L’Europa dei gattopardi

 

da Angelo Giubileo (avvocato – filosofo)

È senz’altro un fatto molto significativo la lunga intervista che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha concesso a una rete di giornali, denominata Lena (The Leading European Newspaper Alliance), composta da La Repubblica (Italia), Die Welt (Germania), El País (Spagna), Gazeta Wyborcza (Polonia), Le Figaro (Francia), Le Soir (Belgio), Tages-Anzeiger e Tribune de Genève (Svizzera).

L’intervista disegna e illustra i confini dell’azione politica dell’Unione europea tra passato, presente e futuro. Leggendo l’intervista, mi è sembrato proprio che le dichiarazioni dell’erede del casato tedesco degli Hochadel riproponessero, in estrema sintesi analitica, la volontà del giovane Tancredi Falconeri, nipote del Principe di Salina, Don Fabrizio Corbera, che in una delle frasi, forse la più celebre del romanzo Il Gattopardo, dice: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Nell’attualità, la Von der Leyen dichiara innanzitutto che “in un mondo sempre più ostile, dobbiamo fare tutto il possibile per salvaguardare la democrazia, la prosperità e la pace”, nell’Unione europea.

E allora, “per proteggere l’Unione”, la Von der Leyen ammette che “dobbiamo fare i conti con la realtà” e quindi fare i conti, letteralmente, con “la prospettiva (che) una piena autonomia dai mercati globali non è né realistica né auspicabile”.

Così che la prospettiva dell’azione politica dell’Unione europea permane nell’ambito di una visione mercantilistica, e tale per cui “gli Stati Uniti sono un partner affidabile e un elemento essenziale della nostra più ampia strategia di diversificazione”.

Ciò che, nell’ordine dichiarato dalla stessa Von der Leyen, significa: 1) mantenere e incrementare la competitività delle aziende europee 2) finanziare la transizione verso le energie rinnovabili e il nucleare di ultima generazione 3) adottare misure di salvaguardia dal cambiamento climatico 4) rafforzare la difesa. E, in ordine alle maggiori cifre d’investimento stimate per l’azione futura: 1) impegnare le imprese europee ad investire 600 miliardi di dollari negli USA 2) acquistare energia dagli USA per 750 miliardi di dollari nell’arco di tre anni 3) mobilizzare fino a 800 miliardi di euro per l’industria della difesa; ma non allo scopo di creare un esercito europeo, solo al fine di garantire una maggiore spesa militare. Dato che, come precisa la Von der Leyen: “A scanso di equivoci: agli Stati membri spetterà sempre la competenza delle proprie truppe, dalla dottrina al dispiegamento (…) delle loro forze armate”.

Nell’intervista è detto anche altro. Ma l’obiettivo dell’Unione europea resta, in via esclusiva, il mantenimento e lo sviluppo di un’area commerciale che consente “ogni anno di esportare verso gli Stati Uniti merci per un valore di oltre 500 miliardi di euro”. Così che, a domanda se sia stata o sia possibile un’alternativa ai dazi del 15% imposti dagli USA all’UE, la presidente della Commissione europea ha precisato che l’unica alternativa sarebbe stata e sarebbe “una guerra commerciale con il nostro partner commerciale più importante”.

P.S.: … Concetta si ritirò nella sua stanza; non provava assolutamente alcuna sensazione: le sembrava di vivere in un mondo noto ma estraneo che già avesse ceduto tutti gli impulsi che poteva dare e che consistesse ormai di pure forme … Continuò a non sentir niente: il vuoto interiore era completo; soltanto dal mucchietto di pelliccia esalava una nebbia di malessere. Questa era la pena di oggi: financo (la carcassa impagliata di) il povero Bendicò insinuava ricordi amari … Pochi minuti dopo quel che rimaneva di Bendicò venne buttato in un angolo del cortile che l’immondezzaio visitava ogni giorno: durante il volo giù dalla finestra la sua forma si ricompose in un istante: si sarebbe potuto vedere danzare nell’aria un quadrupede dai lunghi baffi e l’anteriore destro alzato sembrava imprecare. Poi tutto trovò pace in un mucchietto di polvere livida. È questa la conclusione di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e del suo Gattopardo.

Angelo Giubileo

 

 

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