il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

UCRAINA: “Un finale alla Happy End” … il sogno del comico che sfascia il mondo

 

Aldo Bianchini

UCRAINA: da sinistra Viktor Yanukovich (già presidente) e Volodymyr Zelensky (attuale presidente)

SALERNO – Immaginate soltanto per un attimo in quale situazione ci troveremmo oggi se dopo le elezioni politiche del 2018 il Mov/5 Stelle avesse portato ai vertici di Palazzo Chigi il comico Peppe Grillo che aveva portato il Mov a stravincere superando il 33% dei consensi elettorali.

Quello che fortunatamente non è accaduto in Italia è, purtroppo, accaduto in Ucraina con tutti i rischi possibili e già immaginabili; e pensare che l’Ucraina nei progetti delle grandi potenze doveva essere un utile “Paese cuscinetto” tra i due blocchi e non un pericoloso “Paese frontiera”, come una spina nel fianco della Russia, come lo è diventato.

Il rischio c’era, tutti lo sapevano e tutti hanno premuto sull’acceleratore affinchè l’Ucraina diventasse il “Paese contro” e facilmente gestibile da tutto l’Occidente guidato dagli USA contro la Russia (a cui storicamente e naturalmente è legata); un progetto pericolosissimo che ha dato, come prevedibile, la stura ad un conflitto che, adesso soltanto a parole, tutti dicono di non aver voluto dopo aver fatto di tutto per portare “un comico” alla guida del Paese frontiera. Come dire, che se l’Italia fosse stata guidata da Grillo avremmo avuto meno danni perché l’Italia non è un Pese di frontiera.

Ma questa è “filosofia politica” che è meglio lasciare all’analisi dei tanti scienziati politologi annidati ad ogni angolo di strada e con i quali non posso minimamente confrontarmi per mie carenze strutturali, scientifiche e politiche.

Ritorno al comico Volodymyr Zelensky, assurto alla carica di presidente dell’Ucraina legittimamente eletto ancorchè sorretto dagli USA e da una radicale propaganda occidentale con aiuti economici indiscutibili, proprio come gli aiutini economici ricevuti da Grillo.

Ho letto sul quotidiano Il Mattino (edizione del 9 marzo 22) un interessante articolo “Zelensky apre a Mosca su Donbass e Crimea” di Marco Ventura; l’ultimo passaggio dell’articolo l’ho trovato molto esplicativo e ve lo ripropongo conscio che potrebbe essere sfuggito ai tanti scienziati-politologi:

“””E Viktor Yanukovich, l’ex Presidente filo-russo rovesciato dalla rivolta di Eromaidan, si è appellato a Zelensky (che Putin vorrebbe sostituire con lui): «Capisco che tu abbia molti consulenti gli ha scritto alludendo all’influenza dei consiglieri americani ma sei obbligato a fermare lo spargimento di sangue e raggiungere un accordo di pace a ogni costo». Non a ogni costo, è la risposta di Zelensky. «Vorrei un finale come nei film di Hollywood, un happy end», ha confidato alla ABC”””. Insomma siamo alle comiche finali !!

Solo per chi non lo sapesse ricordo che il film Happy End, con protagonisti Jean-Louis TrintignantIsabelle Huppert, racconta una storia controversa, perversa ed anche incestuosa in un famiglia dell’alta borghesia francese; il nonno (patriarca) conclude con la famosa frase “Non a ogni costo” alludendo alla sua presunta relazione omosessuale con un parente.

Vi chiedo e mi chiedo: “Perché siamo finiti nella mani di un comico che rispolvera la frase di Happy End per rispondere all’ex presidente ucraino, in un momento drammatico per l’intera umanità ?”.

Se il nostro futuro dovrà dipendere da un comico saremo davvero messi male tutti.

 

 

1 Commento

  1. Cattiveria umana, yes, orgoglio suicida, yes, e anche chiacchiere d’ inconcludenti spettatori, yes, vogliono andare insieme, yes yes, verso la fine del modo

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