Aldo Bianchini
SALERNO – Fino a qualche giorno fa il centro destra campano era dato nettamente perdente nelle prossime elezioni amministrative regionali del 23 e 24 novembre 2025; più di qualcuno, e non soltanto del centro sinistra, assegna a Roberto Fico almeno il 20-25% di vantaggio; è stato sufficiente, però, che il cdx designasse l’on. Edmondo Cirielli (vice ministro degli esteri) che la situazione, ora dopo ora, si ribaltasse completamente.
Ora i maggiori sondaggisti, e non solo i partiti che costituiscono la coalizione della Meloni che supporto Cirielli, parlano di un leggero vantaggio (stimato nel 2-3% circa) di Roberto Fico (a capo di una coalizione scombinata) nei confronti di Edmondo Cirielli (a capo di una coalizione che agli occhi degli elettori appare solida e con un programma molto preciso).
Ma davvero il centro destra avanza, e se si, perché ?
Non c’è una risposta precisa ma è un’onda che cresce sulla stessa onda dell’afflosciarsi del deluchismo che è costretto a riparare nel mitico Fort Apache della dimensione del Comune di Salerno, senza più alcuna possibilità di irrorare, con la storica cascata di diamanti, i giardinetti dell’erboso potere locale disseminato su tutto il territorio provinciale salernitano, e in parte regionale.
Si respira, infatti, un’aria diversa da quella che si respirava nel 2015 e nel 2020, tempo delle clamorose affermazioni dell’on. Vincenzo De Luca che oggi pur costretto in rovinosa ritirata non può, e non deve, essere considerato già battuto e finito politicamente.
Nel senso che se vince il cdx la Schlein dovrebbe, finalmente !!, andar via e per De Luca (padre e figlio) si aprirebbero spiragli impensabili con la possibilità di mettere finalmente le mani sul PD regionale con ricadute pesantissime sul nuovo assetto del partito in campo nazionale con la rinnovata segreteria.
Non accadrà, ma se dovesse accadere ci sarà molto da scrivere e commentare.
Così come per il cdx; non accadrà ma se dovesse accadere …
Insomma, come dire che se accadrà registreremo il tanto auspicato “cambio di paradigma”, fortemente lanciato dal quotidiano “Il Mattino” (per l’economia) e atteso da tempo dalla Regione, dalla Provincia e dalla Città di Salerno anche per la politica.
Sulla difficile interpretabilità delle prossime elezioni ha scritto un commento sfizioso il giornalista Antonio Cortese che mi piace riportare qui di seguito in merito al mio precedente articolo dal titolo “Regionali: Cirielli la bomba e Sica il detonatore”:
- L’articolo del direttore sull’avanzare della campagna di destra campana, via metafora elettrica sul potenziale del candidato di punta ed i rinnovati assist locali raccolgono buon seguito e plauso anche da parte mia. C’è un fattore però che i cittadini di centrodestra non prendono in considerazione e cioè che gli esponenti non sono imprenditori né per gli altri e poco per sé stessi. Anche se il deluchismo da scardinare é un macigno duro a scalfirsi, gli apprezzabili tentativi in campagna del damose da fare ancora non comprende l’importanza del rapporto con l’elettorato reale, chiuso com’è nei salotti dai quali proclamano speranze probabilmente vane di un ribaltone che a questo punto voglia qualche miracolo per realizzarsi davvero. Mantengo le mie stime immutate, tutte per affezione di aggiornamento e militanza notiziaria per Cirielli di cui un articolo mio qualche anno fa a proposito di qualche incoerenza o dimenticanza, comprese quelle per Gagliano e Sica (maggiormente operativi forse per semplici interventi locali o strutturali) non certo per conoscenza diretta che la destra al sud si preclude ancora nel semplice dialogare con chicchessia se non ligio ai canoni elitari del secolo passato.