REGIONALI: tutti gli uomini dell’ex presidente ?

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Le notizie, spesso, vengono diffuse con velocità e superficialità per il fatto che l’informazione esige (a torto !!) l’esclusiva, ovvero lo scoop.

Mi ha colpito la grossa notizia diffusa ieri (mercoledì 1.10.25) dal quotidiano Il Mattino con il titolo lungo e suggestivo per il lettore medio che non conosce fatti e personaggi: <<De Luca, il grande risiko per portare alla Regione il parterre dei fedelissimi – Troppi gli “uomini del presidente” se lui potrà schierare solo la civica “A testa alta” il governatore spera in una seconda lista e deve risolvere i problemi di Matera e Fiore>>.

I PROBLEMI – Per la prima volta nella sua vita politica il kaimano De Luca quest’anno avrà seri problemi per comporre l’unica lista (forse !!) che gli verrà concessa dal partito e già questo per “Vincenzo” è un dramma perché nel 2010 – 2015 e 2020 aveva, almeno sulla carta, tutto il partito schierato con lui; oggi è palesemente un “sopportato” che dovrà fare ricorso a tutta la sua riconosciuta abilità strategica politica per poter sopravvivere, nell’attesa di tempi migliori, al tornado Schlein sul cui carro sono da tempo saliti miserevolmente sia Bonaccini che l’ormai spento (sul piano politico) Bersani che come automi vanno ripetendo in giro le parole della segretaria, come se fosse vangelo. Dei quattro-cinque consiglieri personali e fedelissimi o comunque affiliati, eletti ne 2020, dovrà lasciarne per strada parecchi per salvarne si e no soltanto un paio.

I PAPABILI – Alla provincia di Salerno spettano, sulla carta, soltanto nove consiglieri, una parte dei quali andrà forzatamente alla coalizione perdente. Se vince il csx andranno sei seggi che De Luca dovrà dividere con gli alleati della sua coalizione; qualora dovesse candidarsi (cosa molto improbabile) direttamente lui è chiaro che verrà eletto e, quindi, dovrà scegliere chi portare con se nel Consiglio Regionale tra i suoi presunti fedelissimi; e su sei dovrà sceglierne uno soltanto. Insomma un magro bottino, rispetto alle precedenti tornate elettorali dove ha fatto il pieno; ma i tempi sono decisamente cambiati.

I NOMI – Come potete vedere dalla foto in alto (tratta da Il Mattino) i nomi nell’ordine (in senso orario dall’alto) sono: Luca Cascone, Franco Picarone, Tommaso Pellegrino, Corrado Matera, Andrea Volpe e Nello Fiore. Se Cascone e Picarone sono da annoverare tra i fedelissimi non si può dire la stessa cosa, ad esempio, per Andrea Volpe e Nello Fiore (il primo socialista, e l’altro amico e basta e di per se un grosso enigma) che decisamente non hanno mai portato il loro cervello all’ammasso se non per qualche specifico stratagemma politico, e mi fermo qui. Men che meno per Pellegrino e Matera; il primo sicuramente molto libero nelle sue scelte politiche e tempo fa in netta rottura con il sistema deluchiano, e portatore di un bacino personalissimo di voti; il secondo, strategicamente più politico degli altri, non solo vanta un notevole bacino elettorale di natura familiare ma è anche abbastanza libero nella sua azione politica. Entrambi, Pellegrino e Matera, raccolgono la maggior parte dei voti soltanto nel Vallo di Diano. E Fulvio Bonavitacola, la mente pensante dell’ex sindaco e del governatore uscente, dove lo mettiamo ? Domanda senza risposta, almeno per il momento.

GLI OUTSIDER’S – Bisogna, poi, tener presente anche la posizione del vice presidente della provincia Giovanni Guzzo che da ottimo outsider, al contrario di Pellegrino e in parte di Matera (leggasi Cobellis !!), non solo raccoglie un’enorme messe di voti nel basso e alto Cilento ma anche nel Vallo di Diano dove risiede e dove ha costruito una intelligente rete di rapporti politici molto producenti. Senza calcolare le aspettative pressanti di Antonia Alfano (fedelissima di Cascone e assessore di Castel S. Giorgio) e Paola De Roberto (fedelissima di Picarone e attuale assessore a Salerno con un enorme bacino elettorale); ma anche altri nomi per i quali ci sarà modo e tempo di raccontare.

IL BIVIO –  Il governatore uscente, dunque, è ad un bivio; con una sola lista rischia il tracollo regionale, se gli concedono un’altra lista potrebbe salvare, in termini di minimo assoluto, la situazione e per cercare di mantenere ancora in piedi almeno una parte dell’apparato di potere politico che in provincia di Salerno è stato asfissiante. Il gioco si fa durissimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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