il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

La società cambia; la scuola non sempre lo fa (I parte) Una occasione da cogliere per il Cilento (III parte)

 

 

da Nicola Femminella

 

Quando la speranza affiora…! Prima dell’esodo massivo dei nostri giovani nutriva speranza chi, sulla sponda dell’ottimismo, la comunicava dicendo: basta percorrere i sentieri a ridosso delle coste, sospesi tra cielo e terra, e osservare la bellezza dei monti ammantati di verde diffuso, per ridire che i nostri giovani laureati e diplomati possano trovare occasioni di lavoro nelle belle contrade e non lasciare le nostre terre. Analogo convincimento lo ispiravano la pianura ubertosa del Vallo di Diano, le colline dolci degli Alburni e del Cilento, i borghi custodi di quieti immutabili, i tesori d’arte e i patrimoni storici degli antichi regni. Non mancavano i fenomeni carsici a inventare magie, siti archeologici generosi, docili corsi d’acqua non contaminati e ogni altro dono elargito dalla storia, dalla natura e dalle generazioni passate. Metafore e iperboli per ricordare le risorse del Cilento e come esse, potrebbero procurare a tanti giovani un lavoro stabile e gratificante, se messe, però, in valore e utilizzate con piani di sviluppo idonei e spirito imprenditoriale. Per allontanare lo spettro della desertificazione dalle nostre zone interne, dove si spengono le luci delle case e nelle piazzette non si odono più i brusii dei bambini che escono dalle scuole chiuse. Cultura e turismo, agricoltura e allevamento, opifici produttivi e logistica, artigianato e commercio, enogastronomia sono settori che nel Cilento racchiudono tradizioni consolidate e alimentano speranze, se irrorate dalle innovazioni e da investimenti. Questi potrebbero ricevere linfa vitale dai risparmi notevoli che giacciono nelle banche e negli uffici postali del Cilento, utilizzati fino a un recente passato da potentati del nord e corrosi oggi da una inflazione al 5, 6%.

Queste prime frasi di esordio per introdurre una novità di rilievo, che ravviva l’animo, perché contiene elementi di contenuto che potrebbero favorire le aspirazioni soprattutto dei giovani. Concrete opportunità indugiano dietro l’angolo, in attesa di rivelarsi a coloro che, dopo miraggi più volte intravisti, sperano che possa materializzarsi qualche certezza. Mi riferisco all’approvazione delle due aree “Vallo di Diano” e “Cilento interno”, accompagnate da un cospicuo finanziamento per dare inizio a una nuova fase dei nostri due territori. Crescerà il numero delle opportunità alle quali i giovani potranno fare ricorso, se gli eventi scorrono in un alveo protetto da sponde alzate a sostegno.  Naturalmente tutto è riposto sulle gambe di coloro che devono essere protagonisti del momento. In primis i politici locali e poi i giovani, chiamati a prendere il futuro nelle proprie mani. Per i primi valgono le parole del Presidente della Repubblica Mattarella nel suo discorso di insediamento: responsabilità e spirito di servizio. Per i secondi servono il coraggio e una scuola in grado di renderli preparati e pronti ad accettare la sfida della complessità e della modernità. Con i due provvedimenti ed altri ugualmente varati a favore del Mezzogiorno, il Cilento è interessato, come area interna, ad un evento storico che, oltre a contenere elementi di novità, porta con sé opportunità che non si ripresenteranno nel futuro. Se il messaggio non sarà colto, questa volta le sorti del Sud affonderanno ancora di più, affrante da una corsa senza traguardo. Siamo su uno snodo dal quale può iniziare un nuovo corso per il Meridione, se il vertiginoso aumento delle materie prime non innesterà gravi processi inflattivi e la traumatica guerra in Ucraina non causerà irreparabili interferenze. Ma andiamo con ordine, consapevoli di dover navigare nel grande mare della complessità che abbiamo preso come guida ma, principalmente, come atto di consapevolezza.

La “Relazione sullo stato di attuazione della Strategia Nazionale delle Aree Interne” in Campania emanata dalla Regione Campania recita nella premessa:

“La Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) rappresenta una azione diretta al sostegno della competitività territoriale sostenibile, al fine di contrastare, nel medio periodo, il declino demografico che caratterizza le aree interne del Paese. L’obiettivo è creare nuove possibilità di reddito e di assicurare agli abitanti l’accessibilità ai servizi essenziali (trasporto pubblico locale, istruzione e servizi socio-sanitari) nonché di migliorare la manutenzione del territorio stesso… La Strategia Nazionale per le Aree Interne ha il duplice obiettivo di migliorare la quantità e qualità dei servizi di istruzione, salute, mobilità e di promuovere progetti di sviluppo che valorizzino il patrimonio naturale e culturale delle aree interne del Paese, puntando sulla rinascita delle filiere produttive locali e sulla promozione di nuove filiere (per favorire l’accesso al “mercato”). Al primo obiettivo sono assegnate le risorse nazionali, appositamente stanziate nel bilancio dello Stato; al secondo obiettivo concorrono quelle provenienti dai Fondi SIE (FESR, FSE, FEASR, FEAMP).”

E nel documento “La strategia d’area del Cilento Interno” è scritto a riguardo dell’idea guida:

Prof. Nicola Femminella (storico e scrittore)

“Il Cilento interno ….. ha preservato tradizioni e bellezze paesaggistiche che sono intatte e che conservano ancora oggi una strettissima connessione tra le culture delle comunità e il paesaggio, specchio dell’uso millenario del capitale territoriale composto da tre essenze: uomo, natura, e lavoro che l’uomo compie su di essa… Lo spopolamento progressivo, finora inarrestabile, e l’invecchiamento della comunità superstite minaccia questo patrimonio territoriale in quanto lo lascia al degrado e all’abbandono. … L’idea guida della strategia parte dalla consapevolezza che oggi, per bloccare lo spopolamento e riabitare il Cilento interno, non è solo garantire i principali diritti di cittadinanza agli abitanti dei Centri e dei Borghi interni dell’Area Progetto ma creare le condizioni per la modernizzazione e lo sviluppo di attività economiche sostenibili… Frenare lo spopolamento significa, dunque, contrastare tale abbandono creando opportunità lavorative legate all’uso sostenibile dell’enorme patrimonio naturale dell’area…”

La Regione Campania con la DGR n. 600 del 1.12.2014 ha definito quattro aree interne: Alta Irpinia, Vallo di Diano, Cilento Interno, Tammaro-Titerno, individuate nella fase di istruttoria. Per le due relative al Cilento, Vallo di Diano e Cilento Interno, approvate rispettivamente nel 2018  e nel 2019, sono già operativi sul campo gli Accordi di Programma con le prime iniziative.

La prima area comprende 15 comuni con la Comunità Montana  Vallo di Diano, Ente capofila: Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, Sassano, Teggiano. Con una popolazione residente di 59.899 e una superficie di kmq 725 ha ricevuto € 17.703.369,00; la seconda di 29 comuni, con Ente capofila il comune di Roccadaspide: Aquara, Bellosguardo, Campora, Cannalonga, Castelcivita, Castelnuovo Cilento, Castel San Lorenzo, Ceraso, Controne, Corleto Monforte, Felitto, Gioi, Laurino, Magliano Vetere, Moio della Civitella, Monteforte Cilento, Novi Velia, Orria, Ottati, Perito, Piaggine, Roccadaspide, Roscigno, Sacco, Salento, Sant’Angelo a Fasanella, Stio, Valle dell’Angelo e Vallo della Lucania. Con una popolazione residente di 48.440 abitanti e una superficie di Kmq 949, ha ricevuto € 15.577.280.

Ritengo che sia utile per tutti noi conoscere gli Accordi di programma in itinere. Sono racchiusi nella voluminosa documentazione con tutta la materia e le tappe percorse. È il primo gradino per una partecipazione attiva e per una presenza delle comunità locali che lungo tutto l’iter sono state invitate a numerosi focus e incontri (oltre una decina in ciascun comprensorio), per condividere le sezioni progettuali.  Come mai si era visto nel passato! Consiglio ai responsabili dei due progetti di continuare con queste modalità, perché concorrono a rendere i cittadini consapevoli della società in cui vivono e dei problemi che la agitano.

Inizio con il progetto Vallo di Diano, rimandando quello del Cilento interno alla prossima e conclusiva quarta parte di questo viaggio.

AREA VALLO DI DIANO (sono 21 i progetti)

Le Schede di intervento e in grassetto le Linee d’azione

Rafforzamento della coesione territoriale e innovazione di processi e servizi

Sistema intercomunale permanente

Servizi digitali

Un Territorio sicuro

Il posizionamento del Vallo come meta turistica internazionale

Destination Management Organitation  con compito di coordinamento del sistema turistico

Promozione e marketing della destinazione turistica Vallo di Diano

Club di prodotto “Vallo di Diano”

La valorizzazione delle aree protette e degli habitat

Interventi di conservazione e di valorizzazione delle aree protette e degli habitat ricadenti nel Vallo di Diano

La Certosa di san Lorenzo cultural e creative lab.

I poli della memoria

Imprese culturali e creative

Rafforzamento delle filiere di pregio e della dieta mediterranea

Cooperazione e costituzione di reti: Rural Hub

L’interazione scuola-imprenditoria locale

Fablab- creazione di un fab lab pubblico e comprensoriale

Azione di formazione specialistica ed aggiornamento a supporto del corpo docente

Bablab-tutorscip e qualificazione imprese

Sostegno all’innovazione tecnologica dei sistemi produttivi territoriali

Il miglioramento dei servizi formativi per l’intero ciclo di istruzione

Azioni di supporto specialistico a vantaggio dei bambini e ragazzi migranti e dei minori non accompagnati

Azioni di potenziamento delle aree disciplinari di base

La razionalizzazione e il potenziamento dell’offerta di servizio TPL

Razionalizzazione e riorganizzazione del TPL

Messa in sicurezza delle fermate e dei punti di snodo

Taxi sociale

La riorganizzazione e il potenziamento della rete territoriale dei servizi di diagnosi assistenza e cura

Implementazione Cure domiciliari – Ospedale di Comunità e Unità Complesse di Cure Primarie

Progetto obiettivo materno infantile

(continua)

 

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