il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

IL GREGGE: la storia continua ?

 

Aldo Bianchini

Don Franco Fedullo - già presidente della Caritas e tra gli ispiratori de Il Gregge

SALERNO – La risposta alla domanda contenuta nel titolo è una sola: “SI, la storia continua e l’eventuale fine è difficile da prevedere”.

Per capirne di più Vi invito a leggere un mio articolo del 28 gennaio 2013 (undici anni fa) che collezionò numerosi commenti (positivi e negativi) dai quali è facile intuire quanto sia complesso il caso de Il Gregge legato molto alle figure di Don Franco Fedullo e di Don Gerardo Pierro (sempre sorretto da Don Comincio Lanzara), come scrive sapientemente l’avv. Salvatore Memoli in un articolo pubblicato su questo giornale.

Da quei commenti ho estrapolato soltanto tre passaggi che ritengo molto interessanti e che aprono alla possibilità di una lunga conversazione tra questo giornale, la Curia e Voi lettori:

  1. Salvatore Memoli28/01/2013 • 09:06 (Modifica)Con don Franco, la sua autentica vocazione sacerdotale …. possiamo mettere la faccia. L’ augurio e’ superare le polemiche, per il bene della Chiesa, perche’ anche Pierro ha fatto tanto da Vescovo. Le liti servono ai nemici della Chiesa, la verita’ la troviamo davanti a Dio.
  2. Michele Nazza – 30/01/2013 • 09:28 (Modifica) Lei puo’ scrivere tranquillamente su novella 2000 ma tutto quello fin’ora riportato non ha alcun fondamento di verita’!! Anzi la inviterei ad andare nelle Parrocchie di questi Sacerdoti per verificarne la rettitudine! Il caso Gregge scoppia quando Sua Eccellenza Mons. Gerardo Pierro impone ai sacerdoti locali di firmare una sorta di lettera per screditare Don Carlo Magna reo di aver comunicato al VATICANO alcune anomalie (cosi’ le voglio definire per essere cortese verso la sua ignoranza) che si appalesavano nel Seminario di Salerno, il povero Magna aveva piu’ volte sollecitato l’intervento di Pierro presso la struttura ma con risultati nulli.
  3. marco30/01/2013 • 14:05 (Modifica)Visto che le sue fonti in curia la tengono così bene aggiornato, perchè non riporta anche dei buchi di denaro incredibili che l’arcivescovo Moretti ha trovato e sta scoprendo nel corso della sua gestione? Che fine hanno fatto questi soldi? Come li ha spesi Pierro e il suo entourage? Aggiungo e concludo che le voci andrebbero verificate. Costruzioni a forma di stella di Davide??? queste sono fantasie di qualche prete che evidentemente non ha anime a cui badare e cova invidie, peccato mortalissimo per un prete.

 

Nelle puntate successive cercherò di spiegare per bene i problemi che vengono adombrati dai tre commentatori; il particolare il post di Marco apre a due diverse interpretazioni; dovrete avere soltanto la pazienza di seguirmi nelle prossime settimane.

Oggi voglio intrattenervi sui motivi che mi hanno indotto a ripercorrere questa storia che mi ha visto nei panni del giornalista protagonista di un’inchiesta a tutto campo sfociata, lo avrete già capito, in quattro querele per diffamazione e in tre processi; nell’ultimo di questi tre processi ci fu uno scontro durissimo tra il mio avvocato difensore Giovanni Falci e il teste a carico Don Franco Fedullo (uno degli attori de Il Gregge), ma di questo ne parlerò nella prossima puntata; vi anticipo soltanto che il sacerdote in aula fu sprezzante e durissimo nei miei confronti.

S.E. Mons. Andrea Bellandi - Arcivescovo di Salerno, Acerno e Campagna

Perché, dunque, ho ripreso a scrivere di questa vicenda, ancora tanto oscura, dei rapporti tra Il Gregge e la Curia salernitana; il perché lo avevo anticipato nel precedente articolo, quello pubblicato il 4 gennaio scorso con cui invitavo il giornalista Antonio Manzo (autore su leCronache.it di un articolo sui presunti dossieraggi contro Pierro) a pubblicare la seconda puntata di una storia che sembrava essere pienamente a sua conoscenza; in modo tale da poter continuare in due il racconto di questa pericolosissima vicenda. Non è andata così, e la seconda puntata di Manzo è arrivata ma in ritardo ed a commento del commissariamento de Il Gregge sancito dall’arcivescovo Mons. Andrea Bellandi il 9 gennaio 2024.

Antonio Manzo, tra le altre cose -tutte risapute- scrive anche di un dossier insabbiato a Roma e scomparso a Salerno; preciso che non so se quel dossier sia scomparso, se è così annuncio di possederne io una copia integrale (e possiedo anche un altro dossier finora sconosciuto) che metto a disposizione dell’Arcivescovo qualora volesse leggerli per farsi una cultura personale e non mistificata dai maggiorenti della Curia che tuttora imperversano. Ovviamente entrambi i dossier sono a disposizione della magistratura sia ecclesiastica che ordinaria.

In questi ultimi giorni hanno scritto su Il Gregge, oltre a Manzo, anche giornalisti di un certo livello: Giuseppe Pecorelli che parla della rottura tra “Pierro e Fedullo” e delle cause che l’hanno prodotta (cause ufficiali ma non rispondenti alla realtà che è ben altra); Angelo Scelzo che da buon amico della Chiesa ha fatto discorsi interessanti ma tutti improntati ad una dialettica più filosofica che pratica; e Marilia Parente che è la portavoce dell’tatuale Arcivescovo e pertanto si è limitata a dare la notizia del commissariamento.

Insomma c’è tanta carne al fuoco per le prossime puntate; la brace è insidiosa e bisognerà camminare con i piedi ben fasciati se non ci si vuole scottare.

 

 

 

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