Cooperative (59): per il bene della città ?

 

Aldo Bianchini

Salerno di notte, ovvero la notte di Salerno

SALERNO – Una conversione sulla via di Damasco ?, chissà. Una corretta interpretazione dal discorso agli ateniesi di Pericle (Tucidide – 431 a. C.) ?, chissà. Una riedizione del pensiero dei PM sessantottini salernitani, capeggiati da Michelangelo Russo, della tangentopoli di 30 anni fa ?, chissà.

Ho adattato un frase del mitico discorso di Pericle agli ateniesi alla necessità di un modello salernitano attuale: “Un cittadino (ateniese) salernitano non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private”.

Facciamocene tutti una ragione; che piaccia o meno dobbiamo dare atto alla magistratura salernitana (Procura in testa) di aver fatto finalmente un scelta precisa e per certi versi anche inoppugnabile; una scelta che rischia di passare tra l’indifferenza generale, meglio sarebbe dire tra l’ignoranza generalizzata, un principio che rischia di sovvertire tutte le ipotesi di chi si oppone alla maniera con cui viene gestita la cosa pubblica salernitana con lo smantellamento delle tesi accusatorie (sia dell’opposizione politica che della stessa magistratura) che vorrebbero identificare Salerno come “la città delle clientele”.

Potrebbero anche essere queste le “comiche finali” che ho annunciato nel precedente articolo; comiche perché nessuno si sta rendendo conto che con una pazienza certosina il concetto di “per il bene della città” si sta infiltrando nell’immaginario collettivo di una città che per oltre il 60% dei suoi abitanti plaude da trent’anni alla gestione della cosa pubblica da parte del sistema politico di potere deluchiano.

Il primo a svelare questo mistero è stato l’ex pm Michelangelo Russo che, in uno dei suoi recenti e frequenti approfondimenti sul quotidiano “leCronache.it”, ha scritto che all’inizio degli anni ’90 lui stesso ed altri pm sessantottini condussero le inchieste partendo dall’assunto che finalmente sulla scena politica era arrivato un soggetto, Vincenzo De Luca, che alla pari di Pericle operava soltanto per il bene della città. Per decenni questo assunto è stato, dopo tangentopoli, quasi dimenticato, almeno fino a quando con grande abilità difensiva non lo ha tirato nuovamente fuori l’avv. Giovanni Annunziata per la difesa di Dario Loffredo per il processo dei “mercatini di Natale”; una difesa che ha portato all’assoluzione piena dell’indagato da parte degli stessi magistrati che stavano e stanno indagando sulle “Cooperative sociali”.

Tanto è vero che prima hanno stralciato le posizioni relative a De Luca ed al sindaco Napoli, e poi li hanno prosciolti da ogni accusa partendo proprio dal principio che hanno agito nell’esclusivo interesse della città e che a malversare sono stati probabilmente soltanto gli altri; e per ironia della sorte è stato, forse, lo stesso ex pm Michelangelo Russo che nella sua foga accusatoria, contro l’ex collega Claudio Tringali con chiari riferimenti al governatore De Luca, non si è reso conto di aver suggerito agli attuali pm la soluzione più giusta e credibile; PM che in un malcelato tentativo giustificativo lasciano comunque una porticina aperta scrivendo di una presunta “nebulosa Marotta” che come un “grand commis” aleggerebbe intorno alla gestione della cosa pubblica amministrativa da oltre mezzo secolo.

Non è una critica la mia, piuttosto è la constatazione di un dato di fatto scritto e che la politica è questa: un amministratore agisce e compie delle azioni, chi lo giudica deve decidere se si è mosso per il bene pubblico o per tornaconto personale. Da qui non si scappa, e il discorso di Pericle è chiarissimo; delle due l’una: o è colpevole, o innocente.

Dunque, sia chiaro, Vincenzo De Luca e Vincenzo Napoli si sono mossi nell’interesse e per il bene della città. Punto.

Viene, però, spontanea una domanda: “Se De Luca e Napoli hanno agito per il bene della città, come hanno fatto tutti gli altri ad agire solo per un tornaconto personale ?”.

Il discorso è lungo, e nell’attesa di una improbabile risposta vi do appuntamento alla prossima puntata.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *