PORTA OVEST: Le rotatorie tecniche e quelle politiche

 

 

Aldo Bianchini

 

SALERNO – Quando diversi mesi fa fu annunciato dalla politica salernitana che Porta Ovest sarebbe stata aperta entro e non oltre il 31 dicembre 2025 (cioè fra poco più di venti giorni) ebbi, sinceramente, molte perplessità e scrissi che la politica nostrana avrebbe fatto meglio a non sparare date precise per poi non mantenere le promesse, soprattutto quando ci si trova in presenza di grandi lavori pubblici come quello della citata Porta Ovest.

Quella manifestazione di successo e taglio del nastro, tra il goliardico e il gioioso, fastosamente celebrata il 1° marzo 2025 con l’abbattimento del diaframma che univa le due parti opposte delle gallerie, ha dimostrato presto tutta la sua inconsistenza e i lavori si sono arenati per finire nelle secche prolungate della burocrazia.

Il taglio del nastro avvenne in presenza del governatore Vincenzo De Luca, del sindaco di Salerno Enzo Napoli e del presidente dell’autorità portuale mediterraneo centrale Andrea Annunziata; e fu proprio quest’ultimo ad annunciare la data del 31 dicembre 25.

Anche allora ci fu un dialogo scritto tra me e l’ammiraglio Perillo; un dialogo che concordava su più punti, soprattutto sul fatto che quella data del 31 dicembre sarebbe stata facilmente superata in un sol balzo.

Oggi tutto questo appare come fosse già accaduto ed allontana nel tempo futuro l’uiti8lizzo di una infrastruttura che rischia seriamente di essere già obsoleta ancor prima della sua inaugurazione reale.

E l’arch. Ammiraglio Gaetano Perillo mi scrive nuovamente, perché tutto è ancora possibile, anche rivedere alcune definizioni progettuali alla luce sei suggerimenti gratuitamente offerti dalla stesso ammiraglio:

 

LA LETTERA

Gentile direttore Bianchini,

Con periodica cadenza, appare sulla stampa cittadina il tema della Porta Ovest con la problematica riguardante le sue interconnessioni di estremità, in particolare quelle previste all’uscita a monte.

E’ ora la volta del quotidiano “La città di Salerno” che definisce “indecifrabili le rotatorie da realizzare allo sbocco del traforo lato terra, per consentire il collegamento della bretella dal porto fino all’area degli svincoli autostradali verso Napoli e verso Reggio Calabria.

La notizia che il pertinente punto all’OdG del Consiglio Comunale dello scorso settembre sia stato cancellato e rinviato sine die fa ritenere che Porta Ovest andrà ad ingrossare la lista delle opere che da tempo vivono nel limbo degli “incerti destini”.

L’elenco sarebbe lungo e indagarne le cause esulerebbe dal tema.

Come già detto in altre occasioni, Porta Ovest è nata come un progetto non pienamente valutato in tutte le sue implicazioni.

Dopo la intempestiva rinuncia a dotare il porto commerciale anche di una linea ferrata di collegamento con la rete nazionale, si è proceduto a creare una infrastruttura viaria in galleria di alleggerimento (o sostituzione) del Viadotto Gatto, senza contare che lo sbocco del traforo a monte veniva a coincidere praticamente con lo stesso tratto terminale del suddetto Viadotto, determinando quindi le medesime criticità per il transito dei grossi automezzi, a cui si assiste da tempo con inesorabile frequenza.

Per giunta, occorre ora realizzare – in elevazione e in spazi oggettivamente ristretti –  un sistema di rotatorie che, oltre ad apparire tuttora “indecifrabili”, stentano a materializzarsi in un progetto definitivo ed esecutivo, effettivamente funzionale.

Si sta prendendo atto quindi che il suddetto complesso viario, se e comunque portato a termine, non possa risultare realmente efficace, ai fini della fluidità dei futuri flussi di traffico, e nel contempo essere compatibile con i vincoli ambientali.

Sarebbe stato un inconcepibile deficit di visione progettuale, se a suo tempo i promotori e fautori dell’infrastruttura in questione, nel programmare e definire la sua configurazione, non avessero tenuto nel dovuto conto le difficoltà connesse al suo completamento.

Ovviamente c’è da augurarsi ora che i progettisti e gli esecutori dell’opera, con un guizzo creativo, pervengano ad una soluzione ottimale, rispettando tutti i vincoli imposti dalla pertinente normativa, e scongiurando il rischio, sempre immanente, che l’Autorità Giudiziaria possa essere chiamata a pronunciarsi per eventuali inadempienze, con tutte le conseguenze del caso.

Ciò premesso e a titolo puramente collaborativo, vorrei suggerire un’ipotesi di tracciato alternativo che consentirebbe un allaccio della Porta Ovest con l’Autostrada A30 Salerno-Caserta invece che con l’Autostrada del Mediterraneo SA-RC e con la SA-NA.

La distanza in linea d’aria è di circa 12 km, da coprire con un tragitto ovviamente più lungo di qualche km.

Ci sarebbe cioè da ammodernare e ricondizionare, fino ad uno standard di superstrada a scorrimento veloce a doppia corsia, l’attuale sede stradale di via Cernicchiara che inizia a poca distanza dall’uscita del traforo di Porta Ovest e prosegue fino allo Stabilimento dell’Italsud Salerno S.r.L. industria specializzata nell’estrazione di minerali e produzione di conglomerato cementizio (fonte Internet).

A seguire, dopo un attento esame della configurazione topografica e idrogeologica del terreno, realizzare il proseguimento dell’arteria fino a raggiungere la A30 con cui raccordarsi a monte della barriera di Mercato San Severino o altra successiva, qualora risultasse piu idonea in relazione agli spazi disponibili.

Andrebbe anche adeguato il breve tratto di via Demetrio Moscato, destinato a raccordare Porta Ovest e via Cernicchiara, configurando da un lato uno svincolo per il transito preferenziale degli automezzi e dall’altro, tramite una apposita rotatoria, un by-pass destinato al proseguimento verso il centro città, per gli altri autoveicoli:

Un’operazione comunque meno invasiva e più facile da realizzare rispetto alle fatidiche e tanto discusse rotatorie.

Quanto al Viadotto Gatto, esso non avrebbe più ragion d’essere per i collegamenti stradali da e per il porto e quindi alla fine andrebbe  demolito il suo tratto inferiore iniziale che, non solo deturpa il costone ma incombe pesantemente sui sottostanti edifici, mentre sarebbe lasciato in opera soltanto quello superiore.

Quest’ultimo assolverebbe alla funzione di una “Gran Corniche” panoramica.

E sarebbe anche un tragitto preferenziale per chi, proveniente da Vietri sul Mare, deve raggiungere le aree nord orientali della città, fermo restando che andrebbe finalmente risolta anche la situazione viaria riguardante via Benedetto Croce, ripristinando il doppio senso per autovetture e motocicli, onde consentire un agevole e razionale arrivo in centro provenendo da nord e dalla Costiera amalfitana.

Si tratta forse di un’ipotesi avveniristica, ma potrebbe fornire qualche spunto per una sua ulteriore valorizzazione da parte di amministratori e autorità accademiche.

Cordialmente,

Gaetano Perillo

 

Amm. ing. Gaetano Perillo

 

 

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