Aldo Bianchini
VALLO di DIANO – Quando ho avuto in regalo il libro “Una storia di musica, famiglia e amicizia” la prima cosa che mi ha colpito è stata la foto di copertina che ritrae un giovane Tami Pinto che, con i baffi, ha le sembianze molto avvicinabili, se non addirittura sovrapponibili, al grande Mimmo Modugno, il grande cantautore pugliese noto in tutto il mondo con il suo “Nel blu dipinto di blu”.
Da qui, credo, l’opportuna citazione di Tommaso Pellegrino (nelle vesti di un convincente ed appassionante “conduttore di programmi televisivi e/o di serate in musica” (meglio di tanti giornalisti improvvisati e non !!) che ha richiamato l’attenzione dei numerosissimi presenti sul fatto che molto verosimilmente ci trovavamo nel teatro Ariston di Sanremo anziché nel salone delle feste del ristorante Antica Tenuta di San Rufo nel cuore del Vallo di Diano.
E la festa, anzi il grande show di domenica 30 novembre 2025, era proprio lì con protagonista assoluto Tami Pinto di Sassano, musicista di provata fama ed esperienza, stretto dall’affetto dei suoi carissimi familiari: la moglie Michelina De Luca, il figlio Pino, i nipoti Erika e Gaetano (Tami junior), i fratelli Angelo e Gianni (pluristrumentisti).
La serata è stata condotta da Pierino Cusati (noto giornalista valdianese) in presenza di personaggi molto noti: in primis Tommaso Pellegrino, poi l’avvocata Rosa Lefante (Banca Magna Graecia), il manager musicale Gregorio Fiscina e lo stesso Tami Pinto.
Lo show è andato avanti per oltre due ore senza avere mai un momento di caduta, l’ascolto è stato dal primo all’ultimo minuto sempre attento, partecipato e convintamente assorbito nel contesto di una indimenticabile serata dove anche la voce diretta di Tami è ritornata alla ribalta con le canzoni “Pane, burro e marmellata” e “Briciola“ che per anni hanno costituito l’ossatura portante di centinaia e centinaia di serate musicali, stupendamente riprodotte in sala da Pino, il figlio, davanti ad un pubblico letteralmente coinvolto in una cantata generale.
Davvero interessante, sul piano dell’opera di vero e proprio talent-scout di Tami Pinto, è stato il video messaggio inviato via whatsapp dalla notissima cantante ARISA, scoperta e lanciata nel corso del Cantavallo del 2002 (una creatura musicale di Tami di alcuni anni fa), che ha così voluto ringraziare il “suo maestro” in uno dei giorni più belli e significativi della sua vita. E lo ha fatto a pojhe ore di distanza dall’annuncio di Conti che la scoperta di Tamì sarà di nuovo una delle protagoniste del Festival di Sanremo del 2026.
Il momento più commovente si è registrato quando la nipote Erika ha letto pubblicamente una lettera, struggentemente affettuosa, dedicata al nonno e che qui di seguito riproponiamo:
“”Ci sono musiche che non si ascoltano soltanto: si riconoscono.
Il “Love Theme” di Nuovo Cinema Paradiso è una di quelle. Appena parte, mi riporta subito alle cose più care: casa dei nonni per esempio, i rumori familiari, le risate, quella leggerezza che da bambini sembra normale… e che oggi mi scalda il cuore ancora di più. L’ho scelta per te nonno perché questa musica parla dell’amore che resta, dell’affetto che attraversa gli anni e dei legami veri — quelli che costruiscono una famiglia. Ed è esattamente ciò che tu hai sempre rappresentato per noi: i tuoi valori, la tua capacità di unire, di farci stare bene tutti insieme… e, ovviamente, la Musica, che per te non è mai stata solo una passione, ma un modo di vivere. Mentre la suonavo, mi sono tornati in mente tanti momenti: io e Gaetano al piano con te, le canzoni cantate male apposta per ridere, i balletti improvvisati, la tua voglia di trasmettere. E non solo: mi ricordo quando mi trascrivevi le canzoni, quando mi davi i primi raccoglitori di spartiti per incoraggiarmi, per farmi continuare. All’epoca sembrava un gioco… oggi capisco che era un regalo immenso: ci stavi insegnando, senza dirlo, che la musica è un posto in cui tornare quando serve. E poi ci sono le tue frasi che negli anni non sono mai cambiate: “Erika, ma ogni tanto il violino lo tocchi? È importante … nonno te lo deve dire! Stai attenta, mi raccomando”. Me lo dicevi ridendo, ma dietro c’era sempre il tuo modo affettuoso di ricordarmi chi sono. Qualche giorno fa chiedevo a papà: “Che possiamo fare di speciale per nonno?” Abbiamo pensato a una targa, a un riconoscimento … poi lui mi guarda e dice: “Suonagli qualcosa col violino. È la cosa che gli farà più piacere”. E aveva ragione. Perché la musica è il nostro linguaggio di famiglia, quello che ci lega più di ogni altra cosa. E allora, dopo queste note, spero che tu abbia sentito tutto: la leggerezza dei ricordi, l’allegria di quello che siamo e la gratitudine per tutto ciò che ci hai trasmesso. Questa musica è per te, ed è un modo per dirti grazie — con le note, proprio come ci hai insegnato tu. Erika “”.
Quello di Tamì non è un libro nel senso letterale vero e proprio, piuttosto è uno voluminoso album fotografico che narra la storia di una famiglia di musicisti; una storia iniziata negli anni ’60 che continua ancora oggi con la Pino Pinto Show e con i revival che di tanto in tanto si concedono Tami, Angelo e Gianni per ritrovarsi da fratelli e come fratelli sui palchi calcati per tantissimi anni.
Nelle note scritte sia da Tamì che dalla moglie Michelina si percepisce una certa malinconica tristezza nel non vedere trasparentemente riconosciuta la loro azione, continua e professionale, che comunque ha portato il nome di Sassano e della sua comunità in varie regioni d’Italia. Non è del tutto vero; Tamì conta su una vastissima popolarità tra i sassanesi che in Lui vedono la bandiera della musica locale esportata all’esterno.
Tanto è vero che proprio in questo senso, anni fa, si sono mossi l’ex sindaco Tommaso Pellegrino e il giornalista Pierino Cusati per creare “Sassano, città della musica” che attraverso l’omonima associazione restituisce a Tamì quello che è di Tamì.
E Tamì, profondamente religioso, non poteva non scrivere una preghiera , che è anche un messaggio per tutti, nell’ottica di un bene e di un privilegio ricevuto dal Signore nel corso di tutto il suo lungo viaggio di vita e di professione musicale:
- Con l’auspicio che questo viaggio nel passato Vi abbia fatto ricordare qualcosa di bello, consentitemi di concludere ringraziando con questa mia musica che ho dedicato a Dio per averci accompagnato in tutti i viaggi di lavoro che dal 1970 ci hanno portato in centinaia di località di 25 province di ben 7 regioni italiane facendoci ritornare sempre a casa. Grazie a Dio da me, da Michelina, dalla mia famiglia e da tutti i componenti dell’orchestra Pinto.
Ma naturalmente la prolifica attività culturale e musicale di Tamì Pinto non è cominciata e non finisce con “Una storia di musica, famiglia e amicizia”, il libro-raccolta fotografica presentato domenica 30 novembre che è la giusta e doverosa continuazione del discorso storico della band e della famiglia cominciato nel luglio del 2013 con la pubblicazione di “Musica Amore Mio – La musica è un dono di Dio” (sempre a firma di Tamì Pinto; un libro che riscrive, attraverso i pentagrammi musicali di oltre cento canzoni, tutta la storia di una grande famiglia sassanese che ha dedicato la vita di tutti i suoi componenti alla musica, non tanto come mestiere piuttosto come grande passione da vivere intensamente per trasmettere messaggi di gioia, allegria e serenità a tutti quelli che nel corso di oltre cinquant’anni di carriera hanno dato al “maestro Pinto” la spinta giusta per creare, resistere, ingrandire e promozionare il suo discorso musicale anche come un messaggio di vita e di speranza.

