Maleducazione di stampa

 

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

 

Una qualsiasi edicola italiana supera l’intera offerta di una intera regione statunitense, contea inglese o provincia francese a parità di categoria merceologica.

 

Nella maggior parte dei paesi i giornali e la stampa sono articoli da acquisto assieme alle caramelle all’uscita del supermarket.

 

Di cosa mai si lamentano i soliti deboli di stomaco dell’opposizione politica all’italiana? Chi ha mai vietato mai niente ad editori, compresi sussidi statali ad incoraggiare la categoria? In una tale abbondanza di pubblicazioni é più che logico che qualche inavvertito anche pseudo professionista dell’informazione, (casomai pagato di tasca nostra su un monopolio di stato ancora veteranamente fazioso e lottizato, con le stesse pubblicità delle emittenti private più il canone) sbagli una o più inchieste come nel caso scintilla dei pretestuosi scioperanti di queste settimane.

 

 

 

Si può capire anche la solidarietà non tanto alla persona, ma alla sagoma e al programma di intrattenimento che rappresenti, la cui audience é composta da chi predilige il genere lottizzato in questione, o il prima serata in stile iene ovvero per quel malcostume giornalistico di andare oltre il non sapersi fare i propri argomenti ,andando ad importunare e pregiudicare prima delle istituzioni stesse la persona o il caso da zimbellare; ma il mondo media non capisce la distorsione a danno dei cittadini e della politica.

 

Ad ogni modo tali vicende servono a monetizzare e a creare il personaggio in cerca di fama o attenzione voluta. Auguri. A teatro servono sempre nuove maschere. Ma se l’intento della sinistra é liberarsi dalla spettacolarizzazione alimentata da zio Silvio, allora si tratta spesso di autogol che fanno lavorare solamente gli studi tivvù a danno di tutti gli altri. Altro che Pil.

 

Assistere perciò alle esagerate agitazioni che destabilizzano e distraggono l’unica nazione nelle cui edicole ancora in piedi si possono acquistare libri, informazione, giocattoli, utensili e riviste vietate ai minori, con una tradizione inesistente altrove in quanto a fidelizzazione settimanale, con allegati, collezioni, gadgettistica fino all’abbigliamento é da inavvertiti, ingrati bestemmiatori.

 

 

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