Aldo Bianchini
SASSANO – Una cerimonia, anzi una celebrazione sentita e realmente vissuta con molta attenzione e partecipazione da una moltitudine di fedeli presenti nella Chiesa Madre di Sassano; parlo della cosiddetta “Festa del Giubileo” organizzata in onore del parroco don Otello Russo per il compimento del suo 25° anno di lavoro e di servizio strettamente al fianco della comunità.
C’è una regola nella Chiesa, anche se non è un dogma come la fede, che vorrebbe lo spostamento del parroco in altra sede dopo nove anni di permanenza nel posto; se ciò non accade, e per don Otello non è accaduto, ci devono essere sempre dei motivi molto speciali che ogni Vescovo (e Sua Eccellenza Padre Antonio De Luca – vescovo di Teggiano e Policastro) valuta serenamente e molto attentamente; ancor più quando un vescovo come De Luca è già passato alla storia di questa diocesi come quello che più di tutti i suoi predecessori ha spostato, e sposta, i presbiteri da una parrocchia all’altra senza tentennamento alcuno.
Lo ha spiegato, o almeno ha cercato di farlo, lo stesso parroco don Otello quando nel corso della fastosa, ma solo dal punto di vista della fede, ha elencato tutto ciò che con grande sacrificio ha pensato di fare, ed in gran parte ha realizzato, per la comunità sassanese che la sera del 15 novembre scorso lo ha ascoltato in un profondo e religioso silenzio (alla presenza di quattro sindaci e di un consigliere regionale) prima di scoppiare, alla fine, in un lungo e fragoroso applauso.
IL PROGETTO – Oltre 25 anni fa, quando don Otello fu invitato dal vescovo Mons. Angelo Spinillo nel 2010, a prendere possesso della parrocchia di Sassano, dopo avere a lungo riflettuto si impose la costruzione di un progetto che potesse essere quanto più condivisibile possibile dalla comunità dei fedeli; e punta tutta la sua progettualità sui giovani con un programma inclusivo a lunga scadenza. Sta di fatto che anche la sera del giubileo don Otello è stato letteralmente sommerso dall’affetto dei giovani.
IL SOGNO e il RISVEGLIO – Dall’alto del pulpito don Otello, la sera del 15 novembre ha superato se stesso quando ha raccontato del suo sogno ricorrente in età giovanile. “Sognavo, mi svegliai e capii che la mia vita doveva necessariamente essere di servizio verso i fedeli e le comunità che sarei stato chiamato a sostenere nella mia attività di sacerdote”. Ho seguito quel sogno e l’esito di quel risveglio -ha aggiunto- nel corso di tutta la mia vita, difatti non ci sono obiettivi ambiziosi nella mia esistenza, sono e rimarrò un parroco per sempre.
IL GIUBILEO del 25.11.25 – La Chiesa Madre gremita, tantissimi i giovani presenti, diversi presbiteri per la celebrazione della Santa Messa, la presenza del Vescovo S.E.Mons. padre Antonio De Luca (Vescovo di Teggiano – Policastro), quattro sindaci (Sassano, Petina, Sant’Angelo a Fasanella e Ottati) e un consigliere regionale (dr. Tommaso Pellegrino) nella prima fila di banchi, i familiari più stretti hanno contribuito a rendere quanto mai più suggestiva l’intera cerimonia, con tanto di coro e con la regia delle più fedeli del parroco, che nonostante la sua non breve durata ha riscosso fragorosi applausi dall’inizio alla fine.
Ma sull’uomo e sulla figura di sacerdote di “don Otello Russo” c’è tanto altro da dire; nel corso della sua apprezzata e seguita omelia ha pronunciato soltanto “parole pensate, profonde, penetranti, mirate e, soprattutto, sincere; nell’ottica di chi vuole spiegare e trasmettere nell’immaginario collettivo il progetto che lo accompagna da sempre come umile servitore della Chiesa Cattolica Romana”.
La festa di giubileo per don Otello è poi proseguita in Piazza Umberto 1° del centro storico dove le organizzatrici e gli organizzatori dell’evento hanno offerto al numeroso pubblico presente un ricco e piacevole buffet, con le note della compagnia di musica locale.


