RUGGI: il pronto soccorso negato ?

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – E’ utile premettere che quando si parla o si scrive delle unità strutturali destinate ai servizi sanitari di “pronto soccorso” lo si deve fare sempre in punta di piedi e sulla scorta precisa e documentata dell’argomento che si vuole trattare, tenendo presente che tutti i “pronto soccorso” del mondo sono luoghi delicatissimi e difficilissimi innanzitutto da realizzare progettualmente e poi da organizzare con le apposite risorse umane e tecnologiche in grado di far fronte a tutte le esigenze.

Chiunque intenda parlare o scrivere del pronto soccorso dell’Azienza Ospedaliero Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona – Scuola Medica Salernitana deve, comunque, tener presente innanzitutto che progettualmente il p.s. cittadino è stato realizzato, dal punto di vista progettuale, in maniera pessima; ma allora erano i tempi in cui la D.C. (balena bianca) assegnava sempre agli stessi progettisti la realizzazione delle opere quasi in fotocopia. E su questi lavori pubblici la magistratura di tangentopoli non mosse un dito.

L’accesso, poi, al p.s. è micidiale se si pensa che presenta nel suo tratto terminale una strozzatura e una mancanza di spazi che costringe ad una sorta di inversione ad “U” (caso forse unico al mondo) i mezzi di soccorso che arrivano e devono scaricare i pazienti davanti all’ingresso.

Quindi, al di là di ciò che di buono o di cattivo, accade all’interno della sensibile struttura, sarebbe il caso doveroso che questo primo gigantesco problema venisse una volta per tutte affrontato (anche dai partiti e dai movimenti civici) e risolto in maniera equilibrata e civile.

 

IL CASO (La richiesta di Polichetti) – In data 2 novembre scorso il prof. dr. Mario Polichetti (nella qualità di medico responsabile nazionale della sanità UdC) aveva richiesto “… di poter visitare con una delegazione provinciale il suddetto reparto al fine di poter tranquillizzare l’opinione pubblica fortemente agitata e preoccupata …”.

 

LA RISPOSTA (di Verdoliva, d.g. Ruggi) – Ovvia, naturale ed ineccepibile (almeno dal mio punto di vista) la risposta, datata 7.11.25, del direttore generale con la quale ha negato l’accesso al p.s. rimandando al mittente la richiesta per quattro ordini di motivi:

  1. L’imposizione, discendente dalla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, di limitare gli accessi ai soli soggetti autorizzati (tra i quali non risultano delegazioni politicizzate;
  2. La normativa regionale che attribuisce le funzioni di vigilanza e ispezione solo agli organi competenti (Regione, Asl, CC Nas, Direzione Sanitaria …);
  3. La recente circolare interna, datata 13 ott. 2025, che vieta tassativamente manifestazioni e visite (non strettamente personali) da parte di candidati e/o di rappresentanti di partiti o movimenti civici; anche, e non solo, perché a brevissimo ci saranno le elezioni amministrative regionali;
  4. La d.g. del Ruggi già dal 23 agosto 2025 si è attivata, istituendo apposito “audit” per un’analisi critica e sistematica della qualità della vita sanitaria all’interno del nosocomio cittadino; studio compiuto e definito con apposita relazione sui cui dati il direttore generale sta già procedendo.

 

LA REPLICA (di Polichetti) – Quasi immediata la replica del dr. Prof. Polichetti che con la nota del 7.11.25 esprime il suo totale dissenso contro “l’accesso non consentito” e annuncia che “le porte chiuse” sicuramente non fermeranno la sua azione personale e quella dell’intero UdC  con eventuale interessamento del Ministro della Sanità e del Consiglio Regionale.

 

CONCLUSIONI Premesso che a me personalmente, da cittadino prima e da giornalista poi, non appare per niente evidente “la denunciata agitazione e preoccupazione pubblica”, la risposta del dir. gen. ing. Ciro Verdoliva appare assolutamente non sconcertante, priva di qualsiasi elemento che possa evocare mancanza di trasparenza e, men che meno, di atteggiamento ostile del Ruggi verso chi cerca soluzioni e non polemiche (come invece ho letto da qualche parte !!). E, dulcis in fundo, la decisione del Ruggi di negare l’accesso mi appare molto lontana da chi potrebbe voler nascondere qualcosa.

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