REGIONALI: Parco Brignano e impianti sportivi … fantasie elettorali ?

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Le promesse politiche di nuova generazione di impianti sportivi a Salerno si perde nella notte dei tempi; promesse mai mantenute, presentazione hollywoodiane di cartonati riproducenti le opere in scala (Vestuti, Palazzetto dello Sport, Palatulimieri, Arechi, Campo Volpe e Campo Settembrino, Piscina Arbostella, Piscina Medaglie d’Oro, oltre quelli del Pattinodromo, dei campi da tennis e della piscina comunale) battaglie elettorali vinte o stravinte sulla buona fede degli elettori, e i progetti veri per quanto riguarda l’impiantistica sportiva rimasti sempre al palo.

La situazione si aggrava ancora di più oggi per la chiusura del pattinodromo e della probabile chiusura anche dei campi da tennis e della piscina comunale (le uniche opere sportive mai realizzate in città nel corso di quell’epoca che in tanti irridevano da anni. Se non ci fosse stato il mitico Alfonso Menna non avremmo avuto neppure quegli impianti sportivi che dagli anni ’60 hanno tenuto testa, soltanto tamponando, alla enorme richiesta di migliaia di giovani desiderosi di praticare i vari sport Impianti che sono stati lasciati a se stessi con qualche estemporaneo maquillage ma abbandonati dal punto di vista della continua manutenzione; ed ore si pagano le conseguenze, complice una leggera mareggiata.

E poi sempre quelle chiacchiere inutili del “verde e dei parchi pubblici” previsti pro-capite dalla delibera n.71/89 del Consiglio Comunale e che il grande (si fa per dire !!) Oriol Bohigas rigirò o raggirò, per uso e consumo tutto suo e del volere dell’allora astro nascente diventato presto un kaimano, trasformando la Città Diffusa (come avrebbero voluto i socialisti anni ’80) in Città Compatta ideata dall’archistar catalano con le sue sperequative APU; e con la previsione e la presunzione di conteggiare il verde in metri quadrati da poter porre in qualsiasi zona periferica anziché in ogni quartiere della Città.

Nasce tutta lì la grande speculazione edilizia che ha portato sfortunatamente all’abbattimento del cementificio (unico necessario), del Jolly Hotel (per Piazza della Libertà e il Crescent) e dell’area Parco Mercatello nato soltanto grazie al cambio di destinazione d’uso ed ai miliardi di lire elargiti al proprietario che all’epoca era anche assessore comunale (conflitto di interessi ?). Ed è così che sono nati i cosiddetti mostri del Grand Hotel, del Crescent e di Piazza della Libertà con la scomparsa anche del parcheggio pubblico di fianco all’albergo che era stato presentato come toccasana rispetto alla colata di cemento della mega struttura alberghiera (ancora da completare) impantanatasi per via dell’allontanamento politico del proprietario dal governatore.

Ecco perché i lamenti di oggi da parte del centro destra mi suonano come tardivi ed anche inutili; la materia già nota a tanti non è stata afferrata al volo, per insipienza o per deliberata scelta, da parte di chi doveva e poteva costruire una vera opposizione corposa e duratura in considerazione del fatto che ha avuto a sua disposizione ben trentatrè anni e non soltanto qualche giorno o qualche mese.

Ma la cosa più indegna che mi ha colpito in queste ore è la riproposizione, come un ritornello, della riqualificazione ambientale ed urbanistica dell’ex Cava D’Agostino (a Brignano) con la previsione di un impegno regionale di oltre trenta milioni di euro. Purtroppo, ripeto, almeno apparentemente il cdx non conosce la storia di questa Città.

Davvero non so come si possa fare a riproporre le stesse cavolate trite e ritrite per gabbare ancora una volta gli elettori più ingenui, perché spero che almeno una parte di essi si sia ragionevolmente smaliziata, finalmente !!

Per questa opera ricordo molto distintamente la prima comunicazione di massa che risale all’estate del 1995 quando ancora esisteva l’Ufficio di Piano (voluto dal catalano e retto dall’ing. Ercole Di Filippo), creato appositamente per far decollare la Città, almeno a parole; ma di questo vi racconterò nella prossima puntata.

 

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