REGIONALI: è purga politica a Teggiano ?

 

Aldo Bianchini

 

VALLO di DIANO – Non sarà una “purga politica”, come dichiarato dal sen. Antonio Iannone (coordinatore regionale di FdI) che ha già annunciato una interrogazione parlamentare sulla scabrosa vicenda; ma come diceva Andreotti “a parlar male si fa peccato ma spesso ci si indovina”.

Del resto a far trapelare qualche dubbio è lo stesso contenuto del comunicato stampa preparato e diffuso da “Comune di Teggiano News”, scritto male, forse d’acchitto e con i nervi a fior di pelle. Quando si scrive bisogna essere sereni anche più del normale perché gli scritti restano (e non uso volontariamente l’allocuzione latina come fanno tanti presunti saccenti) e possono, anzi devono, essere oggetto di attenta lettura.

Dico subito che interessa davvero molto poco il fatto che nel c.s. siano stati citati gli estremi di legge sulla cui base il sindaco ha proceduto, questo non copre il fattaccio che è riferito alla revoca della delega di assessore alla dott.ssa Marisa Federico da parte di un indignato speciale che è il sindaco del Comune di Teggiano Michele Di Candia che, tra l’altro, è un ottimo amministratore locale.

Ma rileggiamo attentamente la dichiarazione, ascrivibile al Sindaco, contenuta nel c.s. diffuso il 1° dicembre 2025:

  • “La candidatura di un amministratore alle elezioni regionali è una scelta legittima, che rispetto pienamente ma il popolo elegge i consiglieri comunali, mentre la delega da assessore è un mandato fiduciario che affida il sindaco. In questo caso non sono stato né informato né coinvolto prima della decisione: ho appreso la notizia della candidatura di Marisa Federico solo dalla stampa. In una Giunta comunale, invece, trasparenza, condivisione e lealtà sono condizioni indispensabili, perchè la credibilità e l’affidabilità dell’amministrazione comunale rappresentano un patrimonio da salvaguardare. Proprio per questo, ogni scelta personale che incide sugli equilibri politici e istituzionali deve essere prima condivisa con il sindaco e con la squadra di governo. Quando questo non avviene, il rapporto fiduciario che lega sindaco e assessore inevitabilmente si interrompe”.

 

Chiarisco subito che non ho mai conosciuto la dott.ssa Federico e non sapevo neppure che fosse assessore a Teggiano, so per certo che è la sorella del dr. Cono Federico (direttore generale della Banca Monte Pruno) ma questo è decisamente meno importante dell’accaduto.

Quindi senza schierarmi né dall’una e né dall’altra parte mi corre, però, da osservatore l’obbligo di evidenziare almeno un paio di sfasature nella dichiarazione del sindaco partendo proprio da una considerazione espressa nello stesso testo del c.s.:

  • L’attuale amministrazione comunale di Teggiano è nata da una lista civica e trasversale, che ha visto insieme sensibilità diverse, nel rispetto del pluralismo e dell’autonomia di ciascun amministratore. Proprio per questo, il sindaco sottolinea che la scelta non è legata alla candidatura in sé alle recenti elezioni regionali, ma alle modalità con cui tale scelta è maturata.

 

1 – Dunque se la lista civica e trasversale vincente a Teggiano era composta da candidati civici e trasversali viene da se pensare che in essa possa esserci stato anche qualche candidato non schierato a sinistra come lo è il sindaco;

2 – Se è vero come è vero che “la delega da assessore è un mandato fiduciario che affida il sindaco” (parole di Di Candia), lo stesso sindaco è titolato a revocare la delega ma solo per motivi seri che vanno contro lo spirito che ha ispirato la lista civica e trasversale.

 

Il problema è capire quando e perché il mandato di fiducia viene meno in maniera irreversibile; una fiducia che dovrebbe essere venuta meno nello scorso mese di ottobre, quando cioè furono depositate le liste, perché (stando sempre alla dichiarazione del sindaco) “In questo caso non sono stato né informato né coinvolto prima della decisione: ho appreso la notizia della candidatura di Marisa Federico solo dalla stampa” (sempre la stampa in mezzo !!).

Se davvero la fiducia è venuta meno doveva essere venuta meno lo stesso giorno del deposito delle liste; e allora perché, sfiducia latente, il sindaco ha aspettato 40gg per revocare la delega alla Federico ? Questo fa crescere un altro dubbio; vuoi vedere che se la Federico fosse stata eletta tutto sarebbe filato per il verso giusto ?

Per carità tutto legittimo anche dopo 40 giorni; ma questo ingenera dubbi e perplessità, tanto da mettere nelle condizioni il sen. Iannone di parlare di “purga politica” alla base della sua annunciata interrogazione parlamentare e la stessa Federico di dichiarare:

  • Io apprendo solo dalla stampa che il sindaco mi ha tolto le deleghe. Delle mie scelte politiche e della mia candidatura era a conoscenza. Aspetto di leggere il provvedimento» evidenziando «la maleducazione comportamentale del primo cittadino, che ancor prima di notificarmi il provvedimento si copre dietro un comunicato stampa.

 

Benedetta stampa, mi sono detto, possibile che sia sempre colpa sua ?

 

 

 

 

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