Aldo Bianchini
SALERNO – Negli ultimi tempi è diventato davvero molto difficile dire ad una donna che sta indossando abiti succinti e fuori dalle regole; qualora uno lo facesse sarebbe subito, non dico preso a parolacce ma addirittura malmenato se le donne in questione sono più di una.
Questo mito della parità di genere è diventato quasi ridicolo, per non dire insopportabile, negli ultimi tempi.
E gli uomini, anzi i maschietti, si sono subito anch’essi adeguati per mettere in mostra, con pantaloni strettissimi, gli attributi anteriori e il famoso lato “B” comune anche alle donne oltre alle classiche tette.
Ma fin qui niente di nuovo sul fronte del rispetto che, comunque, anche turandosi il naso (come nel mio caso) si deve alle scelte personalissime sia di maschi che di femmine nel look che ognuno di loro, e di noi, preferisce esibire spavaldamente in pubblico.
La cosa, però, cambia decisamente aspetto quando si parla di uomini e donne in attualità di servizio operativo nelle forze dell’ordine in quanto sicuramente nessuno di loro potrà ami invocare “la parità di genere”, soprattutto nell’abbigliamento ufficiale da indossare nel corso del loro difficile e pericoloso lavoro; su questo credo che tutti possiamo e dobbiamo essere d’accordo.
Difatti vedere una poliziotta in minigonna e con maglietta scollata, così come vedere un poliziotto con pantaloni molto stretti, dovrebbe almeno suscitare un momento di sdegno collettivo, ben al di là della fin troppo millantata parità sia femminile che maschile.
Seguo, come tutti voi, i vari telegiornali nazionali ho assistito qualche giorno fa sul TG/5 ad un servizio sulla delinquenza organizzata ed al lavoro di sorveglianza delle forze di polizia. Come si vede benissimo dalla foto in alto i due poliziotti di pattuglia, con pistoloni di ordinanza ben mostrati, indossano pantaloni sicuramente non di ordinanza e/o altrettanto sicuramente modificati al punto che gli stessi rendono ben visibile la conformazione del loro lato”B”, ed è bene fermarsi qui che è già abbastanza.
Sul TG/4 ho, invece, visto un servizio inerente l’intervento operativo contro, credo, il fenomeno delle rapinatrici. Ho riguardato bene l’immagine ed oltre a notare il pantalone attillato ho visto anche che la poliziotta in primo piano ha nella sua mano destra un ombrello (forse per coprirsi per un imminente acquazzone). Qualcuno, ovviamente, dirà che l’ombrello è stato sottratto alla rapinatrice, ma vedere una poliziotta in giro con un ombrello in mano fa un po’ specie.
Naturalmente al di là di questi aspetti poco condivisibili va detto con fermezza che donne e uomini delle Forze dell’Ordine lavorano con professionalità e si sacrificano per tutti noi con grande abnegazione; al netto del fatto che pochi e ben individuabili atteggiamenti venissero rapidamente corretti.