Salerno – Il turismo del mare

 

 

da Afonso Malangone

(Ali per la Città)

 

Si andava a mare presto, al mattino, a Mercatello, per respirare lo iodio e prendere il primo sole. Per crescere, ci diceva la mamma, e per rinforzare le ossa.

Si faceva il bagno per coprirsi di sale. Per rinforzare la pelle contro le infezioni e sanare le ferite, ci diceva.

Si usava la sabbia per fare i castelli e le piste per i tappi. Per fare amicizia, ci diceva.

Si restava a lungo, mangiando anche la frittata di maccheroni. Perché il mare fa venire appetito, ci diceva.

Oggi, Salerno è cresciuta ed è diventata una Città Europea per il turismo balneare, ci dicono altre voci. Prima era solo un piccolo paese. E’ una Città fortunata, e non ne è neppure consapevole.

E non importa se il mare ha spesso l’odore di fogna e il sale (c’è?) le dermatiti le fa venire. C’è comunque il sole. Con la sabbia, poi, si possono costruire direttamente i grattacieli. E, infine, c’è anche la possibilità di fare amicizia con l’Escherichia coli e gli Enterococchi fecali mentre nuotano nel loro ambiente naturale.

 

Hanno fatto una ‘fogna’ e l’anno chiamata Città balneare.

Signore, possa la Tua Misericordia perdonare i responsabili nel Giudizio Divino.

In quello terreno, meritano solo la condanna.

 

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