il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

PENNA (5): il sogno dell’etica … dal moralismo della morale alla strafottenza del potere !!

 

Aldo Bianchini

Roberto Penna, il magistrato sotto inchiesta

Michelangelo Russo, ex magistrato, opinionista di "leCronache.it"

SALERNO – Nel precedente articolo dedicato alla vicenda giudiziaria che sta travolgendo il pm Roberto Penna (in servizio fino a poco fa nella Procura di Salerno) ho scritto di una intercettazione telefonico/ambientale che riguardava due personaggi importanti nel mondo della giustizia salernitana. Una intercettazione che non è stata pubblicata da nessuna testata giornalistica, eccezion fatta per l’accenno per un piccolo accenno ad un fascicolo che Penna non riusciva ad ottenere; un particolare insignificante se non si spiega ai lettori il contesto generale in cui quell’accenno è stato pronunciato dal dr. Penna.

Allora cerchiamo di far chiarezza; agli atti dell’enorme faldone di intercettazioni ne esiste una che riguarda una telefonata intercorsa tra il dr. Roberto Penna e il dr. Michelangelo Russo, il primo ancora nella sua titolarità dell’ufficio di PM e il secondo da anni ex magistrato e attualmente opinionista sulle pagine di “leCronache.it”.

Non la riporto integralmente perché quella intercettazione mi fa vergognare al solo pensiero di dover avere a che fare con una giustizia così insulsamente violentata nei toni e negli effetti; da PM e da ex PM (ancor più perché anche ex capo di una Procura) non si può assolutamente esprimere le proprie convinzioni in quella maniera volgare che detesto e cerco di combattere.

Oltretutto quella intercettazione, nel corso della quale viene disintegrato un imprenditore da impiccare (Eugenio Rainone) e viene maltrattato l’attuale procuratore aggiunto (Luigi Cannavale) pavido magistrato, dà la dimensione esatta di quanto la giustizia sia caduta in basso.

Siamo di fronte alla strofottenza del potere ?

Non lo so, io non sono nessuno, ma essendo un uomo libero ho la forza e il coraggio di dire a muso duro, ad entrambi i personaggi sopra citati, che la giustizia è una cosa seria e che svolgere il mestiere di magistrato è ancora più serio della stessa giustizia e che, infine, il magistrato per antonomasia deve sempre e comunque comportarsi correttamente, anche nel privato delle sue conversazioni telefoniche. Conversazioni che, ripeto per l’ennesima volta, non sempre costituiscono reato ma spesso possono distruggere quello che rimane del sogno dell’etica comportamentale.

E l’etica è alla base della nobilissima missione dell’amministrazione della giustizia.

Oltretutto quella intercettazione taciuta dalla stampa locale ha segnato ancora di più i limiti dell’informazione locale che anche stavolta è stata travolta dell’irruenza de “Il fatto quotidiano” che, ben foraggiato con le veline, il 22 febbraio scorso ha titolato “veleni tra le toghe a Salerno – Borrelli è ciuccio in diritto” (altra intercettazione tra Penna e Russo ?).

Naturalmente tutto questo non delinea affatto una presunzione di colpevolezza a carico di Penna che rimane innocente fino a condanna passata in giudicato; ma tutto questo fa pensare che la storia, almeno per l’ex magistrato Russo, si ripete. Iniziò con “Il Mattino” (tutte le notizie arrivavano solo a quel giornale durante tangentopoli e ad un unico giornalista) e continua con “leCronache.it” sul quale le veline le pubblica direttamente; sullo sfondo rimane una costante nella vita dell’ex magistrato ora opinionista, quella di non voler mai uscire dalle inchieste che contavano (leggasi processo trincerone) e di voler ancora continuare ad avere un peso, più o meno specifico, sulle inchieste che contano (caso Penna). Dimenticando che col trincerone era capo della Procura di Lagonegro e che con la vicenda Penna è addirittura in pensione già da alcun anni. Senza dimenticare che oggi difende a spada tratta Penna ma ieri (da presidente di sezione di Corte di Appello) gli cancellò la condanna che lo stesso Penna aveva ottenuto contro De Luca.

Ma leggere i suoi fondi su “leCronache.it” rimane comunque un piacere perché riesce, e non si sa come, ad anticipare sempre i tempi delle inchieste arrivando spesso a bacchettare la stessa Procura di Salerno; ed in questo sicuramente non sbaglia.

 

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