Aldo Bianchini
SALERNO – Francesca Paola Albanese (nata ad Ariano Irpino -AV-) è una giurista italiana, esperta di diritto internazionale, specializzata in diritti umani e Medio Oriente.
La definizione di “giurista” mi fa ridere; in questo Paese ormai i giuristi non si contano più, so a decine di migliaia (se non centinaia di migliaia) ed è sufficiente conseguire una laurea in giurisprudenza per autocelebrarsi giuristi. Povero Calamandrei, si starà rivoltando nella tomba.
Dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati con nomina che dal mese di maggio di quell’anno doveva durare per tre fino al 2025; frettolosamente qualche mese fa la commissione speciale del Palazzo di Vetro, su spinta speciale della sinistra italiana, le ha riconfermato l’incarico per altri tre anni che dovrebbero scadere nel maggio del 2028. Ricevimenti, viaggi, scorte, convegni, cittadinanze e deferenze a spese del popolo italiano per un personaggio che di quella carica ne sta facendo uno strumento di lotta politica; e qualcuno già pensa di candidarla nelle politiche del 2027.
Quindi la Meloni e tutto il cdx italiano dovranno sopportarla per altri tre anni e, soprattutto, dovranno impegnarsi a limitarne l’impatto negativo che potrebbe avere sulle elezioni politiche nazionali del 2027. Ma questo non è un problema eccessivo in quanto la Albanese, nella sua farneticante autocelebrazione manco fosse la novella Zarathustra, fa di tutto per scioccare gli italiani che non avendo l’anello al naso capiscono benissimo che la sua missione non è tanto quella di pensare ai territori palestinesi occupati ma di cercare di contrapporsi al governo nazionale ed alla straripante Giorgia Meloni senza se e senza ma; insomma uno degli ultimi strumenti (tra questi c’è il cocciuto sindaco di Torino Stefano Lo Russo) nella mani della sinistra che, come spesso accade, produrrà l’effetto al contrario.
Ovviamente le crepe nella stessa sinistra, o almeno le menti pensanti della sinistra, hanno capito gli effetti negativi degli apodittici sproloqui della Albanese e inco0minciano a spaccarsi o, almeno, ad assumere posizioni distinte dalla massa; leggasi la brillante Sara Funaro sindaca di Firenze che ha decisamente detto un bel no alla concessione della cittadinanza alla Albanese che, scontenta e quasi scandalizzata e offesa dal no, ha replicato con l’ironia tipica del nostro De Luca: “Purchè mi sia risparmiato l’esilio perpetuo”. E si è svegliato anche il lento Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, che si è riservato una serena riflessione.
Questo fa subito pensare al fatto che la novella Zarathustra crede molto fermamente in se stessa, tanto da assumere spesso atteggiamenti irridenti e provocatori come fece con il malcapitato Matteo Lepore, sindaco di Bologna, vergognosamente rimproverato dalla Albanese senza alcun freno e solo perché il povero cristo di Lepore si era permesso di esprimere il proprio pensiero sionista pur difendendo la Palestina.
La sinistra italiana si ravveda presto e prima che ne combini una più del diavolo cerchi di fermarla, in caso contrario saranno guai seri.
Ma quello che non fa la sinistra italiana lo ha fatto il segretario di stato USA Marco Rubio che l’ha accusata di «fomentare l’antisemitismo, esprimere sostegno al terrorismo e disprezzare gli Stati Uniti e Israele» e l’ha sanzionata; anche contro il parere di Amnesty International.