GIORNALISMO: l’attacco a “La Stampa” e il … “the night after tomorrow” della Albanese

 

Aldo Bianchini

SALERNO – E’ un film, è un documentario, è un romanzo a tinte gialle, è un attacco proditorio alla libertà d’informazione ?

No, quello di Francesca Albanese (la cosiddetta “relatrice speciale” delle Nazioni Unite -ONU- sui territori palestinesi occupati) è molto più semplicemente il “the night after tomorrow” della  estrema sinistra italiana che negli ultimi tempi ha creato due “mostri irreversibili” come la stessa Albanese e la Ilaria Salis.

Ma la Albanese (definita “cattiva maestra” sul Corsera da Antonio Polito), diventata non si sa perché all’improvviso un personaggio della nostra politica nazionale e internazionale,  dopo il vergognoso – facinoroso – vigliacco e distruttivo attacco di venerdì 28 novembre 2025 alla redazione del quotidiano La Stampa di Torino, è andata anche molto oltre a tutto ciò che è legittimo pensare e mettere in atto in uno stato democratico in cui il voto popolare è un “dogma” imprescindibile che bisogna rispettare sempre – comunque e dovunque.

Cosa ha detto la Albanese dopo avere senza troppa enfasi condannato la distruzione della redazione ?

Leggete con attenzione: “”… questo deve essere anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro, per riportare i fatti al centro del nuovo lavoro e, se riuscissero a permetterselo, anche un minimo di analisi e contestualizzazione … è necessario che ci sia giustizia per quello che è successo alla redazione. Sono anni che incoraggio tutti quanti, anche quelli più arrabbiati, la cui rabbia comprendo e credetemi è anche la mia, che dico bisogna agire così …  con le mani alzate, che non bisogna commettere atti di violenza nei confronti di nessuno … per non aver coperto quello che è successo a Genova e in altre 40 o 50 città italiane dove sono in tantissimi a essere scesi in piazza … Tutto quello che ho detto e che continuo a dire è che condanno la violenza e condanno l’attacco a La Stampa. Ma la violenza anche dentro a un sistema violento finisce per rafforzare il sistema che ci opprime … “” (fonte Il Mattino – ed. 30.11.25).

Credo che la stragrande maggioranza degli italiani, anche quelli più semplici e senza grilli politici e/o rivoluzionari per la testa, possano trarre le loro pacifiche considerazioni; ad ognuno la propria libertà di pensiero.

Siccome chi scrive, contrariamente a quanto afferma la Albanese che umilia i giornalisti incapaci secondo lei di “un minimo di analisi e contestualizzazioni”, fa sempre analisi e contestualizzazioni (a volte anche sbagliando, ma è umano !!), questa volta si permette il lusso di analizzare e contestualizzare la stessa Francesca Albanese chiedendo ai lettori: “Ma la Albanese è italiana ?, dalle generalità sembrerebbe di si, e allora perché nessuno la butta fuori da quel prestigioso incarico all’ONU che dovrebbe rappresentare, nei fatti, l’Italia intera ?”. Perché se sta in quel posto qualcuno ce l’ha messa, o no ? E allora quel qualcuno potrebbe e dovrebbe anche poterla rimandare a casa.

E mi sono chiesto, infine, perché la sinistra italiana (che la Albanese sta sputtanando con le sue vergognose incursioni) non cerca di fermarla e di rispedirla nell’anonimato da dove è arrivata ?

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