REGIONALI: la Volpe della politica … nel deserto !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Se c’è mai stata una volpe nel deserto, quello era soltanto il nomignolo attribuito al generale Erwin Rommel nel corso della seconda guerra mondiale (dopo i successi di Caporetto nella grande guerra e la campagna di Francia nel secondo conflitto mondiale, fino alle imprese dell’Afrikakorps sul fronte nord-africano ed alla disfatta di El-Alamein) non per il fatto che fosse un nazista (non lo fu mai !!) ma per la semplice ragione che era un grandissimo stratega militare-politico, autore di numerosi libri sull’organizzazione degli eserciti. Guadagnò anche il titolo di “feldmaresciallo”.

Cosa c’entra la “Volpe del deserto” con il giovane Andrea Volpe (consigliere regionale uscente del PSI e ricandidato con la lista “Avanti Campania – PSI”)) e con la sua campagna elettorale ormai giunta al termine per le elezioni del 23 e 24 novembre prossimi, si chiederà sicuramente qualcuno.

C’entra e come perché, almeno per quanto mi riguarda in forza di un punto di osservazione privilegiato (età e lunga esperienza di politica non praticata ma seguita da sempre) che mi suggerisce ormai da tanto tempo di inserire il nome di Andrea Volpe tra i soggetti politici nostrani che, grazie al fatto di essere figlio d’arte di un ottimo politico ancora in campo, riescono a ridare alla politica il giusto senso della sua stessa esistenza dedicandole tutto se stesso ed anche oltre per praticarla come soltanto un vero appassionato sa e deve fare nell’ottica di prestare “un servizio” e non per trarne un vantaggio personale.

Del resto se la “famiglia Volpe” (che qualche giorno fa ha festeggiato il 70 anni del capostipite Mimmo) da qualche decennio gode della fiducia e del consenso di una vasta fascia di elettori di un territorio non facile, è il segno che la loro azione è stata sempre dispiegata con grande capacità di coinvolgimento della gente che da un politico si aspetta risposte ed ascolto.

E l’ancor giovanissimo Andrea Volpe (beato lui !!) difatti non si è arreso alla prima mancata elezione, quella del 2015, ma si è ripresentato più convinto e più attrezzato nella competizione elettorale regionale del 2020, battendo tutti gli avversari ed entrando in Regione dal portone principale in forza di “una strategia politico-organizzativa” (da qui il riferimento a Rommel) che ha saputo portare avanti in tutti e cinque gli anni del suo mandato per meritarsi una ricandidatura per una riconferma che tutti si aspettano come assolutamente certa.

La sua indole politica del resto non è stata mai in discussione, Andrea Volpe è stato ed è un socialista convinto; e bene fece qualche anno fa il segretario nazionale del PSI Enzo Maraio a sceglierlo come importante riferimento del partito in Regione Campania.

Non a caso e non per caso è riuscito a far approvare, lui da giovane per tutti i giovani campani di età compresa tra i 18 e i 34 anni, la proposta di legge (scritta dai ragazzi) su arte e cultura gratis.

L’altra dote importantissima di Andrea è quella di aver fatto il consigliere regionale come ognuno dovrebbe fare il consigliere regionale, dedicando cioè tutto il suo tempo al mandato conferitogli dagli elettori che da Lui e dalla Regione si aspettano risposte chiare ed inequivoche in quanto la Regione è una istituzione funzionale ed importantissima nel collegamento tra territorio e governo nazionale; e questo il candidato Volpe lo interpreta nella maniera migliore possibile.

Oltretutto è disponibilissimo al dialogo, al confronto e, soprattutto, all’ascolto della controparte nel rispetto assoluto anche di chi non è portatore della sua stessa idea politica e gestionale della cosa pubblica.

Insomma Andrea Volpe è un vero socialista portatore di quel “profumo di garofani” che, con lealtà e trasparenza, oltre trent’anni fa aveva entusiasmato e travolto l’Italia intera.

 

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