il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

COOPERATIVE: anche i cercatori d’oro si arrendevano all’evidenza … ma da noi la città è governata da due ex pm, da un pool di magistrati e da un poliziotto

 

Aldo Bianchini

SALERNO – «Esce dall’acqua, alle caviglie porta fili rossi intrecciati che pendono a frange, la vedo bene di fronte, intorno alle areole dei seni ha dipinti dei cerchi neri; puntini rossi e strisce a zig-zag dipinte con l’onoto la decorano sul ventre piatto […]. Si ferma indecisa, non è impaurita, piuttosto sorpresa, forse un poco preoccupata, mi accorgo che si guarda intorno come a cercare una possibile via di fuga. “Erika…” la chiamo col suo vero nome, come l’ho conosciuta quand’era ragazza, prima di farsi suora.»

Era il canto degli ostinati cercatori d’oro sulle rive dell’Orinoco, il maestoso fiume amazzonico considerato per secoli da conquistadores, avventurieri e pirati la via d’accesso per l’Eldorado. Erano ostinati i cercatori, ma quando capivano che non c’era trippa per gatti o smettevano completamente o passavano ad altri obiettivi e ad altri fiumi – torrenti ed anche aste torrentizie.

Un po’ come sta succedendo qui da noi con i “cercatori d’oro” della Squadra Mobile guidati dall’indomabile Marcello Castello; i suoi uomini, venerdì mattina 10 dicembre 29021, hanno effettuato una nuova visita in Comune per acquisire alcuni atti evidentemente mancanti per il completamento dell’inchiesta sulle famigerate “Cooperative”; sopralluogo effettuato, sentite un po’, in presenza del direttore generale del Comune, per “chiedere e acquisire delibere – ordinanze e convenzioni” (così scrivono alcune teste giornalistiche).

Ma i titoli sono di tutt’altra specie e dal grande effetto mediatico; inutile ripeterli perché potte leggerli dalle foto pubblicate a margine di questo articolo.

Nella realtà, a mio modo di vedere, si è trattato di una visita di rifinitura un po’ come facevano, appunto, i cercatori d’oro dell’Orinoco, i quali quando si rendevano conto che non c’era più trippa per gatti effettuavano per scrupolo gli ultimi sopralluoghi e poi andavano via per cercare altri obiettivi o, addirittura, per cambiare mestiere.

Naturalmente il paragone è soltanto giornalistico anche se discende da una considerazione molto precisa; difatti se la stampa ha eclatato quella semplice visita in maniera vistosa facendo immaginare chissà quali irruzioni gli uomini di Castello hanno effettuato la mattina del 10 dicembre scorso, potrebbe voler dire soltanto che al momento agli investigatori e inquirenti interessa che non ci sia un calo di attenzione della pubblica opinione sull’intera vicenda che, resta, ovviamente, abbastanza grave per come si è sviluppata e per come è stata portata alla luce negli ultimi mesi.

Qualcuno ha anche scritto che questa nuova visita è stata effettuata in seguito alle ultime dichiarazioni rese da Vittorio Zoccola nel corso del terzo interrogatorio. Io non credo che sia così, però è bene lasciare a tutti il beneficio dell’inventario.

Resta, comunque, un mistero il silenzio in cui si è calato l’avvocato Michele Sarno che poteva essere il capo, non solo virtuale, di tutto il centro desta e non lo è stato; che poteva essere il giustiziere del deluchismo avendo tra le mani il “gallo d’oro” (Zoccola, ndr !!) è non ha avuto la forza di esserlo e, infine, che poteva fare davvero politica e non la sta facendo; e la città rimane ancora priva di quello strumento democratico che avrebbe consentito un sereno e costruttivo dibattito.

Intanto la sinistra dissidente, che porta con se il fardello di diversi elementi che per anni hanno bivaccato tra i manipoli deluchiani, si organizza e comincia, in un certo senso, a darmi ragione ed a capire che, forse, l’unico vero leader dell’opposizione ha ormai un nome e un cognome: Michelangelo Russo (già magistrato di lungo corso ed ora neo giornalista che qualcuno ha già definito “editorialista”). Il capo dell’opposizione, difatti, mercoledì prossimo 15 dicembre terrà una “lectio magistralis” alle donne ed agli uomini della sinistra dissidente sulla questione delle limitazioni di accesso al Comune per la stampa; come a dire che mercoledì alle ore 18 nella “Casa della Sinistra” (sita in Piazzetta Ricciardi a Torrione, alle spalle della Farmacia Grimaldi) l’ex pm spiegherà agli attenti spettatori come l’altro ex pm Claudio Tringali deve gestire la comunicazione. Mi auguro che non dica che la stampa deve essere ammessa dovunque, esattamente come faceva lui che prediligeva soltanto un giornalista su una pletora enorme di eccellenti professionisti.

 

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