Aldo Bianchini(
SALERNO – Come spesso accade mi fa molto piacere prendere spunto da una riflessione, su FB, dell’on. avv. Guglielmo Scarlato (noto figlio d’arte) sulle recentissime elezioni del nuovo sindaco di new York nella persona di Zohran Mamdani che ha strapazzato anche l’immarcescibile e troppo eterno Andrew Cuomo (già perenne governatore dello stato di new York) e l’intero apparato politico-burocratico-miliardario che domina la cosiddetta “big apple” fin dalle sue origini.
LA CRONACA – Un musulmano, nato in Uganda, che non potrà mai candidarsi alla presidenza degli USA, potrà davvero sconvolgere l’America e, dopo aver sconfitto a sorpresa l’establishement, avviare una “nuova era per la politica americana” ?
Al momento un dato è certo.
Alle 21:30 di martedì sera, 4.11.25, un’ondata di euforia ha travolto New York City. Da Brooklyn al Queens, fino a Manhattan, bar e watch parties gremiti di sostenitori sono scoppiati in festa. Zohran Mamdani aveva appena compiuto quello che molti definiscono una delle più sorprendenti imprese elettorali della storia politica americana recente: da un misero 1% nei primi sondaggi, a sindaco della città più grande e influente degli Stati Uniti.
IL PENSIERO DI SCARLATO – New York, ancora una volta, sorprende il mondo – Elegge Mamdani — un socialdemocratico dalle idee radicali, un uomo che porta con fierezza la sua storia di immigrato. Accade in un tempo in cui l’immigrazione è trattata come colpa, come minaccia, come ferita aperta da contenere. Eppure, New York sceglie di guardare avanti. Sceglie un musulmano, lei che ha conosciuto il più devastante attentato generato dal fanatismo. Ma è proprio qui, dove il dolore si è fatto memoria, che la città ritrova il coraggio di non chiudersi, di non rinnegare la propria essenza. Perché New York sa che la libertà non è mai prudente, che la paura non costruisce, che la diversità è la sua linfa vitale. New York non si lascia incasellare, né governare da schemi o paure. È intraprendente, inquieta, seducente, elettrizzante. Non si lascia addomesticare: respira, vibra, sfida. Il suo fremito di libertà è anarchico e puro, ribelle e contagioso. È la dimostrazione vivente che la vita — come la libertà — non si protegge chiudendo porte, ma aprendole. PS. Vorrei che capiste che io non ho voluto celebrare il talento di un candidato – sindaco (che non conosco a fondo), ma il fascino di una città unica al mondo.
RIFLESSIONI – Condivido, ma soltanto in parte il pensiero dell’on. avv. Guglielmo Scarlato per una serie di motivi che mi appresto qui ad elencare:
- New York non è l’America, è sicuramente una città affascinante ma non è la cosiddetta “pancia dell’America”, quella che ha eletto e poi rieletto Trump; quella pancia non vive la new York che tutti noi conosciamo nella sua identità multietnica ed anche miliardaria;
- Mi fa specie leggere che l’on. Scarlato possa rimanere colpito da un musulmano radicale che “”Non si lascia addomesticare: respira, vibra, sfida. Il suo fremito di libertà è anarchico e puro, ribelle e contagioso””; per quanto mi riguarda non “” È la dimostrazione vivente che la vita — come la libertà — non si protegge chiudendo porte, ma aprendole ma soltanto un pericoloso rivoluzionario che non ha niente a che fare con la sinistra americana;
- New York, infine, nella sua immensa etnicità e nel suo essere unica al mondo è una città che la stragrande maggioranza degli statunitensi non conosce e non riconosce come la capitale economica del Paese; e un fondamendalista, ancorchè musulmano, potrà cambiare davvero molto poco e mai avviare una nuova era.
Sul fatto è intervenuta anche la comica Luciana Littizzetto che ha sintetizzato così l’accaduto: <Hai fatto capire che al mondo ci sono partiti di sinistra che vincono, al contrario del Pd e che si può vincere a sinistra anche senza i De Luca di turno>.
Capisco che viviamo in un Paese dove anche i comici di bassa levatura si impegnano nella politica attiva sparando giudizi come se fossero propri della sinistra; quella stessa sinistra che farebbe bene a prendere le distanze da simili affermazioni, e non soltanto perché il nuovo sindaco di New York non è assolutamente catalogabile come un uomo di sinistra.