Da Antonio Cortese (docente – giornalista)
Lungi dalle ingerenze della lega nord, va ricordato che i tentativi di fermare le piraterie delle flotte dei finti eroi che scorazzano provocando confusione e distrazione di massa, bisogna chiarire alcuni aspetti della vicenda dei soccorsi via mare.
Innanzitutto se è vero che tali modus operandi spontanei ed umanitari provengono da persone più civili e sensibili di altrettante che invece combattono coi cari bolletta, come mai non sollecitano dapprima la propria Marina militare o forze dell’ordine?
Esiste qualche politologo che legga in tali disturbi al canale delle vicende quotidiane che casomai si tratti di una nuova pirateria bella e buona mascherata di buonismo all’ombra di chissà quale riciclo monetario? O almeno sorge il dubbio a qualche giornalista di sinistra o qualche “travaglino” dell’ultim’ora che a finanziare tali scombussolamenti dell’opinione pubblica e televisiva fino in parlamento, ci sia qualche destabilizzatore che profitta del mood negativo a proposito di conflitti o tratte umane di cui nessuno conosce bene religioni ed interessi, prima ancora di ciò che si dica nella propria parrocchia? Vogliamo capire che tali iniziative sono illegale e buttano fango sulle proprie istituzioni?
Il personaggio semi adolescenziale i cui capricci le fanno imbarcare truppe e seguiti di scansafatiche pseudo sessantottini in cerca di gloria contropatinata, possono mai destabilizzare uno scacchiere navale nel Mediterraneo? per ascoltare poi inneggi ad uno stato disorganizzato, di cui nessuno conosce il vero o attuale leader, che in 50 anni di dispute bibliche determinate invece dalla pace di Yalta, non ha saputo intavolare alcun diplomatico accordo in base alle firme di Churchill, Stalin e Roosvelt?
Se il popolo ebraico dopo tremila anni girovaghi e perseguimenti finiti nell’olocausto di milioni e milioni di esseri umani è stato ricollocato in un territorio loro riconosciuto, come mai i palestinesi hanno reagito solamente seppur in buona fede con atti terroristici?
Almeno Arafat ai tempi di Clinton e Yeltsin andava a trattare condizioni di coesistenza interreligiosa, ma negli ultimi dieci anni gli stessi che hanno ricevuto in dono con l’occupazione legittima post bellica tecnologie e tutti gli alimenti di una società moderna perché continuano a reagire come gli indiani contro i cowboys portatori di lumi e benessere?
Ma infine tutte queste sfilate solidali, proprio in paesi che di questi tempi hanno tutt’altri problemi a casa propria, dimenticando le Giornate della Memoria, la “vita è bella” e tutta la cultura a denunciare l’antisemitismo storico, cosa davvero hanno da urlare o manifestare in totale contraddizione esistenziale e culturale?
Hanno capito di aver sbagliato nemico all’improvviso o che a scuola hanno marinato l’istituto per l’interrogazione sulle Crociate?
Come mai accalorarsi per gente che li ha sempre rapiti o torturati applicando ancora oggi leggi medioevali e coraniche del taglione e le cui donne devono camminare imbaccuccate con un secchio in testa pena lapidazione pubblica?