Aldo Bianchini
VALLO di DIANO – Non accade, ma se dovesse accadere e non accadrà come si comporterà il Vallo di Diano (inteso come sindaci e vari esponenti del deluchismo finora imperante) qualora alla fine dovesse davvero accadere ?
E per “l’accadere” io alludo alle due conclusioni possibili delle prossime consultazioni elettorali amministrative regionali del 23 e 24 novembre 2025:
- Vittoria, come ampiamente previsto, del centrosinistra di Fico;
- Vittoria, come coraggiosamente ipotizzato, del centro destra di Cirielli.
- Nella seconda ipotesi, la vittoria di Cirielli, l’unico sindaco del Vallo di Diano a gioire ha un nome ed un cognome: Giuseppe Rinaldi, sindaco di Montesano, che da fin dall’inizio della sua attività politica è rimasto fedelmente legato al cdx non disdegnando, con grande lungimiranza, di fare anche un passo indietro rispetto allo schieramento a muro di gomma di tutti gli altri sindaci.
Sempre rimanendo nella seconda ipotesi, vittoria di Cirielli, cosa faranno i sindaci di colore rosso (se questo termine può essere ancora usato !!) che imperversano su tutto il Vallo di Diano sotto l’ala protettiva di colui che ha detenuto il potere regionale assoluto per dieci anni dal 2015 al 2025; la risposta non è delle più semplici. Non voglio essere come la mitica Cassandra, ma prevedo comunque un rapido e rovinoso scioglimento delle righe principalmente perché la rigogliosa mucca da spremere si sarà ormai ricoverata nel suo Fort Apache del Comune di Salerno.
- Nella prima ipotesi, vittoria di Fico, la situazione sarà, forse, anche più drammatica per i “volenterosi, ma non troppo, sindaci del Vallo di Diano”; il potere deluchiano si ritroverà ridotto quasi all’osso e se le cose andranno bene potrebbe ritrovarsi con due consiglieri eletti a Salerno e forse ma molto forse, con un solo assessore da scegliere su tutto il territorio regionale, con notevole abbattimento dei punti di riferimento sui quali oggi il territorio valdianese può contare (almeno per le scalate di potere politico personale).
Siamo di fronte ad un cambio di karma come afferma Salvatore Memoli in un suo recente articolo incentrato sui voltafaccia che alcuni dei suoi gli hanno già fatto e che altri si accingono a farlo ??
Difficile rispondere, ma se la storia si ripete, come dicono che si ripete, voglio ricordare a tutti un episodio che dà la giusta misura della fedeltà dei sindaci del Vallo verso il kaimano (De Luca, sich !!); correva il mese di novembre 2019 e la stella di De Luca era ampiamente offuscata e finita ai minimi storici della sua lunga vita politica. Nella sala, ora intitolata, al compianto sen. Antonio Innamorato, del Comune di Teggiano venne organizzato un convegno sulla stabilità economica delle zone interne e fu invitato a parlare l’on. Piero De Luca. La sala era quasi deserta e c’erano soltanto quattro sindaci presenti: quello di Teggiano Di Candia per i saluti, quello di Monte S.G. Accetta, ed altri due dei quali non ricordo le generalità. Insomma una presenza davvero sparuta.
Ma poi venne il covid e la situazione per De Luca cambiò radicalmente e si affacciarono nuove frontiere di potere assoluto; e da quel momento in poi di nuovo le processioni dei sindaci, tutti con fascia tricolore e schierati in prima fila se non sul palco almeno nel parterre, per applaudire strumentalmente ed oltre ogni logica il loro presunto leader. Fino al punto che un giorno, all’inaugurazione di un edificio scolastico del Bivio di Padula, il governatore De Luca con la sua solita ironia sbottò: “Ma cosa mi applaudite, voi non sapete nemmeno fare i sindaci …”.
E’ ancora questo il livello ? spero molto di no; altrimenti saranno davvero guai seri.