Aldo Bianchini
SALERNO – Per cominciare questa riflessione sul malcapitato Massimiliano Natella (assessore comunale di Salerno all’ambiente dal 2021 – verde pubblico e non solo) mi pongo necessariamente una domanda davvero molto semplice: “Dove sono nati, cresciuti e vissuti i principali accusatori di Natella <Celano, Pecoraro, Naddeo> e dove gli stessi hanno lavorato e/o amministrato la cosa pubblica salernitana ?“.
Perché, almeno a me, sembra che siano scesi all’improvviso dal pianeta Marte per proiettarsi su Salerno e scoprire, come d’incanto, che la cura dell’ambiente e la manutenzione del verde in questa città è in uno stato quasi comatoso; e giù a chiedere con forza e periodica insistenza le dimissioni del malcapitato assessore Natella che, ripeto, è assessore soltanto da poco meno di quattro anni ma che nel loro immaginario appare come il primo – unico – vero responsabile di tutto questo nella storia millenaria di Salerno.
Io ho un’età sicuramente di gran lunga superiore a quella dei “tre giustizieri comunali” e ricordo benissimo che questo problema, degrado dell’ambiente e verde pubblico, è un fatto decisamente mentale – culturale e strutturale per una città che da questo punto di vista non ha mai dato il meglio di se
Fin dagli anni 50/60 Salerno evidenziava queste crepe, come ad esempio tra le altre cose il bagno pubblico sul lungomare (in prossimità delle Poste) più tempo chiuso che funzionante, eppure in quegli anni non ‘cera ancora il grave problema della droga.
Non ne parliamo del verde pubblico che da sempre appare o come bruciato o come campo incolto con erbacce piene di ratti e quant’altro (andare a verificare nei dintorni della Carnale per capire meglio !!).
A mia diretta memoria, quindi, da circa 80 anni il problema rimane sempre irrisolto anche se è stato, da tutte le amministrazioni, sbandierato elettoralmente come il problema di risolvere se non in pochi giorni almeno in poche settimane.
Se i rappresentanti dell’opposizione credono di poter fare opposizione con queste cavolate cerchino di smetterla subito perché così a Salerno non vinceranno mai e l’era deluchiana continuerà ancora a lungo, nonostante la debacle regionale.
Apprezzo il fatto che la maggioranza, nell’ultimo consiglio, quando doveva essere discussa la mozione di sfiducia contro Natella ha lasciato l’aula; lo ha fatto per far capire una volta per tutte che questa scelta fatta dai “tre giustizieri” è la strada peggiore per portare avanti una opposizione seria, comprensibile e produttiva.
Ed è inutile anche chiamare “conigli” chi si è allontanato dall’aula, oppure “la maggioranza scappa, vergognoso”, come “la maggioranza non ha avuto la forza di difendere il suo assessore”; sono solo parole per fare scena (per non dire sceneggiata) che non serve a nulla; e la maggioranza orami stufa se ne va per non perdere tempo e lasciare l’aula quasi del tutto vuota e in preda alle parole al vento.
Una opposizione capace e cosciente dovrebbe, invece, fornire i necessari suggerimenti per la risoluzione del problema che, ripeto, è antico quanto lo è la città, ed è talmente radicato nella coscienza dei salernitani che nessuna maggioranza e nessuna opposizione l’ha mai risolto.
Sicuramente molto c’è da fare; ma scaricare tutte le colpe del passato sull’assessore Natella mi sembra davvero eccessivo.