il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

‎”Strufette e Cundi” di Sabatino Echer

 

 

da Giuseppe Amorelli (avvocato – scrittore)

 

Sabato 23 aprile 2022 alle ore 18, 00 presso il Centro documentale , Biblioteca Domenico Chieffallo in San Severino di Centola , Sabatino Echer ha presentato la sua opera prima: “ Strufette e Cundi” in vernacolo.

Ester Giannilivigli e Ivana Fucciolo  hanno curato la serata ,leggendo anche brani tratti dal libro dell’autore.

Lo “scrigno” delle “Strufette e Cundi” non è altro che l’affresco di fatti e di vita del borgo di San Severino di Centola  che vanno all’epoca dell’infanzia e dell’adolessenza dell’autore.

Quelle impressioni sono rievocate non tanto per il gusto di rammemorare, per specchiarsi nel passato felice e spensierato, quanto per il bisogno di ritrovarsi, per recuperare una identità storica, le proprie radici  e valorizzare “Quel Luogo”.

Infatti i “Cundi e le Strufette” nascono dalla memoria ma nella memoria non si esauriscono.

Nell’appassionata evocazione delle lontane stagioni della giovinezza sul borgo a contatto  con la natura e i suoi personaggi, affiorano quei sentimenti privati ormai “perduti”.

Un “Paese” per Sabatino Echer, come per Cesare Pavese, vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei, resta ad aspettarti.

Tra le scenette e gli scherzi, rappresentati dall’autore, a volte si cela una nota seria del tragico vivere quotidiano.

Basti pensare a “Gratta , gratta Mariantò”. Mariantonia, vittima di uno scherzo ordito da “dui o tri uagliunastri”; lei che vivendo in una umile casetta senza riscaldamento, viene investita da “cinnare, schizzata ‘ncoppa e cosce” o ancora:”ardicule inda ‘u lietto” e “ se vuò parte a ra vive”, “ i mali ra vicchiaia”.

Altre volte, oltre il paesaggio e  i personaggi, è la natura che prevale su tutto; noi parte viva di essa, come nei cundi: “U borgo re san Severino”, “Zia Tresina” e soprattutto in: ”A caccia ccu papà”. La descrizione di un paesaggio bucolico, nel quale, mentre tutto passa e finisce, la natura: i murtiddi, i fringi, i suorivi pilusi, i lintischi, come se nulla fosse cambiato, tornano sempre al loro tempo.

Come nei racconti di Anton Cechov, cosi in “Strufette e Cundi”,  i sentimenti privati contano piu delle utopie politiche, perché, di età in età, amore, affetto, tenerezza, seminano piu civiltà dei governi. Esistono leggi, diceva Piero Calamandrei, che non mutano con il mutare dei regimi e gli eventi che nel mondo, veramente importano e  in questo preciso momento storico dovrebbero necessariamente importare di piu, non sono  le guerre e i patiboli, ma le nuvole e i sentimenti.

 

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