il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Piazza “25 Aprile”: Carlo Favella riunisce in via straordinaria il tavolo del paradiso

 

Aldo Bianchini

SALERNO – C’ è puzza di bruciato, qualcuno vuole cancellare un pezzo di storia della città; il cattivo odore è giunto finanche lassù in Paradiso dove vive ormai da circa cinquant’anni il mai dimenticato giovane, esuberante politico della gioventù di destra, Carlo Falvella ucciso in Via Velia in quella maledetta sera del 7 luglio 1972.

Qualcuno, in pratica, vorrebbe denominare il largo posto a non più di una decina di metri da dove (di fronte alla scalinata della Rotonda) da qualche anno sorge una stele a ricordo di quel brutale assassinio consumato in quella lontana serata estiva. Per la precisione l’attentato avvenne non dove c’è la stele ma un po’ prima, proprio dove il presidente provinciale Ubaldo Baldi dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) ha lanciato la proposta di intitolare lo spazio a ricordo del 25 Aprile (data storica della liberazione dal fascismo). La cosa, ovviamente, ha subito avuto una risonanza politica; è scesa in campo l’ex candidata sindaco prof.ssa Elisabetta Barone con una ragionamento ai limiti della comprensione per giustificare l’intitolazione che, giustamente, il senatore FdI Antonio Iannone ha definito assolutamente legittima ma non nel luogo in cui è stato ucciso il militante Falvella.

Io personalmente non sono mai stato di destra, e sicuramente sono da sempre stato a sinistra come socialista, non so la Barone se e dove ha militato in tutti questi decenni; ma per un senso pacifico di comprensibile opportunità e di doveroso senso di umanità, mi schiero decisamente dalla parte del sen. Antonio Iannone che, a ben leggere le sue dichiarazioni, non ne fa una questione politica di schieramento tra desta e sinistra ma semplicemente richiama tutti al buon senso civico ed al rispetto della storia.

Il tavolo del Paradiso, rivisto e corretto dall'indimenticato artista futurista Ugo Marano; un tavolo adagiato su un ideale pianoro che guarda dall'alto delle nuvole uno splendido mare azzurro

Ma risaliamo rapidamente in Paradiso dove sta per iniziare la riunione speciale convocata intorno al tavolo (in questi ultimi anni rivisto e corretto artisticamente dal mitico Ugo Marano) dove siedono ormai stabilmente: Angelo Vassallo, Giovanni Marini e Francesco Mastrogiovanni (tutti e tre senza diritto di parola), Guido Rossa, Vittorio Bachelet, Nino Colucci, Tommaso Biamonte, Annalaura Braghetti, Bruno Seghetti e con componente a latere Pippo Falvella con potere notarile; dopo le precedenti tre riunioni speciali per l’ammissione al tavolo di Vassallo, Marini e Mastrogiovanni, questa di oggi è molto importante perché Carlo intende avere il parere di tutti prima di rispondere per le rime a Ubaldo Baldi ed alla stessa Elisabetta Barone.

Ampia ed articolata la discussione, alla fine il verdetto è unanime: “La proposta dell’ANPI appoggiata dalla Barone è irricevibile”; le cronache della discussione riportano un intervento durissimo di Tommaso Biamonte che, dalla sua posizione vera di sinistra e con i tratti somatici visibilmente alterati dal disgusto, avrebbe sconfessato l’ANPI e la Barone precisando che la storia è storia anche quando non piace e senza alcuna rivisitazione nostalgica dell’antica Unione Sovietica. Insomma una lezione di stile e di democrazia.

I ragazzi di CPS che ripuliscono la stele dedicata a Carlo Falvella in Via Velia

Una curiosità a margine della riunione; sembra che Giovanni Marin i abbia chiesto l parole e che gli sia stata concessa; tra la righe ha dichiarato: “Leggo che il sen. Iannone si lamenta che a te Carlo non è stata ancora intitolata una strada; faccia la controprova, lo chieda per me e vedrà che la sinistra non avrà nessuna esitazione a dedicarmela”.

A questo punto Carlo Falvella scioglie la riunione senza aver prima controfirmato il verbale redatto da Pippo che si chiude così: “Piazza 25 Aprile deve essere creata ma non in quel luogo. Nessuna apertura verso chi vuole cancellare la storia o (come la Barone) sovrapporre una storia all’altra”.

 

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