Gasparri : o é dei cavesi, o é dei romani, é il politico di domani.

 

 

da Antonio Cortese (docente)

 

Sbagliano da tempo i media ad aver sottovalutato il Maurizio nazionale; non stiamo parlando di Costanzo e certo non di un un istrione perché lui, nel titolo, dai toni sempre garbati e mai polemici, sa farsi intendere con la voce roca tipica di un discolaccio romanista per marcare i propri interventi. Gasparri, detto fatto, ha nel più intelligente dei modi lanciato una sasso nello stagno, ha trovato la chiave giusta per aprire la saracinesca arrugginita degli abortisti e delle femministe che nel solito fraintendimento generale e frastuono sessantottino hanno pensato sia apparso loro l’angelo della morte, l’inquisitore, l’ultraperbenista. Parlando dei diritti del nascituro ed altri temi in stile very british ha toccato palla su un tema che stanno capendo da mesi milioni di statunitensi se non pure quasi miliardi di persone in tutto il globo in questo periodo di coscienza e verità svelate ai più. Ovvero non si può parlare di difesa del proprio corpo se ne é in discussione un altro a prescindere dalle cause del concepimento e che non é detto poi appartenga esclusivamente alla parte materna. Devo fare un esempio spicciolo quanto squallido purtroppo: se si hanno a disposizione dei soldi in prestito dalla banca non é detto che se ne possa fare uso a piacimento, che siano propri, o che li si possa bruciare assieme alla legna come fossero avanzi di un quotidiano che accartocciava il pesce comprato al mercato. Ma poiché il paragone non potrebbe reggere, sul piano di una dignitosità concettuale, lasciando la parzialità di questo articolo sulla singola questione interpretata anche a seconda delle religioni o scetticismi in proposito, ritorniamo alla notiziabilità del protagonista. Se è vero che La Russa come senatore primus inter pares ha sdoganato il concetto attuale della destra italiana sciogliendo le briglie a discorsi inaugurali che aberrano gli sbagli del fascismo, così Maurizio Gasparri quale normalissimo rappresentante delle istituzioni, come predicano i cinque stelle da tempo, ha il merito di suggerire all’eco e alla vox populi un’esigenza legale che possa riportare un pizzico di ordine ad una italianità che lagna senza successo, cali di nascite, bonus bebé fino alle degenerazioni dei cervelli in fuga per molti dei nostri fortunati connazionali, molti dei quali sicuramente per qualche miracolo saranno sfuggiti alle forbici assassine di una società piena di donne e casalinghe in preda a una crisi di nervi dal dopoguerra agli anni settanta; poiché ad oggi le emancipate dai diritti controproducenti arrivano a casi come Cogne o asfissie e abbandonamenti in automobile o nei trahsbox.

Come direbbe Eduardo:“ Ma te pare na cosa bella?”.

 

 

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