Aldo Bianchini
SALERNO – Sembra ieri, ma sono passati già oltre dieci anni da quando in quel maledetto marzo del 2015 a sorpresa il mitico Zaccaria Tartarone, detto Ruccio, ci aveva lasciati.
Zaccaria per me è stato qualcosa di più che un semplice amico; senza tema di smentite riaffermo di averlo avviato io al mondo della televisione locale dopo averlo conosciuto nel Centro Sportivo Villaggio del Sole dove mi era stato presentato dal dr. Mario Carugno (medico di Pontecagnano) alla fine degli anni ’80; ed a lui capitò di ereditare la famosa trasmissione “Sport & Sport” che io stesso avevo condotto sulle frequenze di Tv Oggi Salerno.
Ma questa è storia ormai risaputa; giovedì 4 dicembre 2025 è stato assegnato al giornalista Pietro Perone il premio giornalistico “Zaccaria Tartarone“. La cerimonia si è tenuta alle 10 nel Centro Sociale di Salerno in via Guido Vestuti.
Il tema della nona edizione dell’importante riconoscimento è stato “Quarant’anni senza Giancarlo Siani“; il giovane giornalista de Il Mattino che fu barbaramente ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985.
Il libro di Perone è il resoconto di un’indagine già raccontata dallo stesso Perone nel libro “Terra Nemica” Edizioni San Paolo e nel documentario “Quaranta anni senza Giancarlo Siani“, scritto dallo stesso Perone e diretto da Filippo Soldi, una produzione Combo International in collaborazione con Rai Documentari, già visibile su RaiPlay, il documentario è un monito che urla la verità.
Un riconoscimento importante quello che è stato assegnato al giornalista-scrittore Pietro Perone, utile per ricordare a tutti la figura del nostro indimenticabile “RUCCIO” che, nei suoi lunghi anni di televisione, ha lasciato un segno profondo nel mondo del giornalismo salernitano emigrato anche all’estero con i suoi clamorosi reportage dall’Argentina me dall’Europa dell’est.
Del resto quando un premio nasce pochi mesi dopo la dipartita di un personaggio e arriva alla sua nona edizione vuol dire, senza tentennamenti, che davvero quel 13 marzo 2015 abbiamo tutti perso un vero giornalista, oltre che un vero uomo sempre umile, disponibile al dialogo e professionalmente molto preparato.