SANITA’: quella buona c’è anche a “Sala Consilina” … con la dott.ssa Barone

 

Aldo Bianchini

SALA CONSILINA – Mi preme, quasi come un doveroso obbligo prima di dare spazio assoluto alla campagna elettorale, parlare anche oggi di buona sanità, dopo aver dedicato l’articolo di ieri (lunedì 3.11.25)  ala Ruggi di Salerno e, in special modo, al suo dipartimento di ginecologia che è stato oggetto in questi ultimi giorni di due poderosi ringraziamenti per l’eccellente efficienza da parte dei familiari di A.G. di Nocera Superiore (la donna morta in reparto, fatto che ha scatenato ingiustamente i media) e della sig.ra Grazia di Sala Consilina (operata sempre in ginecologia a Salerno), evidenziare che anche in provincia esiste la buona sanità.

E’ vero che la nostra sanità pubblica non si sottrae a casi drammatici, ma è altrettanto vero che ci sono fulgidi esempi di come la sanità pubblica andrebbe amministrata da tutti i suoi operatori; nel segno dell’antico detto che vuole che il pesce puzza sempre dalla testa. E quando la testa è sana tutto funziona a meraviglia.

SANITA’ IN DISCUSSIONE – Da molti anni nel Vallo di Diano un po’ tutti si lamentano del fatto che la sanità pubblica non funziona, non offre molto garanzie di accettabile professionalità, non dispone di strutture adeguate e neppure di strumentazioni tecniche di grido; e che, infine, dove dette strumentazioni esistono non ci sono operatori in gradi di farle funzionare. E tutto questo nel silenzio rumoroso della politica locale che, a tratti, si espone e riesce a dare qualcosa di buono e di accettabile (leggasi l’impegno continuo e professionale del dr. Tommaso Pellegrino e dell’avv. Corrado Matera, consiglieri regionali uscenti e nuovamente ricandidati) anche, se non soprattutto, per ridare al presidio ospedaliero “L. Curto” di Polla l’antica dignità di ospedale zonale.

IL FATTO – Con questo bagaglio di notizie non troppo confortanti io personalmente mi sono portato, per due volte in pochissimi mesi, nel Distretto Sanitario di Sala Consilina per essere sottoposto (nei mesi di giugno e di ottobre) a visita medica diabetologica specialistica. La sala di accettazione non è delle migliori, questo è vero, ma la struttura non c’entra nulla con la professionalità e, difatti, il mio primo impatto con gli addetti alla accettazione è stato subito positivo, esauriente ed esplicativo. Pochi minuti di attesa e la prima chiamata per la misurazione del peso e della pressione da parte di una infermiera. Poi la richiamata e l’accesso nello studio del medico (una donna) specialista in diabetologia. Colloquio molto sostanziale condotto dalla specialista con molto garbo, sensibilità umana ed enorme professionalità. Era il mese di giugno; ritorno a Sala il 23 ottobre scorso e ben attento a capire se la scena si fosse ripetuta o quello che avevo vissuto a giugno era semplicemente un caso,

FINALE – Subito la risposta disponibile dell’accettazione, senso di misura e disponibilità; si ripete il momento del peso e della pressione e poi mi ritrovo al cospetto della specialista dott.ssa Teresa Barone che con grande signorilità e professionalità non disgiunta a naturale disponibilità mi accoglie, dialoga con me a lungo, mi solleva dal pensiero che la mia patologia è ormai risolta, e mi fissa una nuova visita per il prossimo mese di aprile 2026. Ringrazio e lascio la struttura meditando su tutte le sciocchezze che la stampa scrive sulla malasanità valdianese.

LA SORPRESA – Mentre esco dal plesso incrocio il mio amico dr. Luigi Mandia (direttore sanitario del presidio ospedaliero di Polla) al quale, dopo i convenevoli saluti, racconto quanto mi era accaduto per ben due volte nel Distretto Sanitario; e lui senza esitazione mi dice: “Scommetto che sei stato visitato dalla dottoressa Teresa Barone”; stupito confermo e lui aggiunge: “Anche qui a Sala e nel Vallo abbiamo le eccellenze, raccontale”.

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