il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

AVELLA: la mobilità cittadina e la staticità della politica … le corsie preferenziali di Rino vanno prese sul serio ?

 

Aldo Bianchini

Dr. Gennaro Avella, detto Rino

SALERNO – Purtroppo viviamo in una città che da diversi decenni non riesce a ragionare “su e di se stessa”, nessuno tiene conto della strana orografia territoriale e neppure della mancanza di strade che consentano un rapido flusso e deflusso dell’enorme mole del traffico urbano ed extraurbano.

Salerno purtroppo è dotata di una strada che la percorre longitudinalmente e di una strada che la divide perpendicolarmente (quest’ultima fortunatamente si biforca a Fratte e consente l’esistenza anche della Lungoirno); queste due strade da sole non possono reggere lo sviluppo che c’è stato negli ultimi cinquant’anni sotto il profilo del volume di traffico.

Bisogna, dunque, sopperire a questa storica mancanza con idee geniali sotto il profilo della viabilità interna non facendosi mai irretire dai potentati familiari che come nel caso di Via Settimio Mobilio dove, negli ultimi anni, per colpa di qualche potente famiglia siamo stati tutti costretti a subire indecenti blocchi di traffico che nelle ore di punta provocavano incolonnamenti  fino a Pastena e Mercatello.

Il consigliere comunale Avella sul lungomare di Torrione

Insomma la regola madre per ogni politico o politologo di questa città che si azzarda a parlare di traffico, di viabilità generale e creazione di questa o quell’isola felice, è tenere alta la testa e non guardare in faccia a nessuno; tenendo sempre presente che per colpa di Via Settimio Mobilio noi tutti affrontiamo un costo molto alto in termini di vivibilità e consumi.

Non sono abituato a prendere posizioni di parte, me ne guarderei bene, tanto è vero che nessuno dei politici locali mi ritiene affidabile; ma è molto meglio così.

E come bisogna cominciare ?; beh !! io comincerai proprio dai piccoli passi proposti qualche giorno fa dal presidente della IV Commissione Comunale Permanente dr. Gennaro Avella che così possono essere riassunti:

  • istituzione bike line/corsia preferenziale anche per veicoli elettrici ed a motore, tra incrocio viadotto Gatto-via Benedetto Croce e via Sabatini, direzione via Sabatini. Richiesta protocollata in VIII Commissione in data 18 gennaio 2022;
  • Istituzione bike line/corsia preferenziale anche per veicoli elettrici ed a motore, sottopasso ferroviario via Torrione-via Settimio Mobilio, direzione via Settimio Mobilio. Richiesta protocollata in VIII Commissione in data 15 febbraio 2022;
  • Istituzione doppio senso viale Unità d’Italia, tratto Lungoirno ricompreso tra rotatoria in zona Vinciprova e largo Unione Camere Penali Italiane, altezza Faro della Giustizia-Cittadella

Come dire che Avella ha capito e toccato i tre punti fondamentali della viabilità cittadina che andrebbero davvero rivoltati come un calzino; capisco che così si urterebbero molte sensibilità nostrane, ma cominciamo ad attuare i tre punti indicati dal presidente Avella e capiremo meglio tutti come e quando affondare il vero colpo basso. Solo così i sostenitori del “resistere, resistere, resistere” da Piazza Monsignor Grasso a Piazza Alario dovranno farsene un ragione.

Il presidente della IV Commissione Permanente Comunale, dr. Rino Avella, incontra in Comune la dott.ssa Mara Andria (responsabile area comunicazione della Salernitana Calcio)

Anche la semplice posa in opera di “panchine sul lungomare”, così come l’incontro tra il Comune e la Salernitana, altre iniziative di Avella, rappresentano punti di grossa movimentazione rispetto alla staticità dell’intera struttura comunale che, semmai, si impantana sulle modalità di accesso nel palazzo sprecando tempo inutile e allontanandosi sempre di più dai problemi reali. Il fatto nuovo è costituito da un consigliere comunale, presidente di una Commissione Permanente, che lascia la sua poltrona e la sua stanza a Palazzo Guerra e si proietta tra la gente, andando di persona sui luoghi in cui vorrebbe intervenire e porta l’intera amministrazione comunale sul punto dolente, accollandosi anche responsabilità non sue.

Glielo lasceranno fare ancora per molto ? Non  lo so; ricordo che tanti anni fa quando l’ex sindaco Aniello Salzano creò il “cordolo” su Corso Garibaldi tutti gridarono ironicamente allo scandalo; il cordolo è ancora lì ed è comodo per tutti.

Sulla storia delle panchine mi ha scritto una fedele lettrice, L.M.: “Mi permetta, siamo veramente alla frutta se per l’ordinario c’è bisogno di interventi straordinari. Le panchine? Pastena è invasa da ratti e gabbiani. Usa i mezzi pubblici? Alle fermate, non dico le tabelle luminose che indicano fra quanto tempo arriva l’autobus, ma almeno l’orario e gli autobus che transitano. E non c’è nessuna seduta. Solo a poche fermate. Salerno città europea …. Io mi chiedo quale città europea ha visitato chi fa queste esternazioni”.

L.M. rappresenta una parte della voce del popolo e per questo va ascoltata.

 

1 Commento

  1. Sul tema sempre attuale della mobilità a Salerno e della presenza di alcune criticità che ne rendono difficile la regolamentazione, trovo meritevole di attenzione idee e proposte di quanti intervengono per suggerire possibili soluzioni.
    Ho avuto modo anch’io di fornire qualche mio contributo, ritenendo non valide e controproducenti alcune discipline di traffico attualmente ancora vigenti.

    Prima fra tutte è quella che obbliga le autovetture, provenienti da Vietri sul mare e dirette a Salerno Centro, a immettersi sul Viadotto Gatto.
    Questo invece dovrebbe essere riservato esclusivamente a tir e automezzi pesanti diretti da e per il porto commerciale. La promiscuità crea costantemente situazioni di pericolo, anche perché la manutenzione della sede stradale è colpevolmente trascurata e lontanamente conforme alle norme del Codice della strada.
    Purtroppo appare ancora lontana l’alternativa che sarà offerta al traffico veicolare pesante con l’apertura della Porta Ovest e quindi la pericolosità del Viadotto Gatto continua e sarà incombente ancoro per lungo tempo.
    La soluzione è allora ripristinare il doppio senso di marcia per autovetture e motocicli su via Benedetto Croce in direzione di via Sabatini e oltre.
    Una volta agibile anche Porta Ovest, si potrà demolire il tratto iniziale del Viadotto che incombe su civili abitazioni e deturpa l’immagine del costone retrostante.

    All’estremità opposta, non ha senso che tutti i veicoli provenienti da Torrione e diretti a via S.Mobilio o via L.Guercio non possano subito attraversare il primo sottopassaggio ferroviario e debbano dirigersi verso quello successivo, oltrepassato il quale effettuare una conversione a destra per raggiungere il tratto iniziale di via S.Mobilio. Gli ingorghi sono inevitabili a causa di questo inutile giro, imposto anche dalla inutilità di mantenere il senso unico da via S.Mobilio a via Torrione nel tratto sottostante al suddetto sottopassaggio ferroviario.

    L’altro punto giustamente toccato dal consigliere Rino Avella è la Lungoirno – via dell’Unità d’Italia.
    Nonostante sia una sede stradale forse fra le più larghe di Salerno, vi si transita in una sola direzione. Credo che sia giunto il momento di valutare concretamente l’opportunità di instaurarvi un doppio senso di marcia.
    Dal lato mare è sufficiente aggiornare la relativa segnaletica. A monte, all’altezza della Cittadella Giudiziaria, non si intravedono particolari problemi strutturali salvo l’installazione di un adeguato impianto semaforico per regolare le precedenze sulle varie direzioni di marcia.
    Inoltre, non escludo che si possa anche ipotizzare una saldatura fra via dell’Unita d’Italia e via Antonio Gramsci.
    Si tratta di un’operazione impegnativa ma non impossibile.
    In linea di massima andrebbe realizzata: la percorrenza in doppio senso su via Francesco Farao fino alla piazzetta Michele Scozia, quindi proseguimento su via Eugenio Caterina, da rendere ugualmente a doppio senso previo allargamento della sede stradale – ove necessario anche con parziale copertura di un tratto del fiume Irno – fino ad arrivare alla rotatoria di piazza Montpellier (Parco Pinocchio) e successivo proseguimento su via Antonio Gramsci.
    Si verrebbe a creare un asse stradale diretto con la valle dell’Irno e i retrostanti insediamenti collinari, evitando al traffico contorsioni e ingorghi su percorsi poco lineari.
    Pur consapevole che esistono anche altre priorità, la congiuntura favorevole, data dalla possibilità di accedere a finanziamenti comunitari, dovrebbe indurre a prendere in considerazione queste ed altre ipotesi progettuali per realizzare interventi migliorativi sulla mobilità cittadina.

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