il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

UN CAFFE’ CON: l’otorinolaringoiatra Dr. Luigi Capuano

 

di Maria Giovanna Santucci

 

Dr. Luigi Capuano

Le vertigini come si manifestano e come si curano.

Sensazione di cadere, perdere l’equilibrio, disorientamento, grande paura, manca la “terra sotto i piedi”…

Oggi ne parliamo con il dottor Luigi Capuano otorinolaringoiatra, specializzato nel trattamento delle vertigini, dei disturbi dell’udito e disturbi dell’equilibrio.

Nel suo studio di Salerno si eseguono l’esame audiometrico, le prove vestibolari, l’endoscopia orl e l’impedenziometria

-Dr. Capuano: la sindrome vertiginosa, è una malattia?

Non è una malattia, ma un sintomo dovuto a diverse condizioni patologiche.

Questo disturbo rende impossibile le attività quotidiane riconoscerla e curarla è molto importante. Spesso viene accompagnata da altri sintomi come la nausea, il vomito, tachicardia, abbassamento dell’udito o una sensazione di ovattamento auricolare ronzii e sibili (acufeni), movimenti oscillatori degli occhi.

-Quanti tipi di vertigini esistono e quali cause possono scatenarle?

Fondamentalmente esistono due tipi di vertigine periferiche e centrali.

La vertigine periferica è di norma improvvisa e transitoria, è una sensazione oggettiva

ed è causata da un problema a livello dell’orecchio interno, che è l’organo dell’equilibrio, le cause più comuni sono:

vertigine posizionale parossistica benigna

labirintite

infiammazione del nervo vestibolare

malattia di Ménière

effetto collaterale di alcuni farmaci

Alcuni dei farmaci che come effetto collaterale possono determinare vertigini periferiche sono: gli antidepressivi, gli antibiotici, i diuretici, i salicilati, gli ipoglicemizzanti, gli antispastici ed antiulcera.

La vertigine centrale più spesso è di tipo “soggettivo”.

Le principali cause centrali sono: tumori cerebrali, patologie vascolari, emicrania, sclerosi multipla, intossicazione. I medicinali che, come effetto collaterale, possono determinare vertigini di questo tipo sono, gli anticonvulsivanti.

Comunque prosegue il dr. Capuano esistono altre vertigine e sono le: pseudovertigini che danno la sensazione di instabilità soprattutto quando si cammina, ed hanno un’origine microvascolare.

-Quali sono i fattori di rischio che possono scatenare le vertigini?

Ipertensione, diabete, postura e abitudini scorrette, alimentazione sbagliata e stress

-Dr. Capuano una diagnosi corretta è quindi fondamentale per capirne l’origine?

Un’accurata anamnesi clinica è atta a valutare la presenza di complicanze uditive o neurologiche. La si ritiene essenziale poiché la condizione vertiginosa compromette le attività della vita quotidiana pertanto è opportuno, procedere ad una consulenza specialistica, per arrivare ad una diagnosi corretta e decidere quali indagini diagnostiche e strumentali da eseguire.

-La terapia farmacologica da effettuare?

Innanzitutto dobbiamo precisare che le vertigini e la loro cura sono direttamente collegate alla loro natura. Ad esempio per la vertigine posizionale benigna che alcuni “sassolini” (che si chiamano Otoliti), ritornino nella loro sede naturale perciò servono solo manovre specifiche per normalizzare la funzionalità dei canali semicircolari (struttura presente all’interno dell’orecchio interno).

Nel trattamento sintomatico si utilizzano farmaci come il diazepam, antiemetici e antistamici “attivatori” del microcircolo e diuretici osmotici in caso di forme idropiche.

La terapia farmacologica va sempre associata alla rieducazione vestibolare.

-In che consiste la rieducazione vestibolare?

La rieducazione vestibolare è un programma di esercizi mirato ad abituare il cervello alle sensazioni anomale presenti durante un episodio di vertigini, sono tecniche fisioterapiche che migliorano il controllo della postura e dell’equilibrio allo scopo di recuperare sicurezza, conclude il dr. Luigi Capuano.

 

 

 

 

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