Aldo Bianchini
SALERNO – Si anni sono già volati via dal quel triste giorno del 2019, da quando Carlo Galimberti, l’amico Carlo, è andato senza una parola e lasciando tutti nello sconforto assoluto.
Ho cercato di onorare la sua memoria ricordandolo ogni anno, come oggi, nell’anniversario della sua morte; ripetere, quindi, le stesse e tante cose già scritte sarebbe non solo irriverente ma anche riduttivo nei confronti di un uomo che ha lasciato un solco profondo nel mondo del giornalismo enogastronomico salernitano, nazionale ed internazionale.
Ma Lui, che riposa in pace, dall’alto della sua benevolenza saprà anche capire e perdonare chi non vuole ricordarlo.
Buongiorno. Cercavo notizie sul giornalista Carlo Galimberti e purtroppo ho appreso la notizia della sua sofferta decisione di togliersi la vita. Pax.
Ho acquistato nel 1977 il suo libro “..e di veleni saziami” perché all’epoca, come mamma, volevo essere consapevole cosa contenessero i cibi prodotti dalle industrie anche per i bambini. Per esempio trovai la nisina nei formaggini per bambini.
Capii che il Galimberti si era introdotto in un campo molto spinoso tanto che alcuni decenni fa avevo cercato sue notizie. Risultava impegnato nell’enogastronomia, adesso…
Scrivo questo per far conoscere che il suo libro mi è stato utile per acquisire maggiore attenzione a quanto viene scritto sul retro delle confezioni dei cibi. Buon lavoro nella verità.