Aldo Bianchini
VALLO di DIANO – Quanto è bella la lingua italiana, o meglio quanto è brutta; perché è l’unica lingua al mondo che può essere interpretata in tantissimi modi, e l’uno differente dall’altro. La prova di ciò che affermo è, andando per ordine di tempo, tutto ciò che sta accadendo per il “caso Garlasco” dove anche i risultati scientifici vengono letti in maniera diversa da chiunque si appresta a commentare, giorno dopo giorno, la intricatissima vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi.
Figurarsi quando si tratta di politica, come nel caso Di Candia/Federico di Teggiano con la revoca della delega fiduciaria di assessore, dove tutto è opinabile e strumentalmente trattato dall’una e dall’altra parte.
Il mio articolo del 4 dic. 2025, intitolato “Regionali: è purga politica a Teggiano ?”, ha suscitato come spesso accade numerose reazioni, tutte comunque corrette e molto educate anche da parte del diretto interessato sindaco di Teggiano che aveva, come ha, pienamente diritto di revocare (come ho ampiamente scritto nello stesso articolo) la delega alla Federico in forza di quell’atto fiduciario con cui la delega si conferisce.
Il problema nasce dalla scelta della tempistica della revoca, ovvero: la revoca andava fatta subito (quando cioè è venuta meno la fiducia il giorno della presentazione delle liste) o era opportuno farla dopo le elezioni ?
Tanto è vero che esprimendo una mia convinzione ho scritto: “Il problema è capire quando e perché il mandato di fiducia viene meno in maniera irreversibile; una fiducia che dovrebbe essere venuta meno nello scorso mese di ottobre, quando cioè furono depositate le liste, perché (stando sempre alla dichiarazione del sindaco) “In questo caso non sono stato né informato né coinvolto prima della decisione: ho appreso la notizia della candidatura di Marisa Federico solo dalla stampa” (sempre la stampa in mezzo !!). Se davvero la fiducia è venuta meno doveva essere venuta meno lo stesso giorno del deposito delle liste; e allora perché, sfiducia latente, il sindaco ha aspettato 40gg per revocare la delega alla Federico ? Questo fa crescere un altro dubbio; vuoi vedere che se la Federico fosse stata eletta tutto sarebbe filato per il verso giusto ?”.
Ho avuto un lungo e cordiale colloquio telefonico con il sindaco Michele Di Candia e parlando di fiducia mi ha precisato che per quanto gli riguarda la fiducia era venuta meno al momento della candidatura non annunciata e quindi a sorpresa della Federico, ma ha preferito attendere la conclusione delle elezioni per non turbare il loro normale svolgimento.
Sicuramente accettabile e rispettabile il pensiero di Di Candia, anche se resto della convinzione che trattandosi di gestione della cosa pubblica non c’è elezione che tenga e che ogni delega va revocata appena la fiducia viene meno, onde evitare diverse interpretazioni dell’accaduto e/o l’utilizzo i9mproprio di uno strumento di potere locale.
Per rispondere, poi, ad altri commenti riservati ho precisato con forza che anche io, come loro, non avrei mai pensato al fatto che la Federico potesse essere eletta; ma questo è opinabile per tutti, le sorprese difatti possono sempre nascondersi dietro l’angolo e la politica gestita in maniera autoritaria e autoreferenziale ci ha offerto decine e decine di fatti in questo senso.
I politici, di qualsiasi colore, però dovrebbero porre molta più attenzione quando delegano altri a scrivere in nome e per conto proprio; difatti se nel comunicato stampa fosse stato inserito il pensiero del sindaco al completo (rispetto delle elezioni !!) il caso si sarebbe sgonfiato sul nascere.
Questa testata giornalistica è, comunque, a disposizione della dott.ssa Marisa Federico per una eventuale replica.