Aldo Bianchini
SALERNO – Per quanto mi riguarda Ernesto Sica, candidato nelle ormai imminenti elezioni amministrative regionali del 23 e 24 novembre nella lista di “Fratelli d’Italia – Cirielli Presidente”, può tranquillamente essere annoverato negli annali della storia come un “uomo dal multiforme ingegno” il cui capostipite rimane l’indomabile eroe omerico Odisseo (Ulisse).
Astuto sul piano squisitamente politico, proveniente dalla mitica scuola demitiana, è stato sindaco di Pontecagnano per più volte, è stato consigliere provinciale ed anche consigliere regionale.
Nell’arco della sua vita politica è stato in grado di tessere una fittissima rete di conoscenze e di amicizie, di quelle che contano ovviamente, per entrare nei palazzi del potere assoluto; da Palazzo Grazioli (buen retiro romano di Berlusconi,. Di cui si dice avesse addirittura le chiavi) al Palazzaccio della Suprema Corte di Cassazione, così come dal Palazzo della Consulta fino ad arrivare nel cuore del Quirinale; il resto, dalle varie sedi delle Corti di Appello giurisdizionali alle sedi politiche più accreditate a livello nazionale e locale, uno scherzetto.
Tanto che il presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano volle incontrarlo a Salerno, nel cine-teatro Augusteo, per stringergli la mano sotto lo sguardo molto vigile di Vincenzo De Luca; erano i giorni in cui il suo successo politico e personale stava toccando il massimo assoluto del vertice, con i suoi sfavillanti atteggiamenti pubblici diventati attrattori della massima attenzione della stampa in generale.
Poi, come spesso accade dopo aver toccato l’apice, ecco arrivare il declino che sembrava fatale e definitivo; almeno fino a qualche mese fa, quando eccolo rispuntare dal cilindro di Edmondo Cirielli (candidato per la presidenza della Regione Campania) che lo ha candidato nelle liste del suo partito nel nome e nel segno di Giorgia Meloni.
Ora lo attende la prova più difficile, forse !!, della sua vita politica; fra qualche giorno sapremo se riuscirà a rientrare nelle stanze del potere regionale dove già c’era stato nel 2010 addirittura con l’incarico di assessore nella giunta di Stefano Caldoro (centro destra) prima del decennio deluchiano.
Comunque sia o comunque la si pensi, Ernesto Sica rappresenta una vera e propria iniezione di novità, di fiducia e di freschezza per la paludata generazione politica locale, e non solo.