Aldo Bianchini
SALERNO – Quella di martedì 16 settembre 2025 è stata una udienza preliminare particolare, la prima, del viatico che condurrà, forse, verso il vero e proprio processo in aula per l’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo; una udienza che pur rimanendo negli schemi usuali delle eccezioni e dei depositi (la vera udienza preliminare inizierà il 17 ottobre 2025 – gup Giovanni Rossi – pm Elena Guarino e Mafalda Cioncada) ha fatto venire alla luce la solita sceneggiata, con una tempistica nella sceneggiatura davvero articolata e ben scritta, delle istituzioni (dal Governo centrale al Comune di Pollica passando per Regione, Provincia e Fondazione, ecc. ecc.) che hanno fatto a gara a chi depositasse per primo o per ultimo l’atto di costituzione di parte civile (23 in tutto); atti che, detto molto volgarmente, in un caso come questo non valgono un bel niente e servono soltanto a dare il via ad una corsa forsennata per la campagna elettorale delle elezioni amministrative regionali.
Il tutto, difatti, è accaduto proprio nei minuti in cui il governatore uscente ha decretato la data delle consultazioni elettorali per il 23 e 24 novembre prossimi.
Nella gara c’è stato addirittura qualcuno che ha storto il naso per la parte civile proposta dal Governo, quasi come se un governo di destra non potesse esercitare un suo sacrosanto diritto sol perché la vittima era stato probabilmente un uomo di sinistra.
Per quanto riguarda, invece, la posizione di alcuni personaggi che a vario titolo hanno indagato o propalato l’azione in vita di Vassallo ci sono alcuni punti che intendo evidenziare:
- L’ex procuratore capo di Salerno, ex procuratore nazionale antimafia ed ex eurodeputato Franco Roberti ha dichiarato, da lontano, che il suo pensiero è sempre rivolto al caso Vassallo; ha dimenticato le tante fasulle promesse, quando era a Salerno ed a Roma, di risoluzione di un caso difficilmente inquadrabile nel contesto della geopolitica dei delitti;
- La costituzione di parte civile di Bruno Humberto Damiani, il piccolo puscher conoscente della figlia di Vassallo, che per anni è stato ingiustamente di essere l’autore dell’omicidio; tra i suoi accusatori proprio Roberti e tutti i pm che si sono susseguiti nelle indagini (fatta eccezione di Grippo e Greco che da Vallo della Lucania furono i primi a precipitarsi sul luogo del delitto, ed ai quali il caso fu scippato con la scusa che trattavasi di interesse ricadente sotto l’egida della DDA di Salerno);
- L’assenza di personalità riconducibili al PD (Partito Democratico) che all’inizio aveva sponsorizzato la vicenda trascinandola ad interesse nazionale e internazionale, per poi abbandonarla a se stessa; nelle ultime ore è arrivata anche la costituzione di parte civile del PD con molto ritardo a conferma della giusta disillusione dei dem;
- La presenza della vedova Angelina Amendola, sempre contenuta e dignitosa, l’unica che forse conosce davvero tutta la verità che fino ad oggi non è venuta alla luce;
- Nella sceneggiatura della sceneggiata mancava soltanto “un killer segreto” come nuova arma nelle mani degli investigatori (fonte Il Mattino del 17.09.25); davvero su questo caso non c’è più limite alla fantasia investigativa e giornalistica: poveri noi. Nel merito è giusto precisare che il killer non è segreto ma ignoto che è tutta un’altra cosa; e questo lo abbiamo saputo fin dal primo momento.
Per la cronaca sono quattro gli imputati per concorso in omicidio (il colonnello Fabio Cagnazzo, l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso) e uno per traffico di stupefacenti (Giovanni Cafiero).
La sceneggiata, dunque, potrà iniziare soltanto il prossimo 17 ottobre e noi tutti, stretti nel dolore della vedova, aspettiamo la svolta sempre promessa e mai concretamente offerta.