il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO REAZIONI AVVERSE DA FARMACI IN BAMBINI IPERATTIVI

da Dr.Alberto Di Muria

 

 

 

 

 

 

 

 

Padula-E’ stato recentemente pubblicato uno studio che ha l’obiettivo di realizzare una revisione di lavori clinici riportanti informazioni relative alle reazioni avverse da farmaci associate all’uso di farmaci per il trattamento

della sintomatologia della sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività nella popolazione pediatrica.

Il Disturbo da deficit d’attenzione ed iperattività (ADHD) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in alcuni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini. Si tratta di un disturbo eterogeneo e complesso che nel 70-80% dei casi coesiste con un altro o altri disturbi. La coesistenza di più disturbi aggrava la sintomatologia rendendo complessa sia la diagnosi sia la terapia.

Non è ancora nota una specifica causa di questo disturbo. Ci sono, tuttavia, una serie di fattori che possono contribuire a farlo nascere o a farlo esacerbare. Tra questi ci sono fattori genetici e le condizioni sociali e fisiche del soggetto. Studi su gemelli hanno evidenziato che il Disturbo da deficit d’attenzione ha un alto fattore ereditario, circa il 75% dei casi, ma hanno anche mostrato che il 10-20% dei casi di malattia possono essere attribuiti a fattori ambientali. Questi fattori ambientali includono l’esposizione ad alcol e fumo durante la gravidanza ed i primissimi anni di vita.

Da molti anni negli USA sono utilizzati diversi farmaci psicostimolanti per la terapia di questa sindrome, in associazione con una terapia psicologica comportamentale. Anche l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato l’uso di alcuni di questi presidi terapeutici nel nostro Paese, come Amfetamina, Atomoxetina, Metilfenidato e Modafinil.

Nello studio in oggetto sono stati valutati gli effetti collaterali di questi farmaci utilizzando i database americani. Sono stati così identificati 43 studi, la maggior parte dei quali è stato condotto negli Stati Uniti, gli altri in Australia, Canada, Europa ed America Latina.

Sono stati inclusi negli studi clinici riesaminati un totale di 8.512 bambini, dei quali 7.244 hanno completato il trattamento. Le ragioni del mancato completamento del trattamento erano molte, ma le più frequenti erano rappresentate dalla mancanza di efficacia e dall’insorgenza di reazioni avverse. Gli effetti collaterali avversi di tipo simile sono state aggregati in categorie comuni: variazioni di peso, dolori gastrointestinali, ansia, influenza, tic, alterazioni dei valori di pressione arteriosa, problemi di sonno ed alterazioni della frequenza cardiaca.

Le conclusioni dello studio sono quindi state che, pur essendo i dati di tollerabilità dimostrati da questi studi tutto sommato soddisfacenti, la qualità degli stessi non è risultata eccelsa

 

 

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