Aldo Bianchini
SALERNO – Non c’è niente da fare, quando si tratta di notizie inerenti la pubblica sanità (e nella fattispecie il Ruggi) il problema è sempre quello antico e più volte trattato; da una parte c’è la stampa assetata di aprire con titoloni e con l’intento di sbattere il “mostro Ruggi” in prima pagina; e dall’altra parte c’è lo stesso Ruggi (e per esso la direzione generale) che cerca innanzitutto di fermare le violente aggressioni giornalistiche e, poi, di spiegare dettagliatamente l’accaduto; ma è come se quest’ultimo, il Ruggi, parlasse o scrivesse sempre a vuoto. E non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
In mezzo c’è, a mio sommesso avviso, sempre “una talpa” che con le pochissime verità e le tantissime bugie riesce da anni (ovviamente le talpe cambiano, sono duttili e credibili per chì è assetato di notizie) a far passare sui giornali notizie che spesso risultano messere letteralmente infondate ed a far precipitare a Salerno anche i grandi network televisivi nazionali (è inutile ricordare i tanti episodi, anche negli ultimi mesi) che aprono scenari inimmaginabili e sempre contro il Ruggi facendolo diventare come una sorta di lazzaretto in cui morire è la pratica più facile di questo mondo.
Il caso di questi giorni, quello della povera signora 69enne di Nocera deceduta nel reparto di ginecologia dopo aver subito un intervento chirurgico, è emblematico e racchiude tutto il peggio del peggio del rapporto davvero non esaltante esistente tra la stampa locale e la direzione generale del Ruggi che, anche sotto la nuova guida del dg ing. Ciro Verdoliva, ha avviato una nuova via per migliorare questo rapporto, inutilmente.
Nella nota in calce al comunicato ufficiale della d.g., diramato martedì 21 ottobre a seguito dei titoloni apparsi sui giornali la mattina, ho scritto dell’eventuale esistenza della “pura follia giornalistica”; una dichiarazione forte che confermo aggiungendo, come già fatto, che ci vorrebbe un tantino in più di moderazione soprattutto quando prima di fare ni titoli si è chiesto al d.g. (come è avvenuto per la vicenda in questione) cosa fosse successo e il d.g. ha fornito tutte le garanzie del caso:
- NON RISULTANO NOTIFICHE DI SEQUESTRO SALMA O SEQUESTRO CARTELLA CLINICA DA PEC E DALLA MAIL DELLA DMP
- NON RISULTA SEQUESTRO SALMA IN UOC MEDICINA LEGALE E TANATOLOGIA
- NON RISULTANO ALLO STATO ATTUALE NOTIFICHE DI SEQUESTRO SALMA AL DRAPPELLO DI POLIZIA
- SI EVINCE INOLTRE, DALLA VERIFICA DELLA MEDICINA LEGALE CHE SONO STATE REGOLARMENTE SVOLTE LE PROCEDURE DI ESEQUIE.
Per essere più chiaro mi riferisco soprattutto ai quotidiani “leCronache.it” e “Il Mattino” (così non si rizelano gli altri che non riesco a leggere) che, pur dopo le precisazioni scritte (del 21.10.25) da parte della direzione generale attraverso la portavoce che certamente sa fare il suo mestiere e come giornalista non è seconda a nessuno, nelle edizioni del 22 ottobre 25 (cioè ieri) hanno così titolato:
Il Mattino (22.10.25) – Paziente nocerina di 69 anni morta al Ruggi, salma liberata (un rettangolo una pagina interna dopo il titolo sulla prima di Salerno) e parla però di un giallo che non può e non deve esistere;
leCronache (22.10.25) – Svolte regolarmente le procedure di esequie, donna morta al Ruggi, i chiarimenti del Dg: la salma non è stata sequestrata (un box in ottava pagina).
Mi dispiace dover scrivere queste cose, lo dico con sincerità, ma non è possibile che un quotidiano come Il Mattino pur di non ammettere di essersi fidato di una notizia fasulla scrive nel titolo “salma liberata” quando, invece, la salma non è mai stata sequestrata come giustissimamente scrive leCronache.it facendo un passo indietro rispetto al clamore del giorno prima e così dimostrando una ineccepibile deontologia professionale.
Davvero, a questo punto, non so chi ha ragione ovvero chi dice il falso sapendo di dirlo: il direttore generale Verdoliva che scrive mettendoci la faccia, i giornali che reiterano la loro accusa o, invece, la sempre eterna talpa che purtroppo esiste in ogni ambiente di lavoro ?
Avevo consigliato al nuovo d.g. di non fare più riunioni-incontri con i giornalisti, mi sbagliavo; ora più che mai un nuovo incontro è assolutamente necessario.