da Antonio Cortese (docente – giornalista)
Le distrazioni non arrecano danni solamente alle parti civili, ai cittadini “normali” condizionati sempre più dalla real politique confezionata dai media e dai tempi caldi.
La Francia sta vivendo la sua buona persecuzione berlusconiana come é avvenuto pochi anni fa nei confronti del cugino americano zio Donald, a prescindere dalle accuse ventilate.
Nicolas Sarkozy sconta in questi giorni un reato paragonabile, per i novellieri arguti, a quello dei ladri di galline. La sua compagna infatti Carla Bruni nella mediocre burocrazia avrà creato un tantino di invidia nei salotti ammuffiti dalle bottiglie evaporanti cabernet d’annata.
Avviene come da tradizione italo chic, che le classi arricchite all’improvviso non per forza di estrazione “cafonifera”, anzi, ma da fasce benestanti alle quali ribellarsi durante esperienze scolastiche punk-rock sessantottine, che i professionisti dei tribunali soventemente siano distratti dalla stessa moda la cui ideologia vorrebbero combattere; ovvero dal giustizialismo patinato.
Il dibattito sulla separazione delle carriere in Italia finalmente approvata dovrebbe inoltre prescindere da una indipendenza deontologica e quindi scevra dai trend caotici del rumore mediatico portante hic et nunc.
Se poi ancora si discuta su dignità e meriti per i compensi mensili ed annuali dei dipendenti di uno stato europeo, o ancora sui privilegi dell’alta politica, si voglia capire che a cura degli ingranaggi della giustizia gli emolumenti possano essere anch’essi equilibrati o addirittura regolati da una agenda aziendalistica come avviene in ogni settore adeguatosi ai ritmi della competizione carrieristica moderna.
Negli Stati Uniti come altrove l’avvocatura indipendente che si sgomita come qualsiasi sfera professionistica, mediante spot e pubblicità (ho anticipato già su il Quotidiano di Salerno il vecchio tema anni fa su tale necessaria modernizzazione a proposito delle lentezze forensi) avrebbe ugualmente rilevanza per adeguamenti ai tempi e logiche di vita attuale, ma constatare a contrario che ci si dimentichi della rivoluzione francese non é da cittadini normali europei.
Infine non ci si può appellare ad etichette sentenziate ed “appiccicate” su registri a rispolvero se si intenda e si ricordi agli stessi eroi e paladini, improvvisati ed incalzati dal ritorno estivo su imbarcazioni a corto di rhum, che i principi giuridici siano materia viva e non scienza morta.