inter comprensoriale e mediante il riassetto degli assi viari. Questi, già prima del regno lucano (che si affermò tra il V e II sec. a.C), erano stati opportunamente disposti nei nostri territori dalle popolazioni locali, per collegarli a quelli di parti della Basilicata, Calabria, Puglia. In tal modo, si evidenziava a quei tempi la strada Istmica, come un’arteria avveniristica, un miracolo inimmaginabile della mobilità, di gran lunga anteriore alla strada Annia che congiungeva Capua a Reggio Calabria, costruita solo nel 128 a.C. dai Romani. Lungo il suo percorso avvenivano scambi commerciali, con frequenza di carovane e fiere, che alimentavano la nascita e lo sviluppo dei centri abitati, snodati lungo il suo percorso. Il ricco arredo in mostra nei Musei Archeologici della Lucania Occidentale, nella Certosa di Padula, e di Paestum e il ricco patrimonio rinvenuto nei siti archeologici di Sala Consilina, Roccagloriosa, Roscigno e altri sparsi sui tratti dell’accennata strada Istmica e su quelle che da essa si diramavano, sono una testimonianza eloquente del grado di civiltà raggiunto dai Lucani.

Il tempo è propizio per progetti coraggiosi, innovativi e ben enucleati, perché risultati significativi potranno derivare alle zone interne dalle risorse assegnate dall’Unione Europea con il Recovery Fund e da quelle contenute nel Masterplan per il Mezzogiorno, da cui bisogna trarre ispirazione, per progettare gli specifici Piani strategici stabiliti per il Mezzogiorno.

Degni di attenzioni tutti gli interventi dei sindaci e quanto dichiarato dal presidente Michele Cammarano dopo l’incontro:

“Il rilancio delle aree interne della Campania non può che partire dal potenziamento dei trasporti e delle vie di collegamento. Il lavoro fondamentale che abbiamo portato avanti in questi anni per fare dell’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi il secondo terminal della Campania, deve rappresentare il punto di partenza di una progettualità, complessa quanto importante, che tenga conto dell’opportunità dei fondi in arrivo con il PNRR. Proprio in questi giorni è stato accolto un ordine del giorno della senatrice Felicia Gaudiano che impegna il Governo a valutare la realizzazione di una stazione ferroviaria nei pressi dello scalo aeroportuale di Pontecagnano, oltre alla costruzione di una metropolitana di superficie che colleghi i territori del Vallo di Diano. Opere indispensabili su cui abbiamo voluto discutere con i senatori Castiello e Gaudiano, insieme ai quali abbiamo incontrato i sindaci dei comuni interessati”.

“Vogliamo aprire una nuova stagione – prosegue Cammarano – consentendo a tutti i territori della Campania di avere le stesse opportunità di crescita, concentrando gli investimenti sul potenziamento della viabilità e dei trasporti. Il prossimo impegno sarà teso alla stipula di un protocollo d’intesa tra i sindaci del Vallo di Diano, che porterò all’attenzione della Giunta regionale, perché si faccia squadra per il definitivo rilancio delle nostre aree interne.”

Al di là dei contenuti di grande interesse emersi nel corso degli interventi e consapevole che il dibattito ha toccato opere infrastrutturali di importanza epocale, che potrebbero essere giudicate “utopistiche ma non impossibili”, mi preme sottolineare piuttosto l’importanza politica dell’evento, come già detto all’inizio. Penso che sia stata una delle poche circostanze in cui si è presentata, per i rappresentanti dei comprensori del Cilento, l’occasione di ritrovarsi in una sorta di circol time, per focalizzare e discutere problemi di un ampio campo di gioco, da inserire in una cornice unica, che racchiuda un territorio unito da obiettivi dettati da storie, esigenze, destini, aspirazioni comuni. Si è intravista la possibilità di costruire un’azione coordinata, con un anelito partecipativo rivolto ad iniziative e disegni evolutivi, volti a ipotizzare un futuro di crescita e sviluppo socio-economico, per arrestare nei nostri borghi l’emorragia dei giovani emigranti, che angustia le nostre comunità. Certo, mancavano gli esponenti del Golfo di Policastro e degli Alburni, ma potranno senz’altro partecipare ad altri incontri, se l’on. Cammarano lavorerà alla costruzione di un protocollo d’intesa tra i “sindaci dell’intero Cilento” e non solo tra i “sindaci del Vallo di Diano”, come detto al termine della sua dichiarazione. Ho avuto modo di costatare da vicino il convincimento, che nutre Cammarano a riguardo della costruzione di una unica anima, una sola regia, che operi per costruire una nuova era per il Cilento, alla luce di una rinnovata considerazione delle aree interne. Spero che le iniziative poste in essere con tenacia e determinazione, vedano il concorso, altrettanto convinto degli altri nostri deputati regionali Matera, Pellegrino e Pierri, affinché emerga e si affermi l’idea di costruire un “Grande Cilento”. Ho, di certo, la consapevolezza, e i miei anni ne accrescono la misura, che aspirazioni di massimo respiro, animate da uguali impulsi ideali e politici, difficilmente si realizzano o hanno bisogno di cicli storici per affermarsi. Aspirazioni simili, minori o maggiori per le dimensioni territoriali, racchiuse nelle idee della Città Vallo e della Grande Lucania, nel passato sono svanite, relegate nel regno dell’oblio. Ma, volgendo il pensiero all’ottimismo, il regno Lucano, oltre duemila anni addietro, e i Sanseverino, dal 1200 al 1550, ci riuscirono e le scolpirono nel libro della Grande Storia.

Perché non perseguirle, oggi?

 

1 Commento

  1. Carissimo Prof. Nicola Femminella, dalla lettura del tuo articolo si evince che : ‘’I mezzi di informazione che agiscono sull’intero suo territorio avrebbero fatto bene a darle una evidenza maggiore per il significato che essa, a mio modesto parere, ha espresso e per il messaggio inviato a tutti noi, che viviamo in questa terra al margine della regione Campania, affranta dallo spopolamento. Talvolta eventi d’importanza primaria passano inosservati, senza che se ne colga il valore dell’enunciato che essi portano con sé, diffondendolo tra le comunità interessate’’. Ti informo,con dispiacere, che allo scrivente giornalista non è pervenuto alcun invito dagli organizzatori per partecipare all’incontro da te citato,perchè?

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.