Aldo Bianchini
SALERNO – Conosco molto poco il nuovo direttore generale del Ruggi dr. ing. Ciro Verdoliva che ho incontrato una sola volta in occasione del suo primo incontro con la stampa locale (la mattina del 10 set. 2025, con tanto di casco e clessidra) per presentare il programma del suo quinquennio sotto il nome di “RUGGI 25/30 verso il futuro” e con l’annuncio cdi una revisione globale non solo del modello lavorativo in atto al Ruggi ma anche di tutte le posizioni lavorative dei singoli medici, dirigenti e primari che in alcuni casi e solo per prassi consolidata continuano a mantenere posti di privilegio. Quel giorno ho avuto la sensazione, a pelle, di trovarmi di fronte ad un serio professionista che conosce molto bene la materia che deve gestire e capisce tutti i rischi del suo mestiere.
Non conosco assolutamente il dr. Ferdinando Annarumma (direttore della UOC di Medicina Trasfusionale) che in questi giorni si è trovato, forse suo malgrado, al centro di una tempestosa attenzione mediatica per via di sue “presunte dimissioni” dimissioni dall’incarico che avrebbe presentato presentate il 14 ottobre 2025 (come annunciato da leCronache.it la mattina del 15.10.25 con il roboante titolo “RUGGI il repulisti di Verdoliva <cadaveri eccellenti> – Si è dimesso il dottor Ferdinando Annarumma, direttore dell’UOC di Medicina Trasfusionale – Alla base della decisione ci sarebbero le due inchieste sulle sacche di sangue”.
Conosco, invece, benissimo il direttore responsabile di “leCronache.it” dr. Tommaso D’Angelo che con la sua abilità professionale riesce, da tempo, non solo ad anticipare spesso le notizie rispetto agli altri giornali ma anche, e questa è la novità, a prevederle prima ancora che accadano.
Difatti le dimissioni, a questo punto sono state realmente presentate, ma è accaduto soltanto la mattina del 16 ottobre 25 alle ore 8.37 (come risulta dal protocollo del Ruggi); beato il direttore di leCronache.it che la sera del 14 ottobre (prima di chiudere il giornale) era già stato informato da qualcuno (le notizie non volano mai per miracolo !!) che il dr. Annarumma avrebbe presentato le sue dimissioni ben 36 ore dopo il clamoroso annuncio sul giornale.
Tanto è vero che la direzione generale del Ruggi, tramite la portavoce-giornalista dott.ssa Maria Romana Del Mese alle ore 10.01 del 15.10.25 aveva così comunicato ai giornalisti: “Gentili Colleghi, dopo un confronto con il direttore Verdoliva ed opportune verifiche, il Ruggi tiene a precisare che attualmente non risulta nessun atto di dimissioni a firma del Dottore Annarumma. Vi ringrazio” per poi riprendere il discorso la mattina dopo (il 16.10.25 alle ore 10.32) al fine di comunicare che “IL DOTTORE FERDINANDO ANNARUMMA, DIRETTORE DELLA UOC DI MEDICINA TRASFUSIONALE, HA CONSEGNATO IN DATA ODIERNA LE PROPRIE DIMISSIONI DAL SERVIZIO, PER SUPERATI LIMITI DI ETÀ” (dimissioni presentate alle ore 8.37 del 16 ottobre 2025).
Dunque aveva ragione leCronache e, quindi, viva leCronache; anche se le ultime parole del comunicato “PER SUPERATI LIMITI DI ETA’” avrebbe dovuto indurre qualcuno ad un minimo di approfondimento di carattere previdenziale anche, e non solo, per capire se il d.g. Verdoliva aveva messo in atto il famigerato repulisti (a mio avviso giustissimo) ma anche se ha preso piede all’interno del Ruggi il vizietto di dimettersi pochi mesi prima del pensionamento: in primo luogo per poter avere mano libera nell’eventuale e più vantaggiosa contrattazione con strutture sanitarie esterne (diversi lo hanno già fatto) e poi per evitare di essere colpiti da provvedimenti diretti di sospensione e/o allontanamento con pesante gravame sull’immagine professionale e ricadute negative sulla predetta contrattazione privata.
Sicuramente non è il caso del dott. Ferdinando Annarumma anche se per andarsene sarebbe stato sufficiente aspettare la scadenza della naturale “messa in stato di quiescenza” che gli Organi preposti annunciano con largo anticipo sull’evento conclusivo della vita lavorativa pubblica di ognuno di noi. Avremmo così evitato tutto questo presunto scandalo con titoloni ispirati, comunque, da soffiate interne allo stesso Ruggi.
Ma tutto questo richiama in ballo, ancora una volta, il cattivo rapporto esistente tra il Ruggi (inteso come istituzione sanitaria pubblica) e la stampa locale giustamente a caccia frenetica della notizia da sbattere in prima pagina anche quando le notizie vengono preventivamente smentite dalla direzione generale (come sarebbe accaduto nella fattispecie) prima ancora che l’articolo venga pubblicato.
Un rapporto che sembrava essere stato leggermente modellato (non dico addomesticato) verso la realtà dall’ottimo discorso dell’ing. Verdoliva nel contesto dell’incontro del 10 settembre 25 quando lo stesso d.g. annunciava di voler incontrare la stampa una volta al mese per ascoltare, capire, modificare e lavorare insieme, sempre e solo in favore degli utenti della sanità pubblica.
Credo, a questo punto, che difficilmente avremo tutti noi la possibilità di incontrare mensilmente l’ing. Verdoliva al quale consiglio fraternamente di non farlo più, tanto non serve assolutamente a niente, se non per consentire a qualcuno/a una vetrina espositiva della quale lo stesso Verdoliva non ha assolutamente bisogno.