REGIONALI: il ritorno di Federico

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Sembrava non volesse più fare politica attiva di prima linea, probabilmente voleva dedicarsi totalmente alla sua professione di brillante avvocato penalista-cassazionista ed alla cura del su personalissimo gruppo web “Cittadino Sudd” (con circa duecento membri effettivi) attraverso il quale trattare anche, se non soprattutto, i problemi politici-finanziari-imprenditoriali-lavorativi che assillano da molto tempo la città di Salerno, la Provincia salernitana e l’intera Regione Campania.

Il suo nome, è bene dirlo subito, è Federico Conte , tanto di laurea in giurisprudenza alla Luiss Guido Carli (figlio e fratello d’arte; suo padre Carmelo, uno dei grandi della politica socialista locale e nazionale, è stato ministro della repubblica per alcuni anni a cavallo tra gli anni 80 e 90; suo fratello Emmanuel è da una decina di anni consigliere comunale di Milano ed attuale presidente della Commissione Bilancio).

Questo il quadro, molto sintetizzato, del rampollo di una delle “famiglie politiche” più in vista di tutta la variegata politica locale che è riuscita ad affermarsi anche in campo nazionale con il famosissimo “laboratorio laico e di sinistra” ideato e voluto dal capostipite Carmelo e assunto a modello operativo dal Partito Socialista Italiano (PSI) su tutto il territorio nazionale.

Famosa ed irripetibile la risposta che l’allora giovanissimo Federico seppe dare ai vertici nazionali socialisti che lo avevano contattato per una sua possibile candidatura alla Camera dei Deputati; correva l’anno 2006, la chiusura delle liste per le elezioni politiche era imminente e da Roma si agitavano per una candidatura di eccellenza. Federico rispose: “In casa mia uno solo fa politica e si chiama Carmelo Conte” e gelò i vertici di quel partito ormai impaurito e depauperato.

Poi il padre lo ha convinto, ci si è messo di mezzo anche il fratello, ed eccolo pronto per le politiche del 2008 nella lista di “Liberi e Uguali”; trionfale, quanto inatteso, il suo ingresso nel Palazzo di Montecitorio per la XVIII legislatura della Repubblica dal 2008 al 2022 quando, per una serie indefinibile di contrasti, non presenta più la sua candidatura.

Importantissimo il famoso “Lodo Conte Bis” sull’iter della prescrizione giudiziaria (materia propria di Federico), frutto di un lavoro parlamentare intenso e professionale che può essere così sintetizzato per i non addetti ai lavori:

  • L’accordo – che è stato chiamato “Conte bis” non in riferimento al presidente del Consiglio, ma all’avvocato Federico Conte, deputato di LeU– stabilisce una distinzione tra condannati e assolti con lo stop del decorrere della prescrizione solo per i primi. Nel dettaglio, per gli assolti in primo grado, la prescrizione continua a correre; per i condannati si ferma dopo il primo grado di giudizio mentre il processo va avanti. Se il condannato subisce una nuova condanna, la prescrizione si blocca in maniera definitiva. Se viene assolto (ed è questa la grande novità), può recuperare i termini di prescrizione rimasti nel frattempo bloccati. In altre parole, il blocco scatterebbe, in via definitiva, solo per la doppia condanna, in primo e in secondo grado di giudizio.

 

Oggi scende in campo in una competizione elettorale che, se possibile, è ancora più difficile di quella politica nazionale; si candida con la lista del PD per portare avanti con trasparenza e legalità una serie infinita di problemi che assillano non solo la Provincia di Salerno (nel cui collegio è candidato) ma l’intera Regione Campania.

La sua immensa esperienza, la sua caratura professionale e la sua vicinanza alla gente ed al  territorio saranno il viatico giusto e rassicurante per tutti gli elettori che sceglieranno di dargli la loro preferenza.

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