il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Parroci e parrocchie di Salerno: don Pietro e don Ciro.

da Salvatore Memoli

Avv. Salvatore Memoli

La Chiesa di Salerno ha sempre avuto presenze di sacerdoti e religiosi che hanno dato lustro alle loro attività ed alla città. Ne coglieremo aspetti, memorie e testimonianze, per prolungarne il ricordo. In alcuni casi questi uomini di Dio hanno uno sguardo profetico prodigioso che ancora distribuisce perle di un insegnamento testimoniato con la propria vita.  Un pò come una lampada sempre accesa, posta dinanzi all’uomo che cammina, a volte vaga, qualche volta si dispera e piange, le due Parrocchie di Salerno del Volto Santo e di Gesù Redentore sono state, in periodi diversi, singolarmente poi insieme, unendo le loro energie spirituali,  un forte riferimento di una Fede che vive, che non é soltanto ricordo, ma quotidianità che mette tutto in discussione. Una Chiesa che non chiede niente a chi bussa della sua identità, che ascolta e non interroga, non mette in soggezione e si mette in cammino con lui, partendo dalla sua condizione. Non gli parla di verità dommatiche ma lo accompagna silenziosamente in un mistero incarnato di straordinaria bellezza, di inondazione spirituale, d’incontro di un Dio che sta nella strada. Lo accompagna senza imposizioni a contemplare il centro dell’altare e gli trasmette la bellezza di un’energia che inonda il cuore umano e che trova posto in tutte le situazioni individuali per trasformarle, sostenerle, accompagnarle. Le due Parrocchie Salernitane sono nate dal cuore del Concilio e di esso ne conservano lo stigma caratteristico di una Chiesa in ascolto, di una Chiesa che sceglie la Pace e riduce all’essenziale tutti i suoi segni esterni, dando un valore importante a quelli che rendono visibile Dio all’uomo e l’uomo a Dio. In tanti anni di silenziosa testimonianza, attorno alle due figure carismatiche che hanno donato la loro vita a Dio ed alle loro Comunità, don Pietro Mari del Volto Santo e don Ciro Torre di Gesù Redentore, si sono uniti tante donne ed uomini, molti giovani, che hanno condiviso il dialogo di una chiesa conciliare che ha cambiato il suo volto. Abbiamo imparato a confrontarci con catechesi che parlano della Bibbia, di studi biblici, di rinnovamento liturgico, di dialogo con le altre Chiese, di libertà religiosa. Abbiamo visto crescere il ruolo del laico, investito di un nuova e più partecipata dimensione nella Chiesa. Ci siamo resi conto che in queste Comunità, come del resto anche in altre del territorio, il Concilio non è una produzione di documenti approvati, ma un tangibile ed incarnato modo nuovo di esserci, di pregare, di usare un linguaggio nuovo, di dare valore alla liturgia, di prepararsi all’incontro di un Dio vivo e vero, con la trasformazione della vita dei credenti sia nella Chiesa, sia nel Mondo. Anche il rapporto tra Fede e Politica viene vissuto in modo nuovo, senza sottomissioni e senza condizionamenti. E poi le due Parrocchie sono diventate cattedre che hanno permesso a tutti i testimoni del nostro tempo di parlare a tutti. Come dimenticare Dom Tonino Bello? E poi tanti altri, la presenza luminosa di Pax Christi, che hanno segnato un cammino comunitario impegnativo e in continua conversione. Don Pietro Mari e don Ciro Torre sono ancora un faro di luce della nostra Fede, hanno attraversato difficoltà insormontabili ed anche qualche sfiducia dall’interno… non si sono mai arresi! Sono testimone della fiducia piena che l’Arcivescovo Pollio aveva per loro, me ne parlava affascinato, anche perché di persona si era reso conto che facevano sul serio il loro dovere, la loro catechesi porta a porta, la loro fedeltà al Vangelo vivo e la loro attuazione del Concilio. Ne era ammirato! Per tanti anni queste due Parrocchie, anche con l’autonomia che le contraddistingue, sono state il veicolo di un insegnamento integrale della Fede Cattolica e si sono distinte per essere diventate Comunità incarnate di Fede, aperte al prossimo, in particolare gli ultimi e tra questi gli stranieri.
Una volta si soleva dire che una foresta che cresce non fa rumore, ma una Comunità di donne e uomini che cresce e si uniforma alla Chiesa ed ai suoi insegnamenti fa sentire la sua presenza, cambia tante mentalità, costruisce una città nuova e diversa.
Grazie don Pietro, grazie don Ciro!

 

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